Compositore e direttore d’orchestra dalla solida formazione classica e jazz, ha compiuto i suoi studi presso i Conservatori di Brescia e Parma, diplomandosi in Composizione sotto la guida di Antonio Giacometti e in Jazz con Corrado Guarino. Il suo linguaggio musicale è stato forgiato da incontri decisivi con i giganti del Novecento, tra cui Franco Donatoni, György Ligeti e Louis Andriessen, oltre al perfezionamento in direzione d’orchestra con Jorma Panula.
La sua carriera è segnata da importanti riconoscimenti internazionali, tra cui spicca il 2° premio al Concorso "2 Agosto" di Bologna con il brano Umore per saxofono e orchestra, eseguito da Claude Delangle. La sua produzione, commissionata da istituzioni di rilievo e solisti di fama mondiale [1], spazia dalla musica da camera a quella sinfonica, con una particolare attenzione alla sperimentazione e al dialogo tra le arti. È stato infatti protagonista di importanti progetti multidisciplinari, collaborando stabilmente con la Compagnia di danza Lyria e con la compagnia teatrale La Fabbrica del Vento.
Figura centrale nella promozione della musica contemporanea, ha diretto per anni l’Arcana Ensemble e coordinato l’Arcana Composers Meeting, seminario internazionale che ha ospitato alcuni dei più influenti compositori odierni. Socio della SIMC (Società Italiana di Musica Contemporanea), le sue opere sono state eseguite in prestigiosi festival internazionali [2] e incise per etichette discografiche di rilievo. All'attività creativa affianca una costante ricerca musicologica, collaborando regolarmente con la rivista "Brescia Musica" attraverso saggi dedicati ai grandi protagonisti del panorama sonoro contemporaneo.
[1] Tra i numerosi artisti e istituzioni che gli hanno commissionato opere figurano Claude Delangle, l'arpista Francesca Tirale, l’Ensemble Rosario (Argentina), il Trio Contempo di Parigi, i percussionisti Pedro Carneiro e Riccardo Balbinutti, il Dedalo Ensemble, la SIMC, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e la compositrice Ada Gentile. Le sue composizioni sono state pubblicate e incise da case editrici e discografiche quali Rugginenti, Sconfinarte, Galatina Records e Radio Onda d’Urto.
[2] Le sue opere sono state presentate presso organizzazioni d'eccellenza, tra cui la Fondazione Guggenheim di Venezia, la Triennale di Milano, l'ISCM "Grenzenlos" di Stoccarda, il Festival "Nuovi Spazi Musicali" di Roma, il Ppianissimo International Festival di Sofia, la Gioventù Musicale d'Italia e il Bergamo Musica Festival.
Presentando i suoi lavori ha scritto:
«UNA PREMESSA
Le composizioni sottoelencate prevedono, com’è naturale, la presenza del saxofono, dal soprano al baritono. Sono presenti pezzi didattici - la maggior parte - e pezzi scritti per professionisti, destinati ai concerti veri e propri. Ma desidero sottolineare che il destinare i brani all’esecuzione dei giovani studenti - si parla di allievi delle scuole medie - non ha comportato un minor impegno compositivo o una sottovalutazione delle problematiche musicali. Senz’altro ho tenuto conto delle difficoltà esecutive e del livello tecnico dei giovanissimi musicisti, ma allo stesso tempo ho cercato di trattare le idee musicali e i loro destinatari con lo stesso rispetto riservato ai musicisti di professione. La Musica è una sola, e non ci si può avvicinare ad essa se non con amore e rispetto.»
A corredo delle sue composizioni di carattere didattico ha inoltre aggiunto una
« PRESENTAZIONE DEL PROGETTO PEZZI DIDATTICI
Questi pezzi sono una proposta per colmare una lacuna e fornire agli studenti di scuola secondaria di primo grado (sia tradizionale che sperimentale ad indirizzo musicale) un repertorio che permetta loro di familiarizzarsi con problematiche di musica d’insieme, alcune tecniche compositive e linguaggi musicali diversi.
La lacuna, a mio avviso, consiste nel fatto che, in linea di massima (salvo pochissime eccezioni), i libri di testo di educazione musicale presentano brani d’esecuzione strumentale d’insieme piuttosto brevi
(nell’ordine di una paginetta o poco più al massimo) e per un organico ridotto, generalmente formato da flauti dolci, qualche strumento a percussione ed un’eventuale tastiera o chitarra. Reputando la musica d’insieme uno dei pilastri dell’educazione musicale ed una delle esperienze musicali più gratificanti per gli alunni, ho pensato di scrivere questi brani per una serie di finalità didattiche ad essa collegate.
1) lunghezza: i brani di questa raccolta hanno dimensioni variabili, dalle 60-70 battute fino a 200 circa, con forme di una certa complessità, che quindi presentano problemi di ascolto reciproco, analisi, comprensione e memorizzazione.
2) organici strumentali: si tratta di organici piuttosto nutriti, che prevedono una strumentazione generalmente più ricca di ciò che normalmente si riscontra in una classe di scuola secondaria di primo grado. Spesso non è stato indicato l’organico preciso, salvo in caso di facile reperibilità degli strumenti (ad esempio nel caso degli onnipresenti flauti dolci, del pianoforte, che può essere sostituito con una tastiera elettrica, delle chitarre e degli strumenti a percussione). Ciò significa che i brani sono eseguibili da organici diversificati: infatti sono stati scritti per ed eseguiti da strumenti che ho avuto a disposizione di volta in volta nelle classi con cui ho lavorato (di alcuni brani ho fornito più versioni a seconda delle occasioni, modificando in parte la scrittura), e l’organico potrà quindi variare a seconda degli strumenti che si avranno a disposizione in classe, purché siano della stessa estensione. Per tale ragione spesso gli strumenti non sono indicati, sostituendo il nome dello strumento con la generica dicitura denominata “strumento” oppure con “basso”, laddove le note sono state affidate a strumenti che suonano prevalentemente nel registro grave e leggono quindi generalmente in chiave di basso. In questi brani sono presenti dialoghi strumentali che rendono più vario ed interessante il discorso musicale, ed organizzati in modo che gli alunni si abituino ad ascoltarsi reciprocamente, contando
contemporaneamente la durata delle proprie battute di pausa ed affinando quindi l’orecchio e la memoria musicale nell’ascolto globale degli ensemble in cui suonano.
3) presenza di diverse tecniche compositive (il canone, l’ostinato ritmico, l’hoquetus, la derivazione motivica ed altro) che possono costituire per gli uno stimolo per gli alunni per cimentarsi in prove di composizione sotto la guida dell’insegnante.
4) diversi linguaggi musicali: alcuni brani sono costruiti su scale appartenenti a culture “altre” (ad es., medio ed estremo oriente), altri sono prettamente tonali con semplici modulazioni a toni vicini, altri costituiscono stimoli per un approccio alla musica contemporanea (scale modali, particolari aggregati armonici, ritmi di una certa complessità, alcuni effetti timbrici particolari); in sintesi quest’antologia vuole offrire una rosa abbastanza varia di linguaggi, non solo di stampo tradizionale, cui avvicinare i giovani strumentisti.
Tutti questi brani sono stati da me provati ed eseguiti con i miei alunni, la fantasia e creatività dei quali mi hanno suggerito non pochi spunti.»
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