autore

Furlani Maurizio


Note biografiche

--Dal sito dell’autore…
«Ha seguito gli studi musicali parallelamente agli studi umanistici, seguendo i corsi di pianoforte, di composizione e di direzione e musica corale. Maria Teresa Conti fu la sua prima insegnante, con la quale, riuscì a liberare il gesto e la passione per il pianoforte, trascinato costantemente da emozioni estemporanee, “che saranno in seguito elemento primario di ogni sua composizione”.
Umberto De Margheriti, Gino Nucci, Antonio Ferdinandi contribuirono alla formazione musicale in ogni suo aspetto con particolare attenzione alle radici e alla tradizione musicale.
Armando Renzi, Teresa Procaccini e Antonio Scarlato, furono determinanti nell’approfondimento creativo e improvvisativo, tecnico e didattico ed infine analitico, grazie anche allo studio delle partiture dei grandi compositori.
Tutto ciò “è stato determinante ai fini di una formazione musicale a largo spettro, conferendo ad ogni esperienza didattica lo strumento più idoneo, utile per un accrescimento tecnico e culturale”.
Sempre in età giovanile, la costante collaborazione con Paolo Ponziano Ciardi, lo introdusse lentamente nell’ambiente cameristico, nella vicinanza di quei strumenti, ai quali dedicò particolari attenzioni per le proprie prime composizioni.

Ha partecipato a numerosi corsi e seminari di composizione, tra i quali con il compositore tedesco Karlheinz Stockhausen nel 1981 a Roma. Tale incontro influì positivamente, “grazie ad una intenso lavoro analitico sulla serialità, la sua evoluzione nelle svariate applicazioni quale: lo stretto rapporto con la gestualità melodica e al contempo coreografica dell’interprete”.

Negli anni seguenti la ricerca fa spazio all’interesse per il compositore tedesco Paul Hindemith. La lettura delle sue opere influisce in modo determinante su alcune composizioni, “quasi una inconsapevole contaminazione dichiaratamente neoclassica, mai radicale, ma inserita in una crescita costante, nel compiacimento contrappuntistico in atmosfere politonali”. Molte e importanti esecuzioni dei propri lavori danno un’accelerazione alla stessa produzione compositiva:

Nello stesso periodo Maurizio Furlani, grazie alla importante collaborazione in ambito teatrale con Isabella Peroni, Stefania Porrino e Camilla Migliori, scrive numerose musiche di scena …
Altre nuove composizioni ed esperienze musicali di vario genere fanno corona ad un momento creativo “che cerca di sublimare le incoerenze date da una fantasia frenetica con la ricerca di tematiche ad uso descrittivo, a sfondo psicologico e umano, storico e sociale. Il soggetto da descrivere aiuta l’approfondimento, conferendo spessore ai valori e alle motivazioni che spingono il compositore a scrivere”.
“Threnos”, una parafrasi su “Nuages Gris” di Franz Liszt, dedicato all’amico scomparso Giampiero Francia, composizione “intrisa di dolore e rabbia” annovera numerose esecuzioni, tra le quali, del pianista Roberto Prosseda e in seguito, “Ludus”, “Caudium”, “Moai” e “Children” “vivono questa stagione dai contorni drammatici grazie alla ripetizione ossessiva di elementi che alterano il tempo in modo ermetico, che si traduce musicalmente in termini dichiaratamente minimalisti”.
L’incontro con Filippo Ottoni, sposta l’attenzione compositiva sulle immagini, sulle storie, sulle parole, ove i sentimenti opposti e controversi sono gli elementi primari. Componendo le musiche per lo sceneggiato radiofonico “Selva Scura” del 1996 (Rai Radio 3), scritto e diretto da Filippo Ottoni, “si inaugura una collaborazione importante, che offre nuovi stimoli e strade mai percorse”; il


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