Riferimento: Bianchini, Michele
Per cinque strumenti ( flauto contralto, saxofono contralto, percussioni [Tp., Trg., Pt., Tt., Spring drum], pianoforte, contrabbasso e sistema elettroacustico.
Commissionato dall'Ensemble Suono Giallo [Michele Bianchini – saxofonista] in collaborazione con Tempo Reale, con il finanziamento della Fondazione musicale Ernst von Siemens.
Anteprima: 9 ottobre 2022, Festival Mixtur, Fabra I Coats, Barcellona; eseguito dall'Ensemble Suono Giallo.
«In un lungo e continuo intervallo formale, all'interno del quale germogliano chiazze di suono dai contorni sfumati, percepiamo timbri che si addensano in grumi di materia grezza per poi dissolversi in inaspettate trasparenze. Ogni geometria rompe la propria rigidità, riempiendosi di una materia che si frantuma in una polvere iridescente. Il timbro diventa architettura e l'ascolto rivela una molteplicità di strati sovrapposti. Il suono acustico è velato dai suoni elettronici che diversi trasduttori proiettano sulla tavola armonica del pianoforte e sulla pelle di un timpano, generando una sorta di "pittura sottostante", uno strato primordiale composto da pochi colori che definiscono i chiaroscuri e i contrasti dei timbri più evidenti all'ascoltatore. In ogni gesto sonoro traspare l'ombra di uno strato sottostante e tutto sembra espandersi in uno spazio in cui ogni cosa appare in una velata sospensione. Ogni voce è trattata come un miscuglio di colori cangianti, capace di trasformare la superficie apparentemente monocromatica e piatta in un'area viva e pulsante, all'interno della quale il suono si muove dall'interno verso l'esterno e viceversa. Il suono viene percepito come un colore atmosferico e mutevole, poiché le variazioni di timbro, densità e dinamica dipingono nuovi veli che mettono in risalto sfumature in continua evoluzione. I colori e le texture prevalenti tendono a polverizzarsi e a lacerarsi, permettendo a suoni nudi e rarefatti di emergere a tratti, sospendendo l'ascoltatore in un'apparente stasi meditativa.»
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