di Trotta Massimo

Ascoltando gli echi

A - 1995 - 9' -

Dedicatario: Iacopini Pier Paolo e Marzi Mario


Dettagli opera

Prima esecuzione il 4.5.2013, presso l’Auditorium del Conservatorio Perugia, con solista Pier Paolo Iacopini.


Commento all'opera

«Alla base [...] vi è una concezione armonica. Ad esempio, gruppi di differenti altezze vengono ripetuti sempre con una trascurabile variante che, tuttavia, nello svolgimento conduce a percorsi diversi da quelli iniziali; le rapide sequenze di queste serie di semicrome suggeriscono il tentativo di far percepire cambi di accordi più che linee orizzontali. Si può pensare all'uso di note che, data la natura non propriamente polifonica dello strumento, non potendo raffigurarsi in accordi, si dipanano come "accordi a ventaglio" ("accordi di note non simultanee"). Ciò equivale semplicemente all'esecuzione di arpeggi; è solo una questione di diversa disposizione mentale.
Il gioco compositivo, imperniato sulla massima libertà delle scelte, consiste nell'alternarsi di "enunciati" e dei loro "echi". Ciò comporta, specialmente nella prima metà del brano, un'opposizione di due livelli dinamici: uno dal ppp al p, campo espressivo degli echi, l'altro dal mp in su, campo espressivo degli enunciati. Questi ultimi più frastagliati e spigolosi, più discorsivi; gli echi più compatti e ondulati, più istintuali. Come indica il titolo, saranno proprio gli echi a influenzare la sintassi linguistica degli enunciati portandoli prima a raffigurarsi in moduli simili agli echi stessi, poi ad esprimersi nella finale successione di ondate, sia sul piano della dinamica che su quello del registro.
L'uso di suoni multipli e di effetti timbrici hanno la funzione di separare i vari episodi, entrando anche a far parte del dialogo musicale.
Lo scambio di informazioni è comunque reciproco: gli echi amplieranno il loro ambito "tessiturale" (come all'inizio della `quasi cadenza') e, sconfinando dinamicamente oltre i loro limiti, si confonderanno nei loro enunciati, perdendo, così, ognuno la propria identità, perdita originata dalla fusione dei reciproci intenti».


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Parti

Ascoltando Gli Echi (Stralcio)

 

 
 
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