autore

Paniccià Renzo


Note biografiche

Nel 1984 si diploma in “Strumentazione per Banda” presso il Conservatorio G. Rossini di Pesaro sotto la guida del M° Guerrino Tamburrini. Nel 1990 in Composizione con F. Delli Pizzi, e nel 1994 in Musica Elettronica con Eugenio Giordani. Ha Seguito Corsi di Analisi Musicale presso l’Accademia di Pescara (1984) con F.Sifonia, ha partecipato a diversi corsi di composizione (Perugia 1991). Nel 1995 partecipa a Roma ad un Corso di Musica per Film tenuto dai docenti Marco Werba e Gian Luigi Zampieri e ad un Corsi di Musica e Cinema (Roma 1996).
La sua attività Compositiva inizia nei primi anni ‘80, partecipando a numerose rassegne musicali in Italia e all’estero. Nel 1985 partecipa alla Rassegna di Musica Contemporanea organizzata da Nuova Consonanza di Roma con un duetto di Sassofoni (Rusè) eseguito da Federico Mondelci e Massimo Mazzoni. Nel 1988 partecipa al Congresso Internazionale del Sassofono a Tokjo in Giappone con il brano per sassofono baritono “Aleggiare delle Sirene” (prima esecuzione mondiale) eseguito da Massimo Mazzoni. Nel ‘90 partecipa ad una rassegna musicale di Musica Contemporanea ad Atene in Grecia. Nel 1991 viene selezionato per partecipare al Corso Internazionale di perfezionamento e Concorso di Composizione Contemporanea presso la città di Perugia, tenuto dal M° Umberto Rotondi (docente di Composizione presso il Conservatorio G. Verdi di Milano), dove un suo brano (Voci nello spazio per flauto solo) viene scelto per essere inciso presso la Edipan di Roma, eseguito per l’occasione dalla flautista Daniela Cima. In altre manifestazioni è stato eseguito da Sandro Carbone. Nel 1992 partecipa al Congresso Internazionale del Sassofono a Pesaro con due duetti per Sassofoni Soprano e Sassofoni Tenori (Trilli Esultanti e Dolci Risonanze) eseguiti da Nicola Cassese e Paolo Rigliari di Napoli. Nel 1993 partecipa alla rassegna di Musica Contemporanea di Pescara con il brano Voci nello Spazio eseguito da Sandro Carbone. Inoltre sue composizioni sono state eseguite negli ultimi decenni in varie Rassegne Musicali sia in Italia che all’estero.
Negli ultimi decenni si è dedicato alla “Musica elettronica” e parallelamente ha composto anche brani di stile classico per diversi organici di musica da camera.
Attualmente è docente di Educazione Musicale presso l’Istituto Scolastico Comprensivo di Montegranaro.


Altre note

«Alcune considerazioni sul Saxofono. In Italia, per lungo tempo è stato trascurato come strumento, e solo da qualche decennio viene utilizzato in modo sempre più frequente nelle varie manifestazioni musicali. Agli inizi degli anni '80 raggiunge il vero e proprio Boom e nel 1984 è stato inserito stabilmente nei Conservatorio di Musica. Nel nostro paese molto si deve, in questo ultimo ventennio, alla bravura dei Maestri: Federico Mondelci e Massimo Mazzoni, che hanno perfezionato i loro studi in Francia sotto la guida di J.M.Londeix, il quale ha trasmesso ai suoi due allievi oltre ad una tecnica straordinaria, tutto ciò che si possa produrre con lo strumento. cosicché, grazie a loro, oggi in Italia, il Sx si è diffuso moltissimo ed ha raggiunto uno sviluppo tecnico molto elevato.
Negli ultimi anni, tanti compositori hanno dedicato sempre maggiore attenzione allo strumento (compreso il sottoscritto), proprio perchè il Saxofono risulta essere Straordinariamente ricco di risorse sonore. Infatti si possono ottenere una vastissima gamma di possibilità: SUONI DETIMBRATI (cioè suoni privi di armonici, detti anche suoni Puri, con dinamica pppp), SUONI ARMONICI di vario tipo (omogenei o eterogenei), SUONI ROTTI, SUONI MULTIPLI (dai più semplici formati da 2-3 suoni, ai più complessi formati da 4 o più suoni), SUONI SMORZATI, SUONI CANTATI con la voce nello strumento, SUONI SLAP. Si possono produrre degli intervalli più piccoli del semitono (monesis, triesis, mobemol, tribemol), Scale procedenti per quarti di tono, Suoni prodotti con il BATTITO DELLA LINGUA SULL'ANCIA, ecc...
Insomma il Saxofono risulta essere uno strumento completo, agile ed equilibrato su tutta la sua estensione, risulta essere pronto a cogliere e sottolineare ogni minima sfumatura che l'esecutore desidera.
Nel mio caso due sono stati i motivi, che in questi anni, mi hanno spinto a scrivere molto per questo strumento, la prima motivazione è che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente i Maestri sopracitati: F.Mondelci e M.Mazzoni, e qui colgo l'occasione per ringraziarli della loro collaborazione, degli stimoli e dei suggerimenti dati per concretizzare molte delle mie idee. Come si può vedere dall'elenco delle mie opere, alcuni lavori sono a loro dedicati. La seconda motivazione perchè ho scritto molto per questo strumento è dovuto alla già citata RICCHEZZA TIMBRICA che esso possiede. La maggior parte dei miei lavori sono basati su una accurata ricerca del suono, sugli impasti sonori, sul colore, sulle sfumature. Molti dei miei lavori sono realizzati badando non tanto all'organizzazione strutturale del materiale, ma privilegiando l'aspetto Timbrico, sviscerando molte delle possibilità sonore dello strumento. Ho potuto così sperimentare di persona, e con mia grande soddisfazione, che quanto di più astruso, complicato, si possa scrivere per tale strumento, alla fine si può sempre realizzare. In definitiva penso che questo sia uno dei maggiori pregi dello strumento, e gli permetterà in futuro di essere sempre più apprezzato e diffuso». (Intervista diretta. Circa 1995)


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