di Paniccià, Renzo

Luce oscura... Op.110

B Pf - 2014 - 5'

Commento all'opera

NOTE INTRODUTTIVE SUL BRANO 

« IL SASSOFONO-  il più giovane tra tutti gli strumenti a fiato , sin dalla sua nascita, intorno al 1840 con Adolphe Sax, viene  utilizzato dai compositore in tutte le forme e gli stili di musicai(dal classico, al  Jazz,  al Pop, Fusion, Blues, ecc.)La particolarità di questo strumento sta nel fatto che risulta essere dotato di un  timbro molto sensuale, suadente, intrigante, quasi ipnotico e allo stesso tempo è molto duttile, cioè si presta bene ad essere inserito in qualunque organico strumentale senza comprometterne l’equilibrio generale, anzi lo arricchisce con il suo  timbro  affascinante. Nel corso del ‘900 sono state sviluppate , nuove tecniche  esecutive e ricercate tutte le risorse sonore possibili e immaginabili , per cui oggi questo strumento è in grado di poter suonare di tutto. Dai suoni morbidi ,dolci, a quelli più violenti e aggressivi, dai suoni singoli a quelli multipli, dai suoni tonali a quelli microtonali, (quarti di tono),suoni soffiati, slap di tutti i tipi, frullati di gola, di lingua, battito della lingua sull’ancia,ecc..ecc. Considero da sempre il Sassofono uno strumento fortemente ricco timbricamente e capace di suscitare nell’ascoltatore forti emozioni   attraverso una grandissima varietà di “effetti sonori”. Sin da ragazzo, allievo del Conservatorio ho amato, seguito i migliori Sassofonisti in circolazione e scritto x questo strumento il maggior numero di brani di tutta la mia produzione.»                                            «LUCE OSCURA

                                  Per  Sassofono Baritono e pianoforte  op.110  (2014)

Il brano  nasce per un progetto di “ Musica e Poesia” sul  ‘900. Prima del brano strumentale  ho scritto  i versi poetici sul gioco di luci ed ombre creati dalla luna che si rispecchiava sul mare. Da tempo osservavo  i colori che si generavano , i  riflessi ,le sfumature , i contrasti  che un  linguista li chiamerebbe “Ossimori”.

Ho messo in evidenza proprio le parole che si oppongono: Luce/Oscurità, Buio/Luminoso, Rumorosi/Silenzi ecc. Una volta scritto il testo letterario, ho pensato alla realizzazione sonora del brano, scegliendo il pianoforte come suoni da sottofondo, da cornice e sopra il Sassofono Baritono in Mib, che mi doveva  garantire questa doppia veste ”Contrasti”  con frasi melodiche, frasi  a-melodiche, suoni dal timbro  chiaro e suoni dal timbro  scuro. Con il Sassofono   volevo  giocare su questo dualismo   per sottolineare la stessa atmosfera creata dalla poesia. La scelta  del   Sassofono Baritono è  motivata  dal fatto che questo strumento possiede nel suo registro grave  la sua corposità timbrica, ricco di armonici, e alla stesso tempo nel registro acuto una sua morbidezza unica. Inoltre il gioco tra luci ed ombre l’ho inteso come gioco tra brevi frasi, brevi accenni melodici , e frasi a-melodiche create da suoni  multifonici. Gli eventi sonori vengono dal nulla, appaiono, vivono per un breve istante   e poi scompaiono . Il pianoforte sottolinea questa ambiguità eseguendo   un modello di accompagnamento  molto ripetitivo, gioca anche lui a creare atmosfere di contrasto, con l’utilizzo di dissonanze  di vario tipo (gruppi accordali di settima, di nona, undicesima, clusters ecc. Il brano  è stato pensato come una “STRUTTURA APERTA”, nel senso che non tutto è stato definito dal compositore, ma anzi anche l’esecutore diventa anche lui un co-autore, inserendo ne i “Punti Coronati”  delle parti libere , dove l’esecutore a sua scelta  può “prolungare, improvvisare, aggiungere effetti sonori  “ sopra la nota base,   con ( Slap, suoni armonici, vibrati, Oscillazioni di ¼ di tono, movimento di Tamponi, Suoni glissati tra due note o tra due suoni multipli, suoni soffiati, voce nello strumento ecc.).Il brano  da una partesi avvicina in senso lato  a quella ricerca timbrica, alle “nuance”, alle sfumature , atmosfere  tanto care agli Impressionisti di fine ‘800, e dall’altra utilizza un linguaggio sonoro più moderno con le tecniche in uso nel nostro tempo.

P.S.  1)Il brano strumentale dovrebbe essere preceduto dalla recitazione del testo.         

  2)Il brano dovrebbe essere eseguito in una sala  o spazio senza troppa illuminazione, anzi è preferibile      con poca luce per creare la giusta atmosfera notturna.»

 

LUCE  OSCURA…

NEL BUIO LUMINOSO DELLA NOTTE

LA LUCE OSCURA DELLA LUNA

DIFFONDE ATTORNO A SE

RUMOROSI SILENZI.

 

FASCI DI LUCE SOLCANO IL RUVIDO MARE.

QUA’ E LA’ SI ODONO  VOCI SOTTILI

COME VELI CHIARI

DI NUVOLE INDEFINITE.

 

TUTTO E’ MOTO…IN QUESTO UNIVERSO

CON GIOCHI DI LUCE ED OMBRE.

 

L’UOMO…ESULE SULLA TERRA, SI SENTE SMARRITO..

GUARDA, PENSA, NON SA,

IL PERCHE’ DELLA MAGIA DEGLI EVENTI.


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