autore

Molinelli Roberto


Note biografiche

   Compositore e Direttore d'orchestra, ha studiato presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro diplomandosi in viola con il massimo dei voti e la lode. Si è in seguito perfezionato a Ginevra con Alberto Lysy, con il violista del Trio d’Archi di Monaco Oscar Lysy e presso la Scuola di musica di Fiesole.

   Ha suonato come solista con l’Orchestra da Camera di Bologna, l’Orchestra Giovanile Toscana e l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, in duo con il pianoforte ed in numerose formazioni cameristiche vincendo numerosi primi premi assoluti in concorsi nazionali e internazionali. Si è esibito nelle più prestigiose sale da concerto italiane ed estere. È stato per oltre dieci anni prima viola delle orchestre delle stagioni liriche di tradizione dell’Arena Sferisterio di Macerata ed altri teatri come il Massimo Bellini di Catania e dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

   Ha al suo attivo numerose registrazioni per la RAI-TV e Radio Due e ha inciso un compact disc monografico su Carl Reinecke, effettuando la prima registrazione assoluta dei Drei Phantasiestücke op. 43 per viola e pianoforte. Tale disco è stato premiato come “CD del mese” nella recensione della rivista italiana leader del settore “CD Classica” con giudizio artistico “Eccezionale”, oltre ad altre lusinghiere critiche apparse su “Piano Time” (Italia), “Diapason” (Francia) e “Fanfare” (U.S.A.).

   Ha collaborato con importanti Orchestre Sinfoniche e da Camera italiane come Prima Viola solista.

   È fondatore dell’ Ensemble Opera Petite, un piccolo gruppo che esegue arie liriche e opere intere con l’effetto del suono pieno di un’orchestra, grazie alle sue elaborazioni e trascrizioni di famose opere italiane. L’Ensemble Opera Petite è stato in tournèe in Giappone nel febbraio 2001 con La Boheme e Serata Puccini, un concerto dedicato alle più famose arie della produzione pucciniana.

   In veste di compositore, orchestratore e arrangiatore ha collaborato con molti artisti italiani e stranieri [1], realizzando lavori inediti per spettacoli che hanno visto questi ultimi a fianco di grandi orchestre sinfoniche di levatura internazionale (Con te partirò, Romanza, Canto della Terra per Bocelli, eseguite in tutto il mondo).

   È autore di brani che abbracciano i generi musicali più svariati (classico sinfonico o da camera, jazz, leggero).

   Molte sue première sono state eseguite in importanti sedi [2] riscuotendo un ampio successo di pubblico e di critica: Movie Concerto - scene scritte in forma di colonna sonora, divertissement per viola e orchestra; Milonga Para Astor - dedicata alla memoria di Astor Piazzolla; Padre Nostro - eseguito presso il Santuario della Madonna di Loreto e commissionato dallo stesso Santuario in occasione del Giubileo 2000; Four pictures from New York - concerto per sassofono e orchestra scritto per Federico Mondelci, debuttato con grande successo di pubblico e critica sotto la direzione del M° Gabriel Chmura, vincitore del premio Karajan, e recentemente eseguito nella prestigiosa Carnegie Hall di New York nella versione per sax e piano; Leonard Ouverture - per grande orchestra sinfonica, dedicata a Leonard Bernstein, eseguita in diretta via satellite nell'ambito della Stagione dei Concerti Euroradio, trasmessi in 20 Paesi; Elegia per Manhattan, scritta in struggente ricordo delle vittime dell' 11 settembre 2001.

   In occasione del Congresso Internazionale nel cinquantesimo anniversario della scomparsa, tenutosi a Roma - Ministero per i Beni Culturali, e Chiaravalle (AN), città natale della celebre pedagoga, durante il quale è stata inaugurata e riaperta al pubblico la casa natale di Maria Montessori, gli è stata commissionata un’ opera, Montessoriana, che ha debuttato con grande successo di pubblico e critica e che ha visto come interprete d'eccezione l' attrice Valeria Moriconi.

   Una sua composizione originale è stata scelta come colonna sonora della campagna pubblicitaria Barilla, in onda da settembre 1999.

   Dal 2000 è Direttore Artistico dell' Orchestra da camera di Bologna ed attualmente è docente di viola al Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma.



[1] tra i quali Andrea Bocelli, Sara Brightman, Gustav Kuhn, Cecilia Gasdia, Anna Caterina Antonacci, Valeria Esposito, Federico Mondelci, Andrea Griminelli, Lucio Dalla, Valeria Moriconi, Giorgio Zagnoni, ecc.

[2] I Concerti Euroradio-stagione, Teatro Comunale di Bologna, Ministero dei Beni Culturali - Roma, Carnegie Hall di New York, Teatro Hermitage di San Pietroburgo, Teatro de Las Bellas Artes di Città del Messico, Auditorium RadioTV Slovenia, The Presidential Symphony Orchestra Concert Hall di Ankara, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Orchestra Sinfonica di Bari, ecc. ecc..


Altre note

--«Nightguide intervista il maestro Roberto Molinelli.
In occasione della recente performance del tenore Josè Carreras tenutasi al Parco del Castello Tramontano di Matera, noi di Nightguide abbiamo avuto l'onore e la grande opportunità di intervistare il Maestro Roberto Molinelli, famoso direttore d'orchestra di fama internazionale, nonché grande compositore e violista.
NG. Per un grande esponente della musica classica come lei, cosa rappresenta la così detta musica leggera? E qual è il genere che più ascolta?
RM. Da tanti anni viene etichettata come “leggera” la musica che fa uso di strumenti elettrici ed elettronici, che non siamo abituati a vedere nelle sale da concerto. Questa tendenza sta cambiando: ci sono compositori contemporanei che hanno introdotto tali strumenti negli organici delle loro composizioni accademiche, e famose pop star che si sono cimentate in progetti con grandi orchestre sinfoniche, spesso abbandonando ogni sonorità elettrica o elettronica. Ma, sovente, il mix tra le due sonorità produce interessanti texture sonore, rendendo sempre più labile il confine tra generi musicali. Io sono cresciuto nell'era della grande sperimentazione sonora, con il rock progressivo di Keith Emerson, ma anche dei bravissimi musicisti della PFM in Italia, la musica psichedelica dei Pink Floyd e il rock sinfonico dei Genesis da una parte, e la creazione musicale classica contemporanea di illustri compositori come Luciano Berio e Goffredo Petrassi dall'altra. Nel mezzo, alcuni personaggi interessanti che sono stati attivi in più generi musicali: Frank Zappa, Astor Piazzolla, ma anche lo stesso Leonard Bernstein. Io ho ascoltato e ascolto tutto ciò che mi colpisce, cerebralmente e emozionalmente, senza nessun pregiudizio di genere.
NG. Per molti il genere di musica leggera che più si avvicina alla classica è la musica rock. E in passato molti importanti gruppi del genere, come Metallica o Queen - solo per citarne alcuni - si sono avvicinati a grandi orchestre classiche per riedizioni di loro grandi pezzi. Ha mai pensato di riarrangiare qualche classico del rock? E se si quale gruppo o artista le piacerebbe affrontare?
RM. Ho già realizzato vari progetti di reinterpretazione rock-sinfonica in tributo alle ormai leggendarie band del rock o artisti icone della musica popular, per esempio: “Pink Floyd, la storia la leggenda”; “Queen's Symphonies”; “The fool on the hill” in omaggio ai Beatles, oppure “Battisti, musica infinita” dove le canzoni del celebre Lucio nazionale offrono lo spunto per la creazione di un concerto per pianoforte solista e orchestra. Abbiamo creato un format, insieme a Claudio Salvi, giornalista e autore del concept e dei testi degli spettacoli, dove la musica si alterna a parti recitate, raccontando una storia originale e avvincente, che sta suscitando grande interesse e che è in continua evoluzione. Lo dimostrano i tanti sold-out registrati, grazie anche all'apporto produttivo e alla collaborazione dell'Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro, importante compagine orchestrale attivissima in Italia e all'estero, della quale sono Direttore Artistico per l'Innovazione.
NG. Come già detto, il suo curriculum è impressionante. Fin da giovanissimo ha continuato a collezionare successi e collaborazioni. Senza contare premi e riconoscimenti. Qual è il suo sogno nel cassetto? Qual è un traguardo che ancora non ha raggiunto? Ad esempio una location nella quale ancora non si è mai esibito.

RM. Non ci può essere creatività senza sogni, o passione senza curiosità e sperimentazione. Un qualsiasi traguardo è la realizzazione di un sogno, che si trasforma da utopico desiderio onirico a data concertistica fissata. Il lavoro che porta a tutto questo è bello e stimolante, anche quando, ahimè, non giunge alla realizzazione sperata. Ma va comunque considerato come importante processo di crescita artistica e personale. Questo per dirle che il mio cassetto è costantemente pieno di sogni, guai a non averne!

 NG. Lei ha collaborato anche alla composizione di colonne sonore. Spesso ho visto accostate le colonne sonore (e i loro compositori) alle grandi opere della musica classica. E, in effetti, se uno ci pensa spesso molte opere di classica altro non erano che colonne sonore di spettacoli teatrali. Potrebbe dirci qual è la sua opinione riguardo alla musica classica oggi?

RM. Il discorso sulle colonne sonore è articolato e bifronte. Ci sono celebratissime musiche da film che sono diventate classici da sala da concerto, come per esempio la suite Sinfonica dalla saga di “Star Wars” oppure, per restare in Italia, le tante fantasie sinfoniche di Nino Rota tratte dalle colonne sonore scritte per Fellini o Coppola. D'altro canto ci sono esempi di registi che hanno veicolato le loro immagini sfruttando musica classica già famosa e patrimonio dell'umanità, per esempio Kubrick: come dimenticare le lunghe sequenze di “2001 Odissea nello spazio” con le musiche degli Strauss (Richard e Johann jr.) o le sinfonie rossiniane rieseguite al sintetizzatore in “Arancia Meccanica”?

Ma, al di là dell'aspetto di marketing realizzato attraverso la riconoscibilità e la conseguente associazione di immagini famose a nuove musiche, oppure, al contrario, di musiche famose a nuove immagini in modo che si veicolino a vicenda, resta la finalità che spesso ha avuto la musica classica di essere immaginifica, e la necessità del cinema, fin dai tempi del muto, di potersi avvalere di un ulteriore importante protagonista descrittivo: la colonna sonora. Per questo amo la musica per immagini e non ho nessun problema a considerarla, in alcuni casi, all'altezza della musica classica, è un connubio che esiste da sempre, frutto di una ricerca praticata da compositori (Vivaldi e Beethoven per citarne due tra i più conosciuti) vissuti molto prima dell'invenzione del Kinetoscopio da parte di Thomas Edison.

 NG. Lo so che può sembrare una domanda banale e scontata. Ma davanti ad un artista come lei voglio farla lo stesso. Come ha scelto questa carriera? Quali sono stati secondo lei i punti cardine che hanno reso il Maestro Molinelli quello che è ora?

RM. Il “richiamo” della Musica è un'emozione, una smania che, se ce l'hai dentro, prima o poi ti prende e ti porta via con sé. Nel mio caso è andata così, fin da ragazzino i miei genitori mi misero a disposizione un pianoforte del quale mi innamorai subito perdutamente. Ho ancora i quaderni pentagrammati con le primissime composizioni, scritte con la grafia di un bimbo che impara l'alfabeto nei primi giorni di scuola.

Il talento è naturalmente un ingrediente fondamentale per qualsiasi carriera, ma ci vogliono anche fortuna e, soprattutto tanto, tantissimo lavoro, fatto con la curiosità certosina di chi vuole umilmente imparare per poi, a volte anche spregiudicatamente, tentare di migliorare e sperimentare su ciò che si è imparato.

 NG. Lei è stato molto disponibile e gentile a farsi intervistare da un profano come me. E le voglio sottoporre una domanda che faccio a tutti. Se entrasse in un negozio di musica che ha tutto ma proprio tutto, quali sarebbero i primi 3 album (spaziando in tutti i generi) che comprerebbe senza pensarci due volte. E, se posso, perché?

RM. Comprerei i primi tre album previsti tra le nuove uscite. Ho grande passione e interesse per l'opera degli artisti contemporanei, senza paletti di genere, sia in musica sia nelle altre discipline artistiche. Chi opera nella musica classica sa quanto i programmi da concerto siano spessissimo ancorati a opere scritte nei secoli scorsi. Sarebbe interessante focalizzare di più l'attenzione sui compositori contemporanei, i risultati sarebbero sorprendenti.» (Intervista di Luigi Rizzo)


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Elegia per Manhattan Sx & O.a - 201x

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Four pictures from New York S/A/T & O.c - 200x


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Leonard Ouverture O.+ Sx - 2000

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