di Coral Giampaolo

Strassenlied

Fg B Pf - 1997

Commento all'opera

«Il protagonista giunge alla meta del suo viaggio e penetra nella grigia e nebbiosa città del Sogno.
Si conclude la parte introduttiva dell'opera. Il protagonista giunge alla meta del suo viaggio e penetra nella grigia e nebbiosa città del Sogno.
È il suono di un sax baritono che accoglie i forestieri e la sua melodia dà inizio alla composizione Strassenlied, Musica di scena, per fagotto, sassofono e pianoforte, composta, nel 1997, probabilmente per necessità drammaturgica: apre le porte dello strano paese immaginato da Kubin.
Il sassofono, strumento tipico della musica jazz, eseguita in locali notturni e nelle strade, è stato, forse, utilizzato proprio in virtù del suo legame con un contesto prettamente urbano. Ha una voce grave e il suo canto sonnolento, sul quale interviene solo il pianoforte con degli accordi tenuti dal pedale, avvolge gli ascoltatori in un'atmosfera irreale.
Alla sua melodia si affianca quella del fagotto, sempre sugli accordi lunghi del pianoforte, che rafforza il senso di cappa nebbiosa, condizione normale nel Regno del Sogno.
Quando il pianoforte trova lo spazio per esprimersi, con una parte che arriva a toccare note molto acute, sembra riportarci in una situazione chiara, luminosa e leggera, ma è un'impressione sempre disturbata dal sassofono e dal fagotto che, prepotentemente, lo sovrastano e lo zittiscono.
Alla fine, tutto si dissolve, rimangono solo gli accordi del pianoforte, tenuti dal pedale, che accompagnano l 'ultima espressione del fagotto che, poco dopo, tace e il canto del sassofono che chiude la composizione.
Strassenlied è un brano in cui ci sono continue variazioni nei valori metronomici e la suddivisione in battute, la cui lunghezza è sempre diversa, è talvolta indicata con una linea solo tratteggiata e, quindi, non in modo deciso. Dà l 'idea di una dimensione temporale altra, diversa da quella normale, anomala e strana che si pone in contrasto con quella del mondo esterno». (Tesi di Laurea in Storia della musica di Monica Spaccini: Demoni e fantasmi notturn. Appunti per una biografia musicale di Giampaolo Coral)


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