di Galante Carlo

Racconto di Natale

Soli Coro & O.c+ S/A - 2002 - 70' - Edizioni Suvini Zerboni

Dettagli opera

Opera 5 strofe ambientata nella Londra del XIX secolo su testo originale italiano di Dario e Lia Del Corno (dal racconto "A Christmas Carol" di Charles Dickens) per voci (L’organico originario prevede: Ebenezer Scrooge, bar. - Primo Spirito, ten. e attore - Secondo Spirito, msop. e attore - Terzo Spirito, basso/bar. e attore - Fidanzata di Scrooge, sop. - Bob Cratchit, ten. - Donna dei doni, sop. - Fantasma di Marley, attore e Coro: Fidanzata di Scrooge, Secondo spirito, Bob Cratchit, Terzo spirito più Comparse: gruppo di bambini. La versione con quartetto vocale: Ebenezer Scrooge, bar. - Primo Spirito, Bob Cratchit, tenore del quartetto vocale, ten. - Secondo Spirito, mezzosoprano del quartetto vocale, msop. - Terzo Spirito, basso/baritono del quartetto vocale, basso/bar. - Fidanzata di Scrooge, Donna dei doni, soprano del quartetto vocale, sop. - Fantasma di Marley, attore e Coro: bambini più Comparse: gruppo di bambini) e orchestra da camera Fl. - Sax.s. + Sax.c. - Perc. /1 esec. - Tastiera, Ch.el. - Quartetto d'archi.
La 1ª si è tenuta a Modena presso il Teatro Comunale il 17.11.2002.


Commento all'opera

-«Liberamente tratta da A Christmas Carol di Charles Dickens, Racconto di Natale è un’opera per il teatro dei ragazzi, commissionata ed eseguita in prima assoluta al Teatro Comunale di Modena. Il compositore rinuncia ad evocare l’epoca vittoriana e scrive una musica “moderna, un colore decisamente elettrico ed aggressivo per raccontare una storia del presente: questo nostro presente pieno di fantasmi”».
-«La voglia di trarre un'opera dall'omonimo racconto di Dickens mi ha accompagnato per molti anni: ricordo quando con Dario Del Corno andammo a vedere il delizioso "Natale in casa muppet", uno degli ultimi film ispirati a questa novella e cominciammo a intravvedere una possibile sceneggiatura.
È passato poi un bel pò di tempo e, come è consueto nel teatro, quelle prime riflessioni si sono modificate sulle esigenze specifiche di queste messa in scena.
Nella mia immaginazione di compositore, però, sono rimasti fermi quelli che considero i due"luoghi" importanti della storia, quelli su cui ho cercato di riflettere maggiormante e che sono divenuti, in qualche modo il mio personale punto di vista nel "leggere" la vicenda.
Ovviamente Scrooge, il celeberrimo avaro, è il primo: difficilmente si può trovare nella letteratura personaggio più attuale. E' l'uomo contemporaneo il cui immaginario è stato del tutto colonizzato dall'unico "valore" sopravvissuto, il denaro e da questo totalmente pietrificato. Scrooge, deprivato dei sentimenti, in uno stato di totale aridità, vive una situazione di estraneità nei confronti degli altri, è un "esule" astioso e cinico. A Scrooge si contrappone il motivo del "Natale", visto come momento di solidarietà, di calore umano, di affettuosa attenzione verso gli altri, soprattutto se meno fortunati. Mi è stato un pò difficile paragonare questo Natale dickensiano a quella festa terribilmente consumistica che ormai abbiamo ogni anno sotto gli occhi, per questo motivo ho deciso di tratteggiarlo musicalmente con un gesto sonoro assai stilizzato ma molto evocativo: una melodia di campane che ritorna sempre variata per tutta l'opera. Un quartetto vocale poi, diventa la sua voce, il suo canto dolcemente infantile.
I tre fantasmi sono il "termine medio" tra queste due polarità, l'elemento "discorsivo" che permette lo "scioglimento" degli opposti che avrà come conseguenza il recupero della propria umanità da parte di Scrooge.
I tre fantasmi rappresentano il momento didascalico e, paradossalmente più razionale della storia, da ciò discende la scelta di sdoppiarli in un attore e tre diverse voci cantanti. L'iterazione tra voce dell'attore e quella del cantante cambia di volta in volta, per meglio caratterizzare i tre diversi fantasmi.
Della cornice vittoriana così cara all'originale dikensiano ho volutamente fatto a meno; il sound è decisamente "moderno", infatti sia le voci che la piccola compagine orchestrale sono amplificate. Un colore dunque decisamente "elettrico" ed agressivo per raccontare una storia del presente: questo nostro presente così pieno di fantasmi.»


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