di Gottardo, Arduino

Mirabile Adagio

A Q.a - 2007

Dettagli opera

Falso originale per sax contralto e quartetto d'archi già attribuita a Tommaso Albinoni ma originale di Arduino Gottardo.

«Per le partiture:

DanzBartoka è originale,

Cavatina Apotropaica è originale,

Mirabile Adagio è originale,

e fanno parte della collana "Falsi originali".

Nelle presentazioni dei brani è comunque specificato che si tratta di opere originali, seppure "attribuite a...", semmai qualcuno chiedesse spiegazioni per l'inclusione [nell’Enciclopedia].» A.G.


Commento all'opera

«Nota dell’editore

Una copia del manoscritto originale del brano che pubblichiamo, é sopravvissuta ai lavori di ristrutturazione di una vecchia abitazione veneziana (due piccole stanze con ammezzato e mansarda), situata in una traversa di una calle che dal Ponte di Rialto porta verso il Campo di S. M. Formosa, all'incirca verso la metà degli anni '30.

Tale manoscritto, abbandonato e ritrovato, é stato poi riposto per diversi anni in una scansia della libreria dai proprietari dell'immobile, pensando che potesse essere buono come carta da parati o come carta per foderare i libri (tranne la copertina che fu utilizzata subito per realizzare un quadretto, visto che conteneva una incisione originale del Canal Grande, forse ad opera di un Canaletto o di altro incisore coevo), fino al casuale interessamento da parte di un conoscente, amatore musicale, che ha preso in carica il manoscritto per poterlo sottoporre a qualche critico esperto del settecento musicale veneto.

Secondo notizie storiche antecedenti al 1945, pervenute attraverso fonti musicali ucraine, già dal momento del rinvenimento e dell'accertamento di originalità della copia della composizione (ad opera di un erudito studioso svizzero-tedesco, prematuramente scomparso, tale Andreas Schröder Rochlitz), purtroppo priva del nome dell’autore, il brano stesso fu attribuito al rinomato musicista italiano Tomaso Albinoni (Venezia 1671 - 1750), virtuoso violinista oltre che celebre compositore.

Di questo autore, dilettante di musica, come ai suoi tempi si definiva lo stesso Albinoni, siamo in possesso di quasi tutta la produzione a stampa delle opere strumentali, mentre risultano disperse, se non distrutte, tutte le opere teatrali, tranne una ventina di arie staccate. Recenti studi, ad opera di eruditi olandesi e fiamminghi, hanno portato ad una riscoperta di questo compositore, che continua la grande tradizione strumentale vivaldiana e corelliana, e che possiamo ben considerare come un precursore dei musicisti del barocco tedesco.

Tipico rappresentante del barocco italiano, la sua opera é rinomata per il gusto preciso, per l'ampio arco melodico e la raffinata armonia; i suoi ritmi sono sempre leggeri e la strumentazione é accurata, non dimenticando che il discorso é nobile ed espressivo, con colori orchestrali che si fondono in un corpo unico assumendo spesso aspetti diversissimi, preludendo in qualche punto alla successiva scuola di Mannheim.

Più recenti studi e ricerche, a cura di musicologi greci, hanno portato alla scoperta del manoscritto originale, depositato presso uno studio notarile romano da un noto collezionista magiaro; dal manoscritto, ricco di indicazioni interpretative dell’autore, si può sicuramente risalire al nome del compositore, tale Arduino Gottardo, fecondo ed eclettico, oltre che irascibile, musicista di ambiente veneto, operante tra XX e XXI secolo presso le corti emiliane e toscane. La Società degli Amici della Musica e del Quartetto di Vicenza sembra sia stata in possesso di una vecchia copia delle parti del primo violino e del violoncello, mentre una copia della parte del secondo violino sembra sia tuttora in possesso della Haslinger Rudolphinische Sammlung.

La forma e la fisionomia del brano, nelle sue specificità, rimanda agli Adagio veneziani, pur con qualche deroga ed invenzione originale, oltre alla versatilità ed eleganza tematica, che verranno successivamente prese a modello dai musicisti della scuola barocca tedesca.

(P.s.: questa presentazione può essere esposta al pubblico, anche in forma ridotta, in sede concertistica.)»


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