di Galante Carlo

La tempesta

Soli Coro & O.+ A - 2005 - 120' - Casa Musicale Sonzogno

Dettagli opera

Dramma giocoso in parola e musica costituito da 1 Prologo, 2 Atti, 1 Entr'acte (epoca contemporanea alla 1ª) su originale italiano e inglese di Luca Fontana (da "The Tempest" di William Shakespeare e dagli omonimi Masque attribuiti a Henry Purcell) per voci (Miranda, Dorinda, sop. - Ferdinando, Prima ninfa, Anfitrite, sop. - Ariel, msop. - Gonzalo, Eolo, ten. - Prospero, Nostromo, Nettuno, bar. - Antonio, Primo demone, basso - Sebastiano, Capitano, Secondo demone, basso – Calibano e Alonso, attori), coro, orchestra (1111 - Sax.c. - 0000 - Perc. (2 esec.) Pf. + Clav. Arpa – Archi) e danze.
1ª a Torino presso il Teatro Carignano il 13.2.2006.


Commento all'opera

-«L’opera è un gioco di specchi tra il passato e il presente: da una parte Shakespeare e Purcell, dall’altra Luca Fontana e Carlo Galante. La tempesta, in prima assoluta al Teatro Carignano nell’ambito delle Olimpiadi della Cultura, è un “dramma giocoso e masque in parole e musica” nel quale i brani rimasti dal masque The Tempest di Henry Purcell (1695) si fondono con la musica scritta nel 2005 da Carlo Galante su un libretto di Luca Fontana da The Tempest di William Shakespeare. Spiega Galante: “Ci sono parti cantate e parti recitate (nel cast ci sono cantanti, attori, ma anche attori che cantano). Ed intorno alla trama della Tempesta shakespeariana Luca Fontana ha costruito una nuova drammaturgia che si interseca a quella originale, con un divertente gioco di metamorfosi”».
-«La pagina musicale è prima di tutto l'ordine di battaglia di una flotta di navi a vela, ma è anche un piano secondo il quale affonda la notte. Così il poeta Mandel'stam con metafora potente e ardita cerca di cogliere il senso profondo e misterioso della scrittura musicale che sta alla musica nei termini in cui la navigazione sta alla flotta: ne è cioè una sua ordinata specificazione.
Dunque l'"ordine di battaglia" dichiara e riassume tutto il paziente lavoro del compositore chiamato a saper cogliere le sfuggenti geometrie che animano come sotterranee correnti il fluire della musica.
Proseguendo fino all'azzardo la metafora mandel'stamiana il compositore diventa una sorta di armatore -ammiraglio che vara e dirige flotte (o più spesso flottiglie) che navigano in procellosi oceani di pentagrammi.
Però il compositore dell'opera "La Tempesta"(che è pure lo scrivente) ha dovuto, questa volta, prendersi cura non solamente della propria flotta ma anche di un' altra, assai più antica, forse varata da un sommo ammiraglio britannico, Henry Purcell, che nella traversata dell'oscuro mare del tempo si è in gran parte dispersa affondando. Il compositore ha costruito e ricostruito, mettendo insieme i pezzi dell'una con materiali dell'altra e viceversa, ha approntato una nuova flotta e ha veleggiato verso l'isola di Prospero.
La "tempesta" shakespeariana ha fatto naufragare questa flotta composita proprio su quell'isola, dove abitano personaggi che parlano e cantano lingue diverse, molteplici: una sorta di "naufragio" linguistico dunque che la trama del sommo poeta salva dal caos.
Un'isola dalle mille voci è quella di Prospero; un'isola magica dove il tempo si sospende: in un batter di ciglia un lontano passato in cui l'inglese diviene lingua arcana, quasi divina, cantata da demoni, ninfe e divinità si traduce nella quotidianità di un italiano che racconta le vicende dei personaggi che popolano il racconto shakespeariano. L'inglese è anche la lingua del doloroso passato di Prospero, cacciato assieme alla figlia Miranda dal suo ducato milanese, vicenda narrata dalla pantomima di due demoni; è la lingua delle ninfe che dal fondo del mare ci intrattengono in un intermezzo patetico, ma è pure la lingua dei personaggi che alla fine della storia per celebrare le nozze di Miranda e Ferdinando, ma soprattutto per glorificare se stessi si travestono e giocano a essere divinità, vanità suprema punita da un'onda gigantesca che li condannerà ad un nuovo naufragio (brillante trovata del librettista Luca Fontana che inclina la vicenda sul versante del mito, alludendo ad una circolarità del tempo che è propria di quella dimensione).
All' italiano il compito di descrivere le peripezie di Prospero, Ariel, Caliban, e tutti gli altri, seguendo passo passo i punti salienti della trama originale dell'immortale bardo.
Da queste poche note si può forse immaginare come, da un punto di vista musicale, il rapporto tra antico e n


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