di Tantaro Giuseppe

For You

S & O. - 2020 - 7’40”

Dettagli opera

Il brano “For You” è un brano per sax soprano e orchestra:

La composizione del brano è iniziata il 15 marzo e si è conclusa a il 4 aprile. E’stato pubblicato presso la casa editrice “IMG – Edizioni”. Il brano è stato dedicato al mio Paese: l'Italia.


Commento all'opera

Questo brano è stato dedicato al mio Paese. In questo periodo di crisi, virus, immigrazione selvagge e quant’altro, la situazione peggiora giorno dopo giorno, sembra di vivere in un incubo! Non ci sono certezze e tanto meno non si possono fare progetti futuri, perché ”Si vive alla giornata” o per chi è fortunato “Si lavora per vivere”. Il compositore ha letto un libro “Povera Italia”, scritto da Roberto di Molfetta, che illustra la situazione attuale e ha rafforzato maggiormente l’ispirazione nello scrivere questo brano. Una persona spera sempre in un qualcosa che possa migliorare in futuro.

Penso che ognuno di noi dovrà rimboccarsi le maniche per cercare di avere un futuro migliore per noi e per chi verrà dopo di noi, altrimenti ci sarà il collasso.

“Una volta ero fiero di essere italiano, e in Italia si stava bene, relativamente sereni. Si lottava sempre nelle piazze, ma il futuro sembrava ricco e radioso, grazie al posto fisso, alla Nazionale che vinceva il Mondiale, a politici che la gente sentiva vicini come Enrico Berlinguer. Oggi, invece, abbiamo paura come italiani, di perdere il nostro futuro, ma anche i nostri diritti presenti. Crisi economica, immigrazione, crisi e crollo dei valori sociali, dubbi sul sistema capitalistico come sistema efficiente e moralmente sostenibile: abbiamo un difficile presente, che porta a delle sfide quasi impossibili nel futuro che ci attende. Essere italiano oggi vuol dire in particolare non avere più le certezze di venti anni fa: posto fisso, pensione, famiglia, matrimonio, titolo di studio, tutto è stato spazzato via come certezza e deve essere ridiscusso come identità e come progetto. Povera Italia, perché le classi medie vanno scomparendo e si allarga la forbice tra le elites ricche e potenti e la gente che sta in basso, sempre più povera e precaria in tutto ciò che è materiale. Povera, perché affranta e addolorata da una crisi dei valori che sta facendo scomparire vecchi costumi e li sta sostituendo con un caos sociale che vede come unico baluardo di vita il sistema produttivo, capitalistico, consumistico e i suoi feticci di merci. L'unica cosa che unisce oggi sta sempre più diventando il sistema economico, il sistema delle merci, il consumismo, come anticipava il compianto Pier Paolo Pasolini. Diego Fusaro, il giovane filosofo, piemontese, parla di mercificazione della vita. In questa mercificazione, il ciclone dell'immigrazione selvaggia, senza regole, sta trasformando il profilo sociale delle città, creando molti problemi che la classe politica non sa o non vuole affrontare. La vita quotidiana dell'italiano è diventata più stressante, angosciosa, meno serena. Sono sicuro che è difficile essere sereni, con un sistema mondo che sembra andare verso le follie dei terrorismi e della globalizzazione incontrollata, guidata solo dal finanzcapitalismo di cui parla il Prof. Luciano Gallino. Il problema politico di questi anni è che il neoliberalismo, la matrice ideologica che guida i programmi politici dei poteri forti, è una matrice ideologica che vuole proprio lo stato delle cose attuali, ed è calibrato per togliere a noi comuni cittadini le conquiste civili, del dopoguerra. Vi è una volontà, tutto non è casuale. E' proprio questo il dramma: manca la possibilità di attuare riforme, di dare una svolta vera allo stato delle cose, perché chi pilota il sistema non ha nessuna intenzione di cambiare lo stato delle cose, anzi se possibile, è ancora più radicale nello spingere il mondo in certe direzioni, con certe correnti politiche.”

Roberto Di Molfetta


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