autore

Sollima Giovanni


Note biografiche

Violoncellista e compositore, nasce da una famiglia di musicisti. Presso il Conservatorio della sua città si diploma in Violoncello con Giovanni Perriera e in Composizione con il padre, Eliodoro Sollima, perfezionandosi a Salisburgo con Antonio Janigro e a Stoccarda con Milko Kelemen.
Intraprende giovanissimo una brillante carriera internazionale di violoncellista, collaborando con grandi musicisti, come Franco Ferrara, Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Jorg Demus e Martha Argerich. Parallelamente la sua curiosità creativa lo spinge ad esplorare nuove frontiere nel campo della Composizione, attraverso contaminazioni fra generi diversi: rock, jazz, electric, minimalismo anglosassone e musica etnica di tutta l'area mediterranea, dalla Sicilia al Mondo arabo, dai Balcani a Israele, dalla Turchia all’Andalusia. Sulla base di una profonda preparazione classica nasce così il suo stile inconfondibile che nelle sue creazioni si avvale dell'utilizzo di strumenti acustici occidentali ed orientali, di strumenti elettrici ed elettronici, e di altri di sua invenzione (l'aquilarco, il d-touch, il body-cello.... e un violoncello di ghiaccio che ha suonato a 3.200 metri di altitudine, in un teatro-igloo) o di sua ricostruzione, come il violino tenore raffigurato nei quadri di Caravaggio.
In veste di solista o con diversi gruppi strumentali (tra i quali la Giovanni Sollima Band, da lui fondata a New York), dal 1995 esegue la sua musica in tutto il mondo, effettuando tour negli Stati Uniti, Canada, Giappone: dalla Carnegie Hall di New York alla Scala di Milano, dalla Queen Elizabeth Hall di Londra al Tokyo Summer Festival, dalla Salle Gaveau di Parigi a Ravenna Festival, dall'Auditorium di Roma al Festival Internazionale di Istanbul, dal Kronberg Festival di Francoforte a Settembre Musica di Torino, dalla Biennale di Venezia al Kuopio Festival in Finlandia, da Suoni e Visioni di Milano al Kunstfest di Weimar, dal Festival di Spoleto a quelli di Fano e di Jesi, nei teatri Regio di Torino, Comunale di Bologna, Regio di Parma, San Carlo di Napoli, Massimo di Palermo.
Sedi prestigiose, ma anche ambiti alternativi, vicini al pubblico più giovane e di confine, come la Knitting Factory di New York, vero tempio dell'underground che negli Stati Uniti lo fa conoscere come The Jimi Hendrix of the Cello (“Newsday”, Justin Davidson, Pulitzer Price for Criticism 2002), o RadioDeejay in Italia, nella fascia di maggior ascolto e poi Brooklyn Academy of Music e Merkin Hall a New York, Wigmore Hall a Londra, Salle Gaveau a Parigi, Kunstfest di Weimar, Kronberg Festival di Francoforte, Munsterhof di Strasburgo, Kuopio Festival in Finlandia, International Music Festival di Istanbul, Summer Festival di Tokyo.
In Italia presenta le sue composizioni nelle più note e prestigiose sedi conceretistiche e festival sparse su tutto il territorio nazionale. Il 21 gennaio 2007 debutta alla Scala, esaurita in ogni ordine di posti, eseguendo, oltre a sue composizioni, anche arrangiamenti di brani barocchi e di Jimi Hendrix. Due settimane dopo ripropone lo stesso programma a Radio DeeJay, nella fascia di maggior ascolto. Nel febbraio 2007 in Alto Adige, a 3.500 metri, a -20°, in un teatro-igloo, si cimenta con un violoncello di ghiaccio, costruito appositamente per lui. Il Primo Maggio 2007 viene invitato al grande concerto rock di Piazza San Giovanni a Roma. Contemporaneamente, nei suoi concerti, comincia ad affrontare le Suites di Bach dal vivo. Nel 2007 recita e suona nel cortometraggio DayDream, realizzato dal ventiduenne regista norvegese Lasse Gjertsen, astro nascente della nuova cinematografia digitale e vera star di YouTube.
Nel 1993 si mette in luce scrivendo l’“Agnus Dei” del Requiem per le vittime della mafia, una messa composta da diversi autori, su testo di Vincenzo Consolo, e presentata nella Cattedrale di Palermo ad un anno esatto dall’attentato di Capaci. Da allora le sue composizioni sono eseguite in tutti i continenti, e fra i maggiori interpreti si trovano direttori come Riccardo Muti con la Filarmonica della Scala, Gidon Kremer con la Kremerata Baltica, Yuri Bashmet con I Solisti di Mosca, Daniele Gatti con l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Ivan Fischer con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma; solisti come Yo-Yo Ma, Mischa Maisky, Viktoria Mullova, Mario Brunello, Bruno Canino, Katia Labeque, Enrico Dindo, Julius Berger, David Geringas, Larry Coryell, Mauro Pagani; popstar vocali come Ruggero Raimondi, Patti Smith, Vinicio Capossela, Morgan, Edoardo Bennato ed Elisa (protagonista della sua opera Ellis Island, su testo di Roberto Alajmo, commissione del Teatro Massimo di Palermo); coreografi come Karole Armitage, Bebe Miller, Fabrizio Monteverde, Micha van Hoecke e Carolyn Carlson. Per il cinema e la televisione compone per Marco Tullio Giordana (I cento passi, La meglio gioventù), Peter Greenaway (The Tulse Luper Suitcases, Nightwatching), Maurizio Zaccaro (Il bell'Antonio, RaiUno), Franco Battiato (“Bitte Keine Reklame”, RaiDue). In campo teatrale scrive ed esegue musiche di scena per registi come Bob Wilson (Imagining Prometheus a Siracusa e Milano), Alessandro Baricco (City Reading Project al Teatro Valle di Roma e Iliade all’Auditorium di Roma e al Lingotto di Torino), Peter Stein (Medea, nella traduzione di Dario Del Corno, in tour in Italia e Grecia), Lamberto Puggelli (Il Gattopardo, con Turi Ferro).
Fra i numerosi compact disc si ricorda “Aquilarco”, realizzato nel 1998 per la Point Music/PolyGram, su invito di Philip Glass. Questo lavoro per ensemble viene utilizzato innumerevoli volte nel campo della danza, in Italia e all’estero. Nel 2001 Gidon Kremer e la Kremerata Baltica, nell'album “Tracing Astor”, incidono per la Nonesuch/Warner “Violoncelles, vibrez!”. Nell’ambito della cosiddetta “musica contemporanea", si tratta del brano di autore italiano vivente più eseguito nel mondo. Nel 2005 esce per la Sony Works, un album che raccoglie, tra l’altro, anche i brani principali del suo ultimo progetto per ensemble: le” Songs From the Divine Comedy”. Successivamente lavora ad una cantata sacra per soli, coro e orchestra, di ispirazione bizantina, commissionata da Riccardo Muti e dall'Orchestra Cherubini per il Ravenna Festival 2008, e alla soundtrack di un film di Wim Wenders (anche nella parte di attore), e a diversi progetti discografici, tra i quali un album per la Sony con la partecipazione di Patti Smith e della giovane violoncellista croata Monika Leskovar e un altro con le Suites di Bach per violoncello.
Le composizioni di Giovanni Sollima sono edite dalla Casa Musicale Sonzogno di Milano.
Suona un violoncello Francesco Ruggeri (Cremona, 1679), insegna presso la Fondazione Romanini di Brescia e, dal 2010, presso l’Accademia di Santa Cecilia a Roma dove è stato insignito del titolo di Accademico.

 


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