Direttore d'orchestra, compositore e pianista romano, Federico Longo compie gli studi di pianoforte e composizione sotto la guida di Robert W. Mann, perfezionandosi in direzione d'orchestra con Donato Renzetti a Pescara e presso la Hochschule für Musik di Vienna. Decisivo per la sua traiettoria professionale è il quinquennio di perfezionamento all'Accademia Musicale Chigiana di Siena sotto la guida di Gianluigi Gelmetti, del quale diviene assistente per importanti produzioni operistiche e sinfoniche nei maggiori teatri del mondo. Insignito del Premio della Fondazione "Boris Christoff" nel 2003, nel 2009 riceve la nomina a Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana per i suoi meriti artistici internazionali.
La sua carriera direttoriale registra tappe fondamentali nei debutti alla Philharmonie di Berlino e alla Sydney Opera House, che inaugurano un'intensa attività internazionale sul podio di prestigiose compagini orchestrali europee e d'oltreoceano [1]. Particolarmente significativo è il legame con la Germania, dove ha ricoperto il ruolo di direttore principale della Kammerphilharmonie Berlin-Brandenburg e dove è stato invitato per il Wiederaufbaukonzert alla Frauenkirche di Dresda. In campo operistico e sinfonico si distinguono i suoi impegni nei teatri tedeschi e italiani, affiancati da una costante attività discografica per etichette quali Genuin, Marc Aurel e Naxos [2].
Come compositore e pianista, Longo sviluppa una poetica votata alla trasparenza formale e all'interazione tra suono e spazio. Ha pubblicato diversi album pianistici e cameristici (tra cui L'arte del volo, La vena giusta del cristallo e Concatenation), presentati in importanti sale italiane e nel corso di ripetute tournée negli Stati Uniti. Una delle sue innovazioni più rilevanti è l'ideazione del LogoSound — un'identità acustica site-specific commissionata ed adottata nel 2022 dalla Galleria Borghese di Roma. Per lo stesso museo ha composto le opere multimediali in realtà aumentata VIBR.ID e CHROMOLOGHIA, entrate permanentemente nel repertorio dell'istituzione [3].
All'attività artistica affianca l'insegnamento nei Conservatori di Musica di Stato.
[05/2026]
[1] Collaborazioni Orchestrali e Festival: Ha diretto complessi orchestrali quali la Sydney Symphony Orchestra (nelle serie Master Series e Shock of the New), Melbourne Symphony, Robert-Schumann Philharmonie di Chemnitz, Oulu Sinfonia, l'Orchestra della Radio di Bucarest, e le compagini italiane del Teatro dell'Opera di Roma, del Carlo Felice di Genova e del Teatro Comunale di Bologna. In ambito operistico ha diretto prime assolute di autori contemporanei (Marco Betta alla Settimana Musicale Senese, Paolo Furlani al Teatro Comunale di Modena) e titoli storici del repertorio, tra cui il debutto all'Opera di Roma con Saul di Flavio Testi.
[2] Discografia e Produzioni Internazionali: La sua discografia include i concerti per pianoforte di Mozart KV 466 e KV 491 (Marc Aurel), monografie dedicate a C. Ph. E. Bach (Genuin, insignite del riconoscimento Kaufempfehlung di Klassikcom) e la prima registrazione assoluta de Il Vespro Siciliano di P. J. von Lindpeintner, incisa in Germania per la casa discografica Naxos (2018) in occasione delle sue partecipazioni al Festival Rossini in Wildbad.
[3] Progetti Multimediali e Grandi Eventi:
«La concezione del suono che caratterizza le mie composizioni è sempre al centro del mio processo creativo. La mia convinzione che il suono sia un elemento che precede la parola intesa come qualcosa che esprima un concetto logicamente fondato e determinato è comune a tutta la mia produzione.»
Circa il dibattito sull’uso della definizione “musica classica contemporanea” o di “musica colta” o “musica d’arte” risponde che «Il compositore traduce in suono ciò che capta dal mondo interiore ed esteriore. Il fatto importante è che riesca a comunicare, questo sì. Dare la colpa a chi ascolta se non si riesce a comunicare è a mio parere molto sbagliato e, purtroppo, nel passato appena recente in qualche circostanza è stato fatto. » da http://kultunderground.org/art/39125/
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La duplice natura di direttore d'orchestra e compositore permette a Federico Longo di sviluppare una poetica fondata sull'equilibrio strutturale e sulla riqualificazione dello spazio acustico.
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