Intraprese gli studi musicali inizialmente con il padre. Successivamente si diplomò nel 1911 in violino al Liceo Musicale di Bologna nella classe di A. Consolini, e in composizione nel 1914, sotto la guida di L. Torchi e F. Busoni, iniziati con Mici.
Fece le prime esperienze professionali in orchestra come violinista e violista, e come maestro sostituto in alcuni teatri bolognesi (tra gli altri fu sostituto di R. Ferrari al Teatro Comunale). Fervido e arguto intellettuale, dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale si dedicò all'insegnamento e alla composizione.
Nel dopoguerra creò a Bologna un vivo centro della rinascita culturale. Trasferito alla direzione del Conservatorio di Musica di Firenze, la sua azione si trasformò in un'intensa collaborazione con musicisti e personalità politiche che fecero della città uno dei centri culturali più importanti d'Europa. Dal 1931 al 1933 organizzò il Maggio Musicale Fiorentino in collaborazione con V. Gui, M. Castelnuovo-Tedesco e C. Delcroix.
Tra il dicembre 1944 e l'agosto 1945 trascorse un periodo di prigionia nel campo di concentramento di Collescipoli (Terni), durante il quale scrisse l'Enea (A. Angeli; Roma, Teatro dell'Opera, 11 febbraio 1953) e la Missa quarta per coro a 2 voci virili e pianoforte, la cui prima esecuzione ebbe luogo nel campo di concentramento durante il Natale 1945.
Il suo impegno fu notevole nella didattica, sia come docente nei maggiori conservatori italiani [1], sia quale autore di manuali:
Nel 1951 fondò il Collegio di Musica al Foro Italico come sezione del Conservatorio di S. Cecilia; diede inoltre avvio all'Associazione Giovanile Musicale (AGIMUS) e, dal 1952 al 1957, diresse l'Orchestra da Camera di Roma.
Membro dell'Accademia del Conservatorio di Firenze (1928), dell'Accademia Filarmonica di Bologna (1931), Accademico di S. Cecilia (1939), del Consiglio Superiore delle Belle Arti (1952–1958) e di numerose altre istituzioni, nel 1955 venne insignito della Medaglia d'argento al merito dell'arte e della scuola. Nel 1964 fu nominato Presidente dell'Accademia di S. Cecilia, carica che mantenne fino alla scomparsa nel 1965.
Di particolare interesse fu la sua attività nel settore della critica (collaborò con numerosi periodici di interesse artistico e musicale, tra i quali la Rassegna dorica, la Rassegna musicale e L'Illustrazione toscana) e della saggistica [2].
Compositore fecondo, la sua produzione letteraria e musicale abbraccia argomenti e organici strumentali vari [3].
NB Nel Catalogo delle opere di Guido Guerrini al suo settantesimo anno di età e curriculum della sua vita (Roma, Tip. Detti, 1961), l'autore cita fedelmente due sole composizioni legate al saxofono:
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[1] 1920–1924: Titolare della cattedra di armonia al Liceo Musicale di Bologna.
1925–1928: Titolare della cattedra di composizione al Conservatorio di Parma, del quale fu vicedirettore nel 1926.
1928–1947: Direttore del Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze
1947–1949: Direttore del Conservatorio "G. B. Martini" di Bologna (dal 1947 al novembre 1949).
1949–1960: Direttore del Conservatorio di "S. Cecilia" di Roma (dall'novembre 1949 all'ottobre 1960).
[2] Opere didattiche e trattati: Trattato di armonia complementare (Bologna 1922); Origine, evoluzione e carattere degli strumenti musicali (Milano 1926); Prontuario dei tempi e colori musicali (Firenze 1939).
Monografie: F. Busoni, la vita, la figura e l'opera (Firenze 1941); Verdi e le scuole di musica (Roma 1949); A. Vivaldi. La vita e l'opera (Firenze 1951).
[3] Teatro: L'arcangelo o L'isola di Finale, opera in tre atti.
Musica Sacra e Corale: Missa secunda, per coro a tre voci dispari, orchestra e organo (1936); La città beata, cantata da camera per basso, coro femminile e orchestra da camera (1942); La città perduta, cantata biblica per mezzosoprano, basso, coro e orchestra (1942).
Musica Sinfonica: Sonata da camera, per orchestra (1925); Tema con variazioni, per pianoforte e orchestra (1942).
Musica da Camera: Le fiamme sull'altare, trittico per soprano, doppio quintetto d'archi e due arpe (1919); Sonata per violino e pianoforte (1921); Tre quartetti per archi (1920, 1922, 1959); Due trii per violino, violoncello e pianoforte (1920, 1925); Sonata per violoncello e pianoforte (1925); Quintetto per archi e pianoforte (1927); 13 studi per violoncello solo (con L. Silva, 1939); Quintetto per archi (1950).
Altro: Musica per il cinema e la televisione, per banda, liriche per voce e pianoforte. Curò inoltre trascrizioni ed elaborazioni di autori del passato (Locatelli, D. Gabrielli, Corelli, A. Scarlatti, Boccherini, Vivaldi, Paganini, Sammartini, Franck, J. S. Bach, G. B. Martini, Händel).
-- Sulla sua attività di compositore Guerrini stesso confessò:
"Sono faentino, discendente da una famiglia della mezza nobiltà romagnola, e mi sembra che nella mia arte sia sempre rimasta un po' di quella malinconia facile a cogliersi nelle grandi distese della mia fecondissima terra" (M. Rinaldi, Guido Guerrini, in Rassegnamusicale Curci, 1955, n. 6).
Ma la sua poetica musicale non si esaurisce nella malinconia natia: accanto a essa cogliamo, rinnovato nell'intuizione sonora, un carattere schiettamente romantico, il quale volge verso un cromatismo che - sebbene risenta dell'influsso wagneriano e straussiano - rivela una intenzione armonica sempre chiara e precisa. Gli studi severi, la pratica orchestrale, maturata anche dietro le quinte dei teatri d'opera, e la fervida vena melodica hanno determinato caratteri, quali, ad esempio, la solidità della costruzione formale o l'orchestrazione raffinata, che hanno permesso al Guerrini di esprimersi con efficacia in tutti i generi musicali: dalla musica per il teatro alla musica per il cinema e per banda; dal genere sinfonico, nel quale spiccano i poemi sinfonici, al repertorio da camera nelle formazioni più varie, per giungere al repertorio sacro corale, genere nel quale il Guerrini si espresse nella maniera più compiuta, raggiungendo momenti di intensa felicità creativa.
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