autore

Comitini Danilo


Note biografiche

   Nato in Inghilterra nel 1986, Danilo Comitini è un pianista e compositore italiano la cui cifra stilistica unisce una solida e premiata formazione strumentale a una produzione compositiva di respiro internazionale, caratterizzata da prestigiose residenze artistiche e riconoscimenti istituzionali.

   Inizia il proprio percorso musicale in Italia studiando pianoforte presso il Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro, dove si diploma con il massimo dei voti e consegue successivamente la laurea di secondo livello in pianoforte solistico con il massimo dei voti e la lode, perfezionandosi parallelamente in ambito pianistico e cameristico con rinomati docenti [1].

   Contemporaneamente intraprende lo studio della composizione a Pesaro sotto la guida di Lamberto Lugli. Successivamente si trasferisce al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, dove si perfeziona col massimo dei voti con Alessandro Solbiati. Prosegue i suoi studi di Alta Formazione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma nella classe di Ivan Fedele, diplomandosi con lode. Completa il suo percorso accademico frequentando il Master di secondo livello in composizione presso il Conservatorio di Milano, studiando con docenti di fama mondiale come Klaus Lang, Marco Stroppa, George Benjamin, Alberto Posadas e Unsuk Chin.

   In veste di pianista (solista e camerista) si afferma precocemente in numerosi concorsi nazionali ed esegue concerti in diverse città italiane [2].

   Come compositore, la sua musica ottiene fin da subito importanti riconoscimenti in concorsi internazionali (tra cui i premi ad Avellino e Bari) [3] ed è vagliata e premiata da alcune delle più influenti personalità del panorama contemporaneo, quali Michele Dall’Ongaro, Silvia Colasanti, Beat Furrer, Frédéric Durieux, Bruno Mantovani, Alessandro Solbiati, Daniele Zanettovich e Claudio Ambrosini.

   Il culmine del percorso concorsuale avviene con la vittoria del prestigioso Concorso Internazionale di Composizione “2 agosto” di Bologna con il brano Resa al labirinto, eseguito dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Asher Fisch e trasmesso in diretta televisiva su Rai 5 e radiofonica su Rai Radio 3.

   La sua attività compositiva è fittamente scandita da importanti residenze artistiche pluriennali [4].

   Le sue opere sono regolarmente commissionate da istituzioni di rilievo – tra cui il Ravenna Festival, il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, la Sagra Musicale Malatestiana, l'Orchestra Sinfonica Rossini e la stessa Orchestra Corelli – e vengono eseguite in Italia (Milano, Roma, Firenze, Modena, Como, Ravenna, Pesaro, Livorno, Torino) e all'estero (Germania, Austria, Giappone, Corea del Sud, Canada, Argentina, Ucraina, Spagna, Cile e negli Stati Uniti in California e Florida) [5].

   La sua produzione solistica e cameristica è documentata da tre dischi monografici incisi tra il 2019 e il 2023 per le storiche etichette Stradivarius (Milano Dischi) e Da Vinci Classics.

   Fianco a fianco con la ricerca compositiva, svolge attività didattica in qualità di docente di pianoforte presso la scuola Santa Lucia di San Giovanni in Marignano e presso Sonàrt di Pesaro. Ha inoltre collaborato attivamente con diverse istituzioni scolastiche scrivendo musiche di scena per rappresentazioni teatrali e scolastiche in teatri e auditorium.

 

[06/2026]



[1] Nel corso della sua formazione pianistica solistica e cameristica, ha frequentato in qualità di allievo effettivo masterclass di perfezionamento con i maestri: Andrzej Jasiński (2008), Massimiliano Damerini (2010 e 2011), Enrico Pace (2011), Giovanni Valentini (2011), Enrico Bronzi (2012) e Pier Narciso Masi (2013 e 2014).

[2] I premi nazionali giovanili conseguiti in concorsi nazionali per la categoria pianistica includono le competizioni di: Cesenatico, Osimo, Gabicce Mare, Castiglion Fiorentino, Sogliano sul Rubicone, Terzo, Bucchianico, Pesaro e Riccione.

[3] Primi in concorsi internazionali di composizione: 2013: 3° premio (1° e 2° non assegnati) al Concorso Internazionale di Composizione “Vincenzo Vitti” di Bari; 2012: 2° premio (1° non assegnato) al Concorso Internazionale di Composizione “Le Note Ritrovate” di Avellino, con conseguente pubblicazione e incisione fonografica del brano premiato.

[4] Residenze: 2017-2020: Compositore in residence per l'Ente Concerti di Pesaro, per il quale scrive due pezzi per orchestra e un lavoro cameristico; 2020: Artista in residenza nella stagione dell’Ensemble Musagète di Vicenza; presso il Palazzo Leoni Montanari la compagine esegue, nel corso di sei concerti, il ciclo Apparenti sembianze, composto da sei pezzi; 2021-2024: Compositore in residence per l'Orchestra Corelli di Ravenna.

[5] Prime esecuzioni, interpreti e sedi regionali/internazionali:
Interpreti dedicatari: Tra i primi esecutori della sua musica sul territorio si annoverano il Duo Bellarosa-Vergini (1° premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera "Salieri-Zinetti" 2012), l'Ensemble Zenit 2000, il Duo Duhell e diversi musicisti locali;

Geografia delle prime esecuzioni locali e storiche: I suoi lavori cameristici e orchestrali sono stati eseguiti presso il Teatro delle Muse di Ancona, l’Auditorium Pedrotti di Pesaro, il Teatro Massari di San Giovanni in Marignano e in diverse sale dell'entroterra marchigiano. Nel 2011, alcuni suoi brani cameristici sono stati presentati in ambito internazionale presso il Museo della Storia di Varsavia, in Polonia.


Altre note

La sua produzione si delinea come un limpido esempio di sintesi tra la rigorosa tradizione strutturalista europea e una spiccata sensibilità per la narrazione formale, guidata da tre elementi centrali:

  1. L'eredità delle scuole di Milano e Roma: Nel catalogo di Comitini si avverte chiaramente la convergenza tra la magistero geometrico e artigianale di Alessandro Solbiati (con la sua attenzione alla micro-forma e alla gemma sonora) e la plasticità timbrico-spaziale di Ivan Fedele. Questa doppia matrice si traduce in una scrittura orchestrale e cameristica in cui il controllo del materiale è assoluto, ma sempre finalizzato a una forte chiarezza del gesto musicale.
  2. Il pianismo solistico come matrice di pensiero: La solida statura di pianista classico non rappresenta per Comitini un mero dato biografico, ma una reale postura compositiva. La profonda conoscenza della tastiera, del repertorio tardo-romantico e delle tecniche del Novecento storico si riflette in una scrittura strumentale estremamente idiomatica, attenta alle risonanze naturali, al peso specifico del tocco e alla densità polifonica, elementi che emergono con evidenza nei suoi tre dischi monografici.
  3. La concezione ciclica e formale ("Il labirinto e la sembianza"): Come evidenziato da titoli programmatici come Resa al labirinto o il ciclo Apparenti sembianze, la musica di Comitini indaga spesso i concetti di percezione, variazione e metamorfosi dell'oggetto sonoro. La sua non è una musica puramente speculativa o astratta; i sei pezzi del ciclo vicentino, ad esempio, dimostrano la capacità di declinare un'unica intuizione poetica in forme molteplici e dialoganti, capaci di abitare lo spazio concertistico con una drammaturgia astratta ma intensamente comunicativa.


Opere

5 Aforismi S/A Va Pf - 2009

Da sonar A Pf - 2024

Diabel A Pf - 2011

Diari di Adamo ed Eva Sop Basso Rec & Ens+ A - 2024

Eravamo il suono Voce & Ens+ Sx - 2025

Fotogramma 3A 2Perc Pf - 2014

Suite Fiabesque S Pf - 2010


 
Locandina evento Secondo Concorso de il Saxofono Italiano
Seminario - Mille modi di dire sax
Secondo concorso del Saxofono Classico
Il primo concorso del Saxofono Classico
 

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