di Guaccero Domenico

Studio per un quartetto

Sop Ten Cl.p T - 1961 - 6'50'' - Bruzzichelli Edizioni Musicali Firenze

Dettagli opera

Soprano, tenore, clarinetto piccolo, sax tenore, amplificazione (4 amplificatori, uno per ogni esecutore).
Prima esecuzione il 23.5.1961, a Palermo, presso la Sala Scarlatti del Conservatorio di Musica, per la 2. Settimana Internazionale di Nuova Musica (clar. picc. sostituito dal flauto, sax tenore sostituito dal clarinetto). Barbara Altman, soprano; Tommaso Frascati, tenore; Angelo Faja, flauto; Vittorio Luna, clarinetto.


Commento all'opera

«Le indicazioni nei singoli movimenti sono: 1. "O mondo nuovo mirabile" (Shakespeare) e "...muoveranno le corazzate volanti della comune" (Majakovskij) - indicazioni iniziali agogiche e di metro assenti, notazione cronometrico-spaziale, di durata 1’40"; 2. (4 / 4; 10 battute) semiminima = 60 di durata 45"; 3. "Arbeit macht frei... Juden" (dal lager di Auschwitz) con indicazione iniziale di agogica e metro assente e notazione prevalentemente cronometrica con una durata prevista di 1'02"; 4. (4 / 4; 38 battute) su "Le cose crollano... il centro non regge... / una mera anarchia si scatena... / nel deserto, chi sa dove, / un essere come un leone e testa umana, / occhiaie dure e vuote come il sole, / muove le coscie [sic] adagio..." (Yeats), semiminima = 128 ma alcune battute sono realizzate con notazione cronometrica anziché mensurale e una durata di 1'30" circa; 5. (4 / 4; 10 battute) con indicazione di "Adagio" (dalla conclusione del testo del movimento precedente), semiminima = 44 con l'indicazione di metro iniziale assente, ma implicita e durata prevista di circa 1'20"; 6. (4 / 4; 9 battute) con sola indicazione di semiminima = 69-79 e della durata prevista di 30" circa.»
«Il lavoro è articolato in sei brevi movimenti da eseguirsi senza soluzione di continuità (sono indicate anche le durate degli intervalli tra un movimento e quello adiacente). I testi intonati sono presenti solo nei movimenti 1., 3., 4. e 5. (negli altri, le voci cantano su vocali, non sempre indicate). Il trattamento delle voci è fortemente sperimentale, così come quello timbrico degli strumenti, i quali (nei non frequenti passi in cui tendono a relazionarsi biunivocamente a una voce) sono accoppiati con la voce omologa come timbro/strumento (soprano-clar. piccolo; tenore-sax tenore), mentre più spesso l’ensemble è impiegato collettivamente, oppure per coppie ‘voci oppure strumenti’, oppure solisticamente. Molto ricercata anche l’esplorazione dinamica (con trasformazioni continue dell’intensità agevolate dalle note lunghe). Va rilevato che in alcuni documenti il brano è indicato come ‘Terzo quartetto’, e che nel frontespizio le voci di soprano e di tenore sono presentate come ‘strumenti’, considerandosi quindi più un elemento sonoro interagente con quello strumentale che come una componente vocale tout-court. La notazione cronometrico-spaziale è prevalente nei tre movimenti 1. e 3., mentre nei restanti è combinata con quella mensurale.» (Da http://www.guaccero.lim.di.unimi.it/)


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