di Berio Luciano

Sequenza IXb

A - 1980 - 13' - Universal Edition - 17447

Dettagli opera

Nel 1980 Berio scrisse, all'IRCAM di Parigi, Sequenza IX originalmente composta per uno strumento (clarinetto) ed elettronica. Berio però, insoddisfatto del lavoro compiuto, l'anno seguente la pubblicò in due versioni, una per clarinetto solo (Sequenza IXa ) e l'altra, in collaborazione con I.Roth , per saxofono contralto solo (Sequenza IXb ).
Il materiale musicale di questa versione dedicata al saxofono l'ha poi ampiamente impiegato nella sua opera La vera storia.
Première nel 1981 a Londra da parte di John Harle.


Commento all'opera

« Sequenza IX per clarinetto (1980)
Sequenza IX per clarinetto (ne esiste anche una versione per sassofono contralto) è sostanzialmente una lunga melodia e, come quasi tutte le melodie, implica ridondanza, simmetrie, trasformazioni e ritorni. Sequenza IX è anche una “sequenza” di gesti strumentali, che sviluppano una costante trasformazione fra due diversi campi di intervalli: uno di sette note (fa diesis, do, do diesis, mi, sol, si bemolle e si naturale), che tendono ad apparire sempre nello stesso registro, e l’altro di cinque note che appaiono invece in registri sempre diversi. Quest’ultimo commenta, penetra e modifica le funzioni armoniche di quel primo campo di sette note. Sequenza IX è stata scritta nel 1980 per Michel Arrignon.» Luciano Berio
«Sequenza IXb è la trascrizione per sassofono contralto di Sequenza IX per clarinetto del 1980. Si tratta sostanzialmente di una lunga melodia che, come quasi tutte le melodie, implica ridondanza, simmetrie, trasformazioni e ritorni. Sequenza IXb è anche una “sequenza” di gesti strumentali che sviluppano una costante trasformazione fra due diversi campi di intervalli: uno di sette note (fa diesis, do, do diesis, mi, sol, si bemolle e si naturale), che tendono ad apparire sempre nello stesso registro, e l’altro di cinque note che appaiono invece in registri sempre diversi. Quest’ultimo commenta, penetra e modifica le funzioni armoniche di quel primo campo di sette note».
«La serie di Sequenze per differenti strumenti soli sono fra le opere più celebri di Berio. Esistono delle Sequenze per diversi strumenti soli come il trombone, il violino e la voce. Esse hanno in comune il virtuosismo e "sono destinate a presentare e sviluppare melodicamente un discorso essenzialmente armonico e (...) un modo polifonico di ascoltare". La Sequenza IIVb fu scritta originariamente per l'oboista Heinz Holliger. Essa si può ritenere una variazione su una nota, SI, come fosse una versione contemporanea della Fantasia (su una nota) di H.Purcell. Questa nota suona dolcemente, tutta la lunghezza del pezzo, come se provenisse da un altro strumento o da un sintetizzatore, per una più ampia risonanza. Dal suono di partenza, SI, un registro quasi completamente cromatico è introdotto gradualmente. La spina dorsale del lavoro risiede in diteggiatura enarmonica, "multifonici", articolazioni e dinamiche. Il lavoro crea una fedele impressione elettrofonica.
Sequenza IX (1980) fu scritta per clarinetto e successivamente riscritta per saxofono (1982). Il lavoro si sviluppa all'origine da Chemins V per clarinetto e strumenti elettronici, opera che finì per essere ritirata. A proposito dell'uso di tecniche avanzate Sequenza IXb è molto più tradizionale della precedente Sequenza VIIb. Il pezzo può essere più facilmente considerato uno studio concertante. Per esempio, uno stretto metodo compositivo è applicato ad un limitato materiale melodico che si propaga all'interno di uno schema ritmico. Il numero delle note è scelto per evitare ogni ripetizione letterale e il materiale melodico e il ritmo sono stati variati gradualmente. Un simile processo compositivo si trova nel Quatuor pour la fin du temps di O.Messiaen.
La Sequenza IXb comincia con una lenta introduzione seguita da una sezione danzante con ritmo virtuoso. Arpeggi a grandi intervalli procedono in scale cromatiche e tornano alla sezione danzante leggermente variata. Dopo un lento interludio meditativo, la sezione rapida fa il suo rientro. La severa organizzazione, comunque, gradualmente si disintegra. Il ritorno al LAb acuto indica la conclusione a due voci di questo processo». [Per F.Broman dalle note di copertina del CD The Solitary Saxophone di C.Delangle, BIS-CD-640]
- Vedi anche l'analisi compiuta da Pietro Picchi: Sequenza XIb di Luciano Berio.


Registrazioni

[2CD • Solitaire. Solo saxophone masterpieces • Pedro Pablo Camara Toldos sax • Ibs classical • 2019 • con musiche di G.Scelsi, N.Vessena, G.Netti, S.Sciarrino, J.M.Sanchez Verdù, L.Berio, J.L.Tora, A.Paul, J.Tenney, J.Harvey, C.M.Sanjuan, G.Alonso]
[CD • SEQUENTIA • Massimiliano Donninelli, saxofoni • Rugginenti 555152.2 • con musiche di Berio, Merkù, Coral, Mancuso, Mosca, Nieder, Donninelli]
[CD • Solo Sax • Luigi Gallo, saxophone • c/o www.arizonarecordings.com • con musiche di Debussy, Rueff, Daneels, Noda, Morland, Bonneau, Morosco, Tutino]
[CD • Reed My Mind • A.Bornkamp-A • BVHA 9304 • 1995]
[CD • The Solitary Saxophone • C.Delangle-A • Bis CD 640 • 1994]
[CD • Fuzzy Bird • N.Sugawa-A • Apollon Inc. APCE-5199 • 1991]
[CD • Daniel Kientzy. Saxophone(s) et dispositif électroacoustique • ADDA CD 58 10 47 • 1988 • con opere di K. Stockhausen, G. Scelsi, A. Stroe, F.B. Mache, B. Cavana, H. Vaggione]
[CD • Daniel Kientzy. Saxophone(s) solo • Poly Art Records Par 5303 • Parigi 1984 • con opere di F. Rosse, P. Mefano, G. Scelsi, B. Jolas]


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