di Nono, Luigi

Polifonica-Monodia-Ritmica

Fl Cl Cl.bs A C Pf Perc - 1951 - 18' - Maison Schott Frères

Dettagli opera

Seconda opera del catalogo delle composizioni di Nono, scritta nel periodo di studio ai Ferienkurse di Darmstadt, per 1 Flauto, 1 Clarinetto in Si bemolle, 1 Clarinetto basso, 1 Sassofono alto in Mi bemolle, 1 Corno in Fa, 1 Pianoforte, 1 Batteria (Gran cassa, Cassa chiara, 3 Tamburi, 4 Piatti, Tomtom, Xilofono).


Commento all'opera

Così la presentò in una lettera inviata a H.Scherchen: «Maestro carissimo, Le ho spedito a Zurigo una copia della partitura della mia musica per Darmstadt "Polifonica - monodia - ritmica" [...]
Ho cercato, in questo lavoro, di esprimere tre successivi rapporti con la natura: nella "polifonica", costruita su un ritmo originale negro indicatomi dalla Catuinda [allieva brasiliana di Scherchen insieme a Nono, illustrò a questi alcuni aspetti della musica popolare nel Mato Grosso. NdA] a Venezia durante il Suo corso, è un graduale accostarsi alla natura, per trovarmi, nella monodia, direttamente in ascolto dei silenzi, dei canti, degli echi che in lei trovano suggerimento e che mi portano a partecipare alla sua vita primordiale, chiarendo ancora meglio in me la indistruttibile forza ritmo, che è la vita stessa».
«Quando Polifonica-Monodia-Ritmica del giovane Luigi Nono venne presentata nell'estate del 1951, durante i Ferienkurse di Darmstadt, sotto la direzione di Hermann Scherchen, l'opera venne salutata da Heinz-Klaus Metzger come il più interessante lavoro del dopoguerra. Pur essendo una composizione nata nell'alveo delle esperienze post-weberniane dei primi anni '50, Nono si dimostra estraneo ai rigori teorici di alcuni suoi compagni di viaggio, Stockhausen e Boulez in primis, manifestando sin dagli esordi quell'inquietudine di una ricerca mai paga dei risultati acquisiti. Polifonica-Monodia-Ritmica è suddivisa in tre brani, ognuno dei quali pone l'accento su uno dei diversi aspetti cui allude il titolo: progressivo definirsi di un tessuto polifonico sempre più denso, a partire da una cellula motivica estremamente semplice; distesa cantabilità "in ascolto dei silenzi, dei canti e degli echi" (come scriveva Nono a Scherchen inviandogli la partitura); denso intreccio ritmico affidato alle sole percussioni. Ma a ben vedere i rapporti fra i singoli brani non sono così nettamente definiti, l'ultimo brano può essere letto come una polifonia di ritmi, mentre il primo, a sua volta, comporta un addensamento ritmico proprio con l'arricchirsi dell'intreccio contrappuntistico; non dimentichiamo che, come Nono ricordava, "Polifonica" è "costruita su un ritmo originale negro indicatomi dalla Catunda" (Eunice Catunda, pianista e compositrice brasiliana). Più che distinzione, abbiamo quindi uno stretto rapporto fra i diversi aspetti della composizione. Il lavoro, pur legato alle esperienze post-weberniane, è lontano dalla coerenza costruttiva di quegli anni; in Nono la tecnica "seriale" non ha valore prescrittivo, vincolante, tutt'altro, la composizione cresce attraverso la progressiva ripetizione-trasformazione di una cellula ritmico-melodica molto semplice. La definizione di questo nucleo, affidato prima ai quattro piatti sospesi di diversa altezza, è quindi soltanto approssimativa, poi i due clarinetti, il flauto e il corno, ne esplicitano il senso. Si tratta di un motivo La-Sol#-Re-Mib che attraverso varie permutazioni crea una sottile trama di relazioni fra le varie parti del lavoro. Un'altro aspetto interessante di questa pagina giovanile, oltre a questo serialismo non ortodosso (la serie non è rappresentata dalla totalità delle dodici note, e si definisce attraverso progressive ripetizioni di piccoli nuclei), è la componente ritmico-percussiva, e il valore musicale delle "pause" dei "silenzi". Nella lettera sopracitata Nono parla del porsi "in ascolti dei silenzi".Questa idea di una musica che emerge impercettibilmente dal nulla, che dialoga col silenzio, e che progressivamente si spegne, è un'idea che accompagna il musicista veneziano ininterrottamente, divenendo la cifra stilistica più propria dei lavori dell'ultimo decennio.» (Paolo Pinamonti) Tratto da: Con Luigi Nono, Festival Internazionale di Musica Contemporanea 1992/1993 - Biennale di Venezia, Ed.Ricordi - Milano - 1993)


Registrazioni

[“Luigi Nono” • Tammittam Ensemble (Ros/A) • ARTIS ARCD 032 • 1993 • disco monografico di opere di Luigi Nono con \"Polifonica - monodia - ritmica\"]
LP • Englisch Ch. O., Maderna, Time Records S/8002 Oppure Time/Tlp Lp 58002]
[CD • Damse de '96 - Membri del Landestheater-Orchesters Darmstadt
dir. Hermann Scherchen - CD Col legno WWE 31849 - 1996 registrazione della prima assoluta del 10.7.1951]
[CD • Luigi Nono - Ensemble United Berlin
dir. Peter Hirsch - CD Wergo 6631-2 - 1998]


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