Riferimento: Pigato, Emma Nicòl
Solo per saxofono contralto o baritono, scritto per Emma Nicòl Pigato che ne ha tenuto la Prima Esecuzione (al saxofono baritono) il 10/06/2026 presso Selva di Montello, Treviso.
«Epitaffio è una pagina per sax contralto (o sax baritono), che si offre come meditazione sonora sul tempo e sulla memoria. L’opera si inscrive in una dimensione sospesa, di remota suggestione, in cui il suono si dispiega per minime trasmutazioni interne, secondo un principio di lenta metamorfosi: tali trasformazioni trovano una precisa concretizzazione nell’impiego costante dell’acciaccatura, figura che agisce come ornamento generatore, nervatura segreta del discorso musicale. L’idea germinale si basa sull’Epitaffio di Sicilo, tra le più antiche testimonianze della musica occidentale che ci sono pervenute (II sec. a. C.) e l’allusione si configura come un processo di rifrazione e trasfigurazione: cellule intervallari e inflessioni originarie vengono assorbite entro una trama cromatica diffusa; la materia sonora diventa instabile e “come sospesa” fra reminiscenza e oblio. La scrittura, pur nella sua esattezza grafica, presuppone un gesto interpretativo ampio, governato da una grande libertà. La prassi esecutiva infatti dovrebbe avvicinarsi a un atto evocativo e quasi ieratico, in cui il suono sembra affiorare da una memoria profonda, prediscorsiva.
L’architettura del brano si articola in tre sezioni principali (A_B_C), connesse da continuità timbrica e gestuale. Esse si differenziano per densità ed energia: la sezione centrale introduce un accrescimento di tensione, un moto più irrequieto che si addensa progressivamente fino al “precipitando”. In prossimità della battuta 25 - la sezione aurea del brano - si colloca il punto di massima concentrazione: qui si manifesta l’apice acuto, già prefigurato in precedenza, ora quale esito di un processo di compressione e ritorno su sé stesso. Da tale nodo, il materiale fluisce verso una condizione di quiete, affine all’origine. La riemersione dei materiali si presenta come memoria trasfigurata; nel tratto conclusivo, affidato anche all’emissione di sola aria e a una progressiva smaterializzazione timbrica, il suono si assottiglia sino a sparire nel rumore. L’alternativa esecutiva sul sax baritono - con la conseguente trasposizione all’ottava inferiore - introduce una qualità timbrica più grave e ombrosa, capace di accentuare la dimensione meditativa e sacrale dell’opera.»
StracchiE-Epitaffio-MIb-sc
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