di Ciccone Marco

Canto della sera

S & O.a - 2018 - 6’15” -

Dettagli opera

Originariamente per Bandoneon e Quartetto d’archi, questa è la versione dell'autore per Sassofono soprano e Orchestra d'archi.


Commento all'opera

«Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare la versione con orchestra d'archi non consiste semplicemente nell'affidare le parti del quartetto alle sezioni dell'orchestra (con violoncelli e contrabbassi che leggono la stessa parte); ci sono delle differenze significative …»

«L'ideale sarebbe scrivere ogni brano per un organico ben preciso e basta senza farne poi altre cinquanta versioni. Purtroppo con i tempi che corrono per noi compositori è d'obbligo essere molto elastici per favorire la circolazione e la diffusione della nostra musica (in fin dei conti anche Ravel, Stravinsky e altri spesso facevano un paio di versioni dei loro brani). "Canto della sera" l'ho scritto per un bandoneonista che mi aveva chiesto un pezzo che non ricordasse né il tango né Piazzolla (il suo intento era sganciare lo strumento da quel cliché e aprirgli nuovi orizzonti). Così ho scritto questo brano per bandoneon e quartetto d'archi; subito dopo mi è venuto in mente che per facilitare le esecuzioni sarebbe stato opportuno affiancare una versione per bandoneon e pianoforte. Successivamente, considerando il carattere melodico del pezzo, ho pensato di farlo circolare anche al di fuori dell'ambito del bandoneon e così l'ho inviato a violinisti, violisti, oboisti, clarinettisti (ovviamente questo può funzionare con "Canto della sera" ma non potrei adattare per esempio "Instabile" a qualsiasi strumento o organico). Ovviamente non poteva mancare il sassofono soprano con il suo timbro caldo e commovente e quindi nei pdf che ti ho inviato trovi versioni per sax accompagnato da quartetto d'archi oppure pianoforte, oppure organo oppure orchestra d'archi (se ti manca qualcosa scrivimi; attenzione: contrariamente a ciò che si potrebbe pensare per l'orchestra non si possono utilizzare le parti del quartetto d'archi; ho scritto parti orchestrali che differiscono dalla versione per quartetto d'archi). Ho costruito il brano seguendo la struttura ABA, ampiamente collaudata dal Barocco in poi. Dopo due battute di ambientazione armonica prende avvio la linea melodica iniziale, affidata al sassofono e caratterizzata dal sereno diatonismo della scala minore naturale. Segue la sezione centrale armonicamente e tonalmente più movimentata a causa dell'accostamento improvviso di accordi appartenenti a regioni tonali lontane nonché di un accelerando che porta al Più mosso di battuta 38. Torna infine l'idea melodica iniziale leggermente variata. Le due battute iniziali affidate agli archi si ripetono alla fine come un ricordo sbiadito e il brano si spegne su un ultimo accordo immobile. Il titolo non è altro che ciò che la musica mi ha suggerito: la malinconica ma serena riflessione sul senso della "sera", cioè dell'approssimarsi della fine di qualcosa.»


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