autore

Zanon Antonio


Note biografiche

«È morto a 90 anni Antonio Zanon, detto Bruno, maestro elementare, compositore e insegnante di musica di livello europeo. Nell’insegnamento espresse quella che fu certo una sua caratteristica peculiare, la versatilità, la straordinaria capacità di adattamento che solo le persone eccezionali hanno.
Nel 1946 vide un bando di concorso per l’insegnamento in Somalia: vi partecipò e lo vinse, passando tre anni in Africa, parlando e insegnando anche l’arabo, che diceva di aver imparato grazie alla conoscenza del greco e del latino. Tornato a fare il maestro in Italia, coltivava la passione per la musica, cimentandosi con la scrittura di opere sempre più impegnative.
Alla fine degli anni ’60 io stesso partecipai al viaggio in pullman che portò un nutrito gruppo di poveglianesi a Bergamo per la prima nazionale della sua “La leggenda di Giulietta”. Anche quando era ormai compositore affermato, continuava a suonare l’armonio in chiesa accompagnando la Schola Cantorum del paese, diretta da Remo Perina. Egli non volle mai lasciare il suo paese e la sua casa in riva al Tartaro anche quando gli vennero offerte cattedre prestigiose in varie città d’Italia.
Nel 1972 vinse il concorso per la cattedra di alta composizione nel Conservatorio di Verona, dove insegnò fino al 1992, formando musicisti italiani e stranieri.
La sua produzione musicale è sterminata ed esprime la sua poliedricità, la passione che lo portava a misurarsi con tutti i generi musicali.
Ha scritto sette opere liriche, composizioni sinfoniche, musica da camera per gruppi strumentali, brani per pianoforte e organo, musica di ispirazione religiosa, composizioni per coro.
Le sue opere sono state eseguite in Italia e all’estero.
È stato uno sperimentatore sia nella scrittura musicale che nella tecnica didattica. Significativa la sua “Guida alla composizione modale ed extratonale”: lo colloca in un territorio di frontiera che solo i grandi hanno percorso. Mi sembra emblematico di questo suo essere all’avanguardia, mantenendo al tempo stesso sicuri riferimenti alla tradizione, l’opera, pubblicata nel 2008, “Una donna vestita di sole”, che recensimmo anche su questo giornale, definita “cantata mariana in 5 quadri”, che descrivono alcune apparizioni della Madonna dal 1830 al 1917, con la conclusione “La Santa Gerusalemme”. La musica di questi brani sembra nascere da un afflato mistico. Come spiega il Narratore, “La meta è la città celeste, la Chiesa del Paradiso, dove non ci sarà più né morte nè lutto, né lamento né affanno. Mentre camminiamo verso quel giorno radioso Dio, nella sua infinita misericordia, manda tra noi la Madre Sua, che ha voluto anche Madre della Chiesa e dei cristiani”. Insieme ai toni sospesi, quasi rarefatti, si avvertono echi orientaleggianti, colori vivaci, fughe improvvise che confermano la complessità delle componenti della musica del maestro.
Mi sembra quasi un sigillo a una vita fatta di ricerca continua e sincera, una sorta di viatico di un artista che si preparava all’ultimo viaggio, verso un approdo di pienezza, di compiuta armonia, di bellezza e perfezione che con la sua musica aveva sempre cercato.»
«… nel 1968 Zanon fu chiamato a dirigere la sua opera “La leggenda di Giulietta” al teatro Donizzetti di Bergamo. Al teatro Morlacchi di Perugia fu eseguita la sua “Un po’d’arsenico non fa male a nessuno”: era l’anno 1972. Seguirono altre opere quali “Lo scrivano infelice”, “Due somarelli e un fantasma”, “Una notte nel bosco”, opera in due atti per ragazzi. Veniamo alle composizioni di musica sacra, dove figura un suo “Stabat Mater” per mezzosoprano e orchestra, un “Trittico” per recitante e grande orchestra sui passi del Vangelo, un inno alla Pace e un altro ai Servi di Dio fratelli Corrà, un nutrito numero di mottetti sacri edito dall’editrice Carrara di Bergamo, Lodi alla Vergine per voci femminili. Ricordiamo inoltre una suite sinfonica composta per ricordare il maestro Ugo Sesini, eseguita il 21 settembre 1996 a Villa Brà di Bonferraro dall’orchestra Pro Musica di Trevenzuolo, composizioni strumentali per Duetti, Trii, Quartetti, Quintetti, Sestetti, Settimini, un “Canticum per dieci tromboni e tuba”, un Concerto per violoncello e orchestra, alcune Messe cantate a più voci e organo.» (Giovanni Biasi e Enea Pasquale Ferrarini da “La voce del basso veronese”, n.3, marzo 2012).


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Opere


Sonata Op.161 A Pf - 1997


 
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