autore

Zandonà Federico


Note biografiche

   Compositore, direttore d'orchestra, concertista e docente, nato a Vicenza, il 24 agosto 1968, rappresenta una figura poliedrica nel panorama musicale italiano, legata sia alla rigorosa scrittura accademica sia all'alto servizio istituzionale e alla sperimentazione nei linguaggi della musica applicata ed elettronica.

   Inizia gli studi musicali di pianoforte e organo all'età di 9 anni, entrando a 11 anni al Conservatorio "Arrigo Pedrollo" di Vicenza nella classe di Carlo Mazzoli. Parallelamente compie gli studi superiori presso il Liceo Scientifico "G. B. Quadri" (diplomandosi nel 1987). Già a 14 anni avvia lo studio della composizione sotto la guida di Fabio Vacchi, completando successivamente il percorso formativo con Enrico Pisa. Presso il Conservatorio di Vicenza consegue una solida e articolata serie di titoli accademici: il diploma in Pianoforte (1990), il diploma in Composizione (1991), il diploma in Musica Corale e Direzione di Coro, e infine il diploma in Musica Elettronica (2007). In giovane età vive inoltre un'importante esperienza formativa di quattro anni come voce bianca solista nel coro della Cattedrale di Vicenza.

   Svolge un'intensa attività concertistica sia in veste di pianista e organista, sia come tenore solista all'interno di formazioni cameristiche vocali. Attivo stabilmente nel panorama della direzione corale, ha guidato storiche compagini del territorio come il coro polifonico “P.L. da Palestrina” e l’Ensemble vocale “Juveniliter” di Vicenza. Sul piano concorsuale pubblico, è risultato vincitore di due concorsi ordinari statali per gli insegnamenti di “Armonia e contrappunto” e “Cultura musicale generale”.

   Il suo catalogo, che spazia dalla musica vocale e sacra alla musica da camera strumentale ed elettronica, ha ottenuto esecuzioni in festival e sedi di rilievo internazionale. Tra gli interpreti di spicco figurano il flautista Davide Formisano e il pianista Andrea Carcano. Le sue partiture sono state presentate in contesti prestigiosi come la Basilica dei Frari a Venezia per il Festival Internazionale di Musica Antica, il Festival Internazionale di Graz in Austria e il III Festival Biblico Internazionale di Vicenza. Tra il 2004 e il 2005 stringe un importante sodalizio con il New York Theatre Ballet, per il quale compone (in collaborazione con Federico Pelle), orchestra e dirige le musiche dei balletti Solitude e Prìncipi e princìpi, rappresentati in una tournée internazionale a Washington (USA), Islamabad (Pakistan), Savona e Vicenza [1].

   Dal 1999 è docente di ruolo per la cattedra di Composizione presso il Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona, dove insegna anche Musica Elettronica e Musica Applicata (dopo aver insegnato in precedenza presso il Liceo "C. Baronio" di Vicenza). All'interno dell'istituto veronese ha assunto il massimo ruolo di rappresentanza e gestione, venendo eletto Direttore del Conservatorio per tre mandati complessivi: i trienni 2014-2017, 2017-2020 e 2022-2025. Sul piano della divulgazione editoriale e formativa, è autore di brani didattici dedicati alla scuola primaria e secondaria, tiene regolarmente corsi di guida all'ascolto e collabora con case discografiche in veste di arrangiatore e direttore di registrazione per produzioni audio-video.

 

[05/2026]

 


[1] Selezione delle Opere Principali: Paschale Mysterium (1994), Sacra Rappresentazione per coro a 8 voci e soli; Alio modo, per 8 trombe, trombone, timpani e organo (eseguito alla Basilica dei Frari di Venezia, CD Velut Luna); Solitude e Prìncipi e princìpi (2004-2005), balletti scritti per il New York Theatre Ballet; Salix, per arpa solista (Festival Internazionale di Graz, Austria).


Altre note

La sua cifra stilistica si muove lungo due direttrici principali, fortemente influenzate dalla sua variegata formazione accademica:

  1. Polifonia monumentale e interazione con lo spazio acustico: La profonda esperienza nel mondo corale (dalle voci bianche alla direzione polifonica) e la padronanza della strumentazione d'insieme emergono con chiarezza in lavori come Paschale Mysterium e Alio modo. Zandonà progetta architetture sonore complesse — come il doppio coro o i massicci ensemble di ottoni e organo — pensate per dialogare con la riverberazione e la sacralità dei grandi spazi storici e monumentali, unendo il rigore contrappuntistico a una spiccata sensibilità timbrica.
  2. Musica applicata e sinergia gestuale: Con i lavori commissionati dal New York Theatre Ballet, il compositore dimostra una notevole flessibilità di linguaggio. In questo ambito, la sua scrittura abbandona l'astrazione pura per mettersi al servizio del movimento e della drammaturgia coreutica. L'integrazione successiva dei diplomi in Musica Elettronica e Musica Applicata ne ribadisce l'interesse per una flessibilità testurale e formale, capace di far coesistere la tradizione strumentale con i nuovi media e la multimedialità.


 

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