autore

Vetrano Roberto


Note biografiche

Terminati gli studi presso il Liceo Artistico cittadino, si è diplomato in Pianoforte e Composizione al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce ed ha approfondito gli studi compositivi attraverso corsi e seminari con compositori quali Ivan Fedele, Toshio Hosokawa, Marco Stroppa, Salvatore Sciarrino e Stefano Gervasoni, frequentando inoltre il Centre Acanthes di Metz, in Francia, dove ha potuto collaborare con l’Orchestre National de Lorraine; nel 2010 è stato selezionato per lo stage IRCAM a Metz.
Su un proprio autonomo orizzonte creativo si inseriscono una serie di lavori scritti per organici differenti, ma che costituiscono un corpus unico, direttamente riferibile ad un testo di T. S. Eliot, “The Waste Land”; la concezione di work in progress sembra essere, quindi, uno degli elementi caratteristici del suo pensiero musicale, come accade, ad esempio, anche in “Divagare”, un ciclo di lavori per strumento solista, con un lungo periodo di gestazione.


Altre note

-- L’insieme degli incontri dei compositori che gli sono stati maestri gli ha permesso di approfondire, da un lato, gli aspetti più propriamente artigianali del fare compositivo e dall’altro di iniziare ad interrogarsi sulle questioni più profonde legate alla riflessione sull’arte e sul linguaggio.
Nei suoi lavori più recenti prende forma quello che lui stesso definisce come un “superamento di certi manierismi stilistici e automatismi tecnici; avviando quasi un processo di azzeramento, di svuotamento che possa delineare il terreno su cui costruire un percorso compositivo personale”; si tratta, quindi, di una sorta di grado zero della scrittura che costituisce lo sfondo su cui immaginare un proprio autonomo orizzonte creativo.
«Il mio attuale percorso compositivo è caratterizzato dalla volontà di attuare un processo di svuotamento teso a raggiungere un grado zero da cui poter costruire un cammino artistico personale. Per far ciò è necessaria una riflessione che coinvolga oltre l'aspetto artigianale e tecnico del comporre, anche e soprattutto l'aspetto estetico. Se da una parte lo svuotamento è teso ad annullare tutti gli automatismi tecnici e i manierismi propri del mestiere che inevitabilmente sono stati acquisiti nel percorso di apprendistato, dall'altra è inteso come un'operazione intenta a “togliere peso”, alleggerire il linguaggio dalle decorazioni e dagli ornamenti per metterne in evidenza l'essenza.
Nell'affrontare una presentazione del proprio lavoro con dei tempi a disposizione molto brevi, credo sia indispensabile effettuare delle scelte, individuando un dettaglio, un particolare, e metterlo a fuoco, cercando grazie a quest'ultimo di illuminare in maniera più generale e ampia quelle che sono alcune caratteristiche del mio fare musica. Il dettaglio che ho scelto di approfondire in questa occasione è quindi il rapporto, o meglio la relazione che si instaura ed intercorre tra alcuni miei lavori e i riferimenti extra-musicali a cui di volta in volta le mie composizioni fanno riferimento. Il rapporto che si crea tra la musica e il suo riferimento ovviamente non è mai programmatico ma cerca di stabilire una corrispondenza diretta con il suo significato profondo.» (dalla presentazione di un concerto di sue opere).


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