Clarinettista, docente e compositore nato a Luzzani (BN) nel 1984. Esponente della tradizione bandistica e orchestrale italiana di matrice militare, la sua attività si divide tra il ruolo di strumentista nelle massime compagini di fiati dello Stato, l'insegnamento e un'intensa produzione compositiva focalizzata sulle forme della marcia sinfonica e da concerto, affiancata da un costante lavoro di riadattamento per formazioni di ance e ottoni.
Forte la tradizione musicale del luogo natio, avvia lo studio del clarinetto all'età di undici anni presso la locale scuola di musica comunale. Intraprende successivamente gli studi accademici e si diploma con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Musica "Nicola Sala" di Benevento.
Prosegue il proprio percorso di perfezionamento superiore trasferendosi a Milano, dove consegue la Laurea specialistica di II livello, sempre con il massimo dei voti, presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi", guidato da Luigi Magistrelli. Nel corso della sua formazione si perfeziona con maestri di fama internazionale quali Karl Leister, Richard Stoltzman, Paolo Beltramini e Alessandro Carbonare.
Il percorso come strumentista lo vede collaborare con prestigiose istituzioni orchestrali, tra cui l'Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala e l'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" sotto la direzione di Riccardo Muti. In veste di solista si esibisce nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano interpretando il Concertino op. 26 di Carl Maria von Weber in occasione del 150° anniversario della Polizia di Stato.
Nel 2010 entra stanzialmente nella Banda Musicale dell'Arma dei Carabinieri, ricoprendo inizialmente il ruolo di Primo Clarinetto n° 3 e, a partire dal 2018, la sedia di Primo Clarinetto piccolo in Mi♭. Con questa storica istituzione prende parte a concerti nei principali teatri e arene d'Italia (Teatro alla Scala, Auditorium Parco della Musica, Teatro dell'Opera di Roma, Arena di Verona, San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, tra gli altri) e in contesti internazionali di rilievo (Lincoln Center di New York, Kennedy Center di Washington, Teatro Coliseo di Buenos Aires), partecipando inoltre ai festival militari e Tattoo internazionali di Parigi, Vilnius, Debrecen, Mosca, Doha e Dubai [1].
Iscritto alla SIAE dal 2005, affianca stabilmente all'attività esecutiva la passione per la composizione e la strumentazione per orchestra di fiati, distinguendosi in numerosi concorsi nazionali e internazionali dedicati alla musica per banda. Il suo catalogo include marce sinfoniche, funebri, militari e da parata, molte delle quali premiate in concorsi di riferimento come il Concorso di Composizione Fe.Ba.Si., il Concorso "Città di Allumiere" e il Concorso di Composizione per Marce Sinfoniche di Conversano, dove ottiene il Primo Premio assoluto e il Premio della giuria popolare durante la sesta edizione.
La sua produzione è pubblicata da storiche case editrici del settore, tra cui le Edizioni Musicali Eufonia e Mulph Edizioni. Sebbene la sua produzione originale si concentri prevalentemente sulla letteratura bandistica pura, l'interesse per la versatilità timbrica degli strumenti ad ancia lo porta a sviluppare una cospicua attività di riadattamento e trascrizione, siglando numerosi arrangiamenti specificamente destinati a cori di clarinetti ed ensemble di sassofoni [2].
Parallelamente agli impegni concertistici e compositivi, si dedica alla trasmissione pedagogica dello strumento, avendo ricoperto per un biennio la cattedra di clarinetto presso la scuola media a indirizzo musicale “Rinascita-A. Livi” di Milano.
[06/2026]
[1] All'interno dell'ampio catalogo esecutivo maturato con la Banda dell'Arma dei Carabinieri, assume rilievo storiografico l'esecuzione in veste di co-solista dell'Allegro di Concerto di Raffaele Caravaglios per clarinetti solisti. La pagina è stata presentata dall'autore sia in occasione delle tournée internazionali a Dubai sia sul palco del Teatro Regio di Parma, evidenziando la continuità con il repertorio virtuosistico tradizionale delle grandi bande ministeriali italiane.
[2] Il suo percorso concorsuale in veste di compositore conta numerosi piazzamenti di rilievo nel settore della musica per fiati: oltre al Primo Premio assoluto a Conversano, si registrano il Secondo e Terzo posto al Concorso Internazionale "Vito Salvatore Monitto" di Scordia nelle sezioni marcia da parata e da concerto, il Terzo posto al Concorso di marce funebri di Sant'Agnello "Note per l'Anima", e il ruolo di finalista ad Allumiere. Tra le sue partiture date alle stampe e regolarmente eseguite dalle orchestre di fiati si segnalano la marcia da concerto Libertà (Edizioni Eufonia), la marcia militare Diana militare e la marcia da parata Thea (entrambe per Mulph Edizioni).
La sua fisionomia artistica si sviluppa lungo due direttrici ben definite.
Rigorismo geometrico all'interno delle forme tradizionali.
La ricerca compositiva non mira alla destrutturazione dell'avanguardia, ma si inserisce consapevolmente nel solco della grande scuola della marcia italiana (sinfonica, militare e funebre). Il suo lavoro si concentra sulla precisione dell'intelaiatura formale, dove l'equilibrio melodico e il contrappunto interno delle sezioni (legni, ottoni chiari, ottoni gravi) vengono gestiti con il rigore derivato dagli studi clarinettistici classici. La scrittura è caratterizzata da una spiccata chiarezza timbrica, volta a valorizzare le risorse dinamiche e l'espressività cantabile tipica delle orchestre di fiati della tradizione centro-meridionale.
L'adattamento e la duttilità della famiglia delle ance.
L'esperienza professionale maturata all'interno di un organico monumentale come la Banda dei Carabinieri — e in particolare la frequentazione assidua del registro acuto attraverso il clarinetto piccolo in Mi♭ — influisce direttamente sulla sua attività di arrangiatore. Questa profonda conoscenza della fisica acustica dei legni si traduce in un approccio analitico e rispettoso delle potenzialità dei complessi cameristici di ance. Nelle trascrizioni per ensemble di sassofoni e cori di clarinetti, l'autore opera una sapiente redistribuzione delle tessiture e dei pesi sonori, convertendo la monumentale densità bandistica in una tavolozza cameristica agile, fluida e tecnicamente idiomatica per i singoli esecutori.
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