autore

Testoni Giampaolo


Note biografiche

È stato allievo al Conservatorio G.Verdi di Milano, di Angelo Paccagnini per Composizione e Musica Elettronica e si è poi diplomato in Composizione con Niccolò Castiglioni.
Ha esordito come compositore nel 1978 al “MusicWorkshop UNESCO” di Copenhagen. Nel 1980, con Le nuvole per orchestra da camera, è premiato alla “Rassegna Internazionale di Musica e Teatro da camera dell’Associazione Filarmonica Umbra” su segnalazione di Goffredo Petrassi. Nel 1981 partecipa alla prima edizione della “Rassegna Venezia Opera Prima” e alla “Biennale Musica” di Venezia intitolata “Dopo l’Avanguardia”, riscuotendo un brillante riconoscimento di critica e pubblico. La RAI sceglie Le nuvole per partecipare nel 1982 alla “Tribuna Internazionale dei Compositori” a Parigi, gli commissiona nel 1983 la Prima Sinfonia per l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da John Mauceri, nel 1984 il Notturno, le Wonderland Variations e l’orchestrazione del ciclo pianistico Come io passo l’estate di Niccolò Castiglioni per l’Orchestra A.Scarlatti di Napoli diretta da Roberto Abbado. Dal 1986 al 1992 scrive l’opera in tre atti Alice su libretto del poeta Danilo Bramati, che va in scena in prima mondiale nel 1993 al Teatro Massimo di Palermo con la regia di Sandro Sequi, Alessandra Ruffini/Carmela Remigio interpreti sotto la direzione di Daniele Callegari; nel 1997 Alice è pubblicata su CD dall’etichetta AGORA’.
Dall’esordio alla Biennale veneziana la sua musica viene commissionata ed eseguita in festival, teatri e stagioni concertistiche in Italia e in Europa, tra cui ricordiamo i Pomeriggi Musicali di Milano per la cui orchestra ha scritto nel 1990 la Seconda Sinfonia e nel 1996 il Concerto per archi; l’Arena di Verona che gli commissiona nel 1994 l’Ouverture per orchestra poi ripresa nella stagione 1995 dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia a Roma diretta da Daniele Gatti; la Società del Quartetto di Milano che ospita la prima esecuzione nel 1996 del ciclo liederistico Sette Canti Romantici, commissionato dal soprano Barbara Frittoli; nel 1997 scrive per i Percussionisti della Scala i Nove Studi Spirituali che eseguono in prima al Ravenna Festival e nello stesso anno la Sagra Musicale Umbra ospita le prime esecuzioni del Divertimento per 14 strumenti e di Te lucis ante terminum per coro femminile e pianoforte (in memoriam N.Castiglioni); nel 1998 al Teatro alla Scala di Milano gli Strumentisti della Scala eseguono il Quintetto per clarinetto e archi. Nel 1997 ha orchestrato il ciclo pianistico di F.Liszt L’albero di Natale e nel 1998 Carnaval di R.Schumann, commissionato ed eseguito in prima assoluta italiana dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano e in prima mondiale ad Anversa dall’Orchestra Filarmonica delle Fiandre entrambe dirette da Daniele Callegari.La Sagra Musicale Umbra gli ha commissionato per le celebrazioni pasquali dell’anno 2000 il salmo Haec dies per tenore e orchestra, in occasione della Messa Giubilare di Resurrezione. Dal 2003 collabora con la coreografa Emanuela Tagliavia e il videoartista e coreografo Davide Montagna scrivendo le musiche per gli spettacoli La lezione - M’encanta (Ravenna Festival 2007), 506 (Museo della Scienza e Tecnologia di Milano, settembre 2006) e Luminare Minus (Festival MI-TO, settembre 2007) con danzatori della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano e Balthus Variations (Piccolo Teatro Strehler 2013) con danzatori della “Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala” di Milano.
La sua musica dal 1980 al 1997 è pubblicata da Casa Ricordi, dal 1998 al 2014 da Casa Sonzogno, da Edizioni Sconfinarte dal 2015.
Dal 1996 ha collaborato, con articoli e recensioni, al Giornale della Musica. Ha insegnato Composizione presso il Conservatorio di Trento - Riva del Garda.


Altre note

--“Fin dal suo esordio alla Biennale di Venezia del 1981, ho notato Giampaolo Testoni per la sua autenticità e per l’eleganza aristocratica del suo comporre. Il musicista milanese era impegnato in una scrittura formicolante che evidentemente pagava un tributo all’avanguardia; ma su quel tessuto, cangiante e vibratile, sembrava intento a ritagliarsi un abito classico. Un‘avanguardia che guardava indietro.
Attraverso la sua prima produzione (inizio anni ’80) - situata intorno all’importante Sinfonia n.1 - Testoni ha mirato al massimo della complessità della scrittura, entro i limiti della leggibilità.
Prese parte inizialmente alla corrente dei Neoromantici, perseguendo nei suoi lavori un carattere unitario.
Nulla nella sua musica è nel segno dello sfumato, e tutto in essa converge verso un ideale di canto in cui i linguaggi novecenteschi vengono rimeditati in un sincretismo artistico: non è questione di nostalgia, ma la certezza che il grande fiume della musica tonale e post-tonale è lingua viva, che non ha ancora esaurito le proprie possibilità espressive.
Testoni abbraccia questo passato nello stesso momento in cui sembra idealizzarlo, ma il risultato si discosta dal modello, poiché ciò è nella natura delle cose.
La sua musica è dotata di una velocità interiore che potremmo collegare all’urgenza espressiva della sua natura di artista, indifferente alle categorie della presunta modernità, e legata invece a un’idea di forma in cui il musicista incanala un’invenzione sovrabbondante.
Testoni sa di possedere una mano di strumentatore mirabile. Ottiene dall’orchestra colori, vortici e velocità. Incanta con le atmosfere del sogno. Affascina con una forza travolgente. E soprattutto ha un senso del bello e del “lusso” musicale di grande attrattiva, senza mai cedere al decorativismo fine a se stesso.
Però tutta questa qualità musicale è dirottata verso un’espressione tesa e per nulla pacificata. Egli si mostra artista a volte cupo e drammatico, non insensibile alle finezze strumentali, ma di natura potente e viscerale nell’espressione. Non c’è parodia o ammiccamento in lui, ma espressività musicale diretta.
Scrive per lo più forme variate, in cui l’invenzione sta soprattutto nella trasformazione.
Testoni appartiene a quella serie di autori portati per un pensiero musicale ininterrotto e tendenzialmente generato da un solo tema: sistema elaborativo definito dalla musicologia tedesca “Forstspinnung”.
Il suo pensiero sinfonico-elaborativo è incalzante fino all’ossessione. Il gesto compositivo opulento e l’ansia di comunicazione lo portano verso un linguaggio unitario nato dalla fusione di diversi modelli che lavorano in sovrapposizione.” Franco Pulcini, musicologo, dal sito dell’autore.


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