autore

Tamborrino Giovanni


Note biografiche

Percussionista, compositore ed organizzatore musicale, studia canto e percussioni presso il Conservatorio di Matera, nel quale viene poi incardinato assai presto come docente.
Figura tra le più originali ed eclettiche dell’attuale panorama musicale italiano, la sua attività volge fin dalle prime prove nella direzione di uno sperimentalismo mai sazio, che lo conduce a definire originali "fusioni timbriche" ottenute mescolando i suoni della tradizione colta con i suoni ottenuti dalla percussione dei più svariati materiali "raccolti" nella sua terra d’origine, nella quale il musicista è profondamente radicato. Espressiva e comunicativa quant’altre mai, la musica di Tamborrino possiede inoltre una autentica qualità teatrale. Sua, tra l’altro, l’elaborazione di una particolare poetica teatrale definita "opera senza canto" che l’ha portato a collaborare sia con attori e danzatori (come Giulio Morganti e Virgilio Sieni) che con cantanti veri e propri. In essa, il suono della parola recitata dall’attore diviene materia fonetica al pari della musica e riceve da quest’ultima un’enfatizzazione drammatica molto marcata, come si ravvisa principalmente nelle opere Medea (1995), Riccardo III (1996), Gordon Pym (1997) ed Epos in rock (1999), e fino all’opera Elia (nel 2008 eseguito nella cattedrale di Bari e commissionata dalla Fondazione Petruzzelli) che hanno goduto di vasta circolazione presso i principali circuiti del teatro di prosa.
Ha vinto il Premio «Abbiati 2012» nella categoria «Novità assoluta» con la sua opera «Mare Metallico», in una edizione che quell’anno ha visto premiare come miglior spettacolo il «Lohengrin» di Wagner allestito alla Scala
È autore di un composito catalogo strumentale, che è stato spesso eseguito dai musicisti di un ensemble di percussionisti da lui fondato e che porta il suo nome.
Organizzatore musicale (sua creazione è, fra le altre, il festival "Le Grandi Narrazioni" per conto della Regione Puglia nel territorio delle Gravine) è anche tra i pochi protagonisti della scena musicale contemporanea italiana a produrre testi teorici che esprimono la propria visione dell'arte. È stato Docente di Percussioni presso i Conservatori, fra gli altri, di Bari e attualmente di Matera.


Altre note

-- Viviamo una sorta di umanesimo "malato", dice Tamborrino, che vuole affermare la centralità assoluta di un uomo la cui interiorità sia fatta a pezzi dalle regole dell’economia. Per essere un buon compratore bisogna essere nevrotici, instabili, incontentabili, insomma malati dentro. Non ci deve essere un Dio che consola, che da' pace. Non ci deve essere Religione, né Arte, Filosofia o Cultura. Ovvero le “Scienze dello Spirito” che possano rendere l’uomo più sereno, meditativo, amorevole devono essere soppresse. L’aggressività verso gli altri è una delle disastrose conseguenze di questa forma di società. (http://alexromanelli.blogspot.it)
-- Giovanni Tamborrino, riconosciuto tra i più originali innovatori della musica contemporanea in Italia per il prezioso contributo portato alla ricerca della post-avanguardia con la straordinaria intuizione del teatro timbrico,
-- La sua originale ricerca teorico-pratica è stata oggetto di studio al Dams di Bologna (confluita nel libro di Gerardo Guccini “Le opere senza canto di Giovanni Tamborrino”). Superata la boa dei cinquant'anni, il compositore che ci aveva abituati a produzioni compositive di estremo sperimentalismo (l'"opera senza canto" di Medea, Riccardo III, Gordon Pym), ha cominciato una riflessione sulla comunicazione al pubblico d'oggi dell'opera d'arte musicale, invertendo rotta verso una maggiore dimensione "umana" dell'ascolto, come ha dimostrato nell'opera-balletto “L'anello di Egnatia”. Il libro di cui parliamo, nella bella veste grafica di Besa, è un vero ponte di connessione tra le due anime del compositore, riassunte in dense e acute autonalisi, aprendosi totalmente al lettore. Non a caso Tamborrino sceglie la forma del dialogo socratico, tipica della trattatistica scientifica ed anche musicale del rinascimento e barocco italiano, per esprimere le sue idee sul rapporto tra musica, teatro, arti e vita contemporanea. I due personaggi che dialogano sono G (come Giovanni) e T (come Tamborrino), ossia le due componenti del suo essere artista e uomo contemporaneo. Ma ovviamente un libro che reca un titolo così arcano “Il teatro nel sistema timbrico (e le dominazioni del presente)” (Besa, Galatina, 2006, pp. 240) non può limitarsi a trattare la propria ideologia compositiva: il "teatro timbrico", nuova denominazione della sua "opera senza canto" è per Tamborrino "la perfetta fusione del teatro musicale con quello di prosa", se vogliamo l' utopia di tutti gli operisti di tutti i tempi. (Dinko Fabris)

 


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