autoreinterprete

Taddei Claudio

  1. Nato il 08/07/1924 a Antrodoco, RI
  2. Morto il xx/xx/xx a Roma

Note biografiche

Iniziato lo studio della fisarmonica in giovanissima età, da autodidatta, espresse una tale musicalità che lo invogliò, su consiglio di conoscenze familiari (fra gli altri Nino Bonavolontà, in seguito Direttore del Conservatorio di musica di Cagliari ed altri) ad iscriversi in Conservatorio.  

Trasferitosi a Roma, iniziò a 17 anni lo studio del Clarinetto sotto la guida di Carlo Luberti, studi che, nonostante il periodo bellico, terminerà diplomandosi nel 1946. La grande musicalità dimostrata farà sì che da più parti lo si invogliasse a continuare gli studi e così con De Ninno si avvicinò alla Composizione e con la Senigallia approfondì lo studio del Pianoforte.

Nel 1951 viene scritturato in Svizzera (in qualità di clarinettista e saxofonista) dove rimarrà quasi stabilmente fino al 1956. Nel 1953 torna in Italia per sostenere l'esame di Clarinetto piccolo, con richiesta speciale al Ministero della Pubblica Istruzione, e nel giugno 1956 entra nell'Orchestra dell'Accademia di S. Cecilia dopo aver vinto il concorso per 1 posto di Clarinetto. All'iniziale ruolo contrattuale di Clarinetto sostituto al primo con l'obbligo di Clarinetto piccolo in MIb e sostituto di fila sarà aggiunto il ruolo di Saxofono contralto su richiesta dell'allora Direttore Artistico della stessa Orchestra Sinfonica, Fernando Previtali, il quale aveva potuto più volte apprezzare le doti musicali da lui espresse col Saxofono in alcune colonne sonore di film in cui questi aveva preso parte.  

La prima esecuzione di rilievo al Saxofono avvenne fra il '60 e il '62 nelle "Symphonic Dances" di Rachmaninoff sotto la direzione di Kondrascin (Direttore del Teatro Bolscioi di Mosca) che gli fruttarono sentiti apprezzamenti da più parti (il Direttore parigino Louis Fremaux in seguito esigerà sempre la presenza di Taddei nelle sue esecuzioni (come avvenne per l’esecuzione dei Quadri di un’esposizione di Ravel nel luglio 1962), e George Gourdet, allora nel Quator Marcel Mule, di passaggio a Roma volle incontrare questo collega italiano).

Nei 32 anni presso l'Orchestra Sinfonica dell'Accademia di S. Cecilia (è andato in pensione a 64 anni nel 1988) Taddei ha avuto modo di suonare la maggior parte della letteratura orchestrale in cui appare il Saxofono e sotto la direzione dei più eminenti direttori d'orchestra o la guida degli stessi autori fra cui Paul Hindemith, Aram Kachaturian, Carl Orff, Goffredo Petrassi, George Pretre, Virgilio Mortari, Leonard Bernstain, Luciano Berio, ecc. riscuotendo spesso entusiastici apprezzamenti.

L'interesse verso la possibilità didattica relativa all'insegnamento del Saxofono, che il contatto avuto nel 1962 con Francesco Florio (già dal '50 insegnante di Saxofono a Salerno) aveva stimolato e il fatto che l'istituzione dell'insegnamento del Saxofono era sempre qualcosa di provvisorio e a discrezione del Direttore del Conservatorio di musica («ecco perché tanti fuori luogo o inappropriate assegnazioni» dice in maniera pungente), lo spinsero a prodigarsi per l'istituzione della cattedra di Saxofono presso il Conservatorio di musica di Roma.

In questi anni e in quest'ottica, oltre alla volontà di approfondire la conoscenza e la divulgazione delle potenzialità dello strumento - il 27.11.1964 Taddei andrà a Parigi per incontrare Marcel Mulè, discutere e apprendere qualche segreto sul Saxofono -, nascono le opere didattiche per Saxofono che gli avrebbero fruttato unanimi consensi da parte dei colleghi.   

L'allora Direttore del Conservatorio di musica di S. Cecilia, Fasano, nel 1963, su insistenza di Taddei accarezzò l'idea dell'istituzione della cattedra di Saxofono, ma le beghe sorte da parte degli aspiranti lo fecero ben presto deviare da tale proposito non accettando "pressioni" che gli provenivano da suoi superiori (era allora Sottosegretario allo Spettacolo l'On. Magrì). Il 23.12.1963 fu riunita una commissione per la valutazione ai fini della graduatoria per l'insegnamento del Saxofono al Conservatorio di Musica “S.Cecilia” di Roma. Di tale commissione facevano parte: R. Fasano, Direttore del Conservatorio di Roma e Presidente dell'Accademia di Santa Cecilia; A. Gabucci, insegnante di clarinetto nel Conservatorio di Roma, già I°clarinetto solista al Teatro alla Scala di Milano, ecc.; Massini, .?. Benché Taddei avesse, grazie all'intensa esperienza accumulata in Svizzera e nei concerti dell'Accademia, abbondanti titoli in più rispetto al successivo candidato (Alberto Fusco) la seduta fu rinviata alla fine delle festività natalizie imminenti con l'intento di interpellare Marcel Mulè (insegnante di saxofono al C.N.S.M. di Parigi) per l'esecuzione dei 12 studi di perfezionamento del Taddei, la cui valutazione avrebbe assunto determinante importanza nell'ambito della graduatoria. Ciò non avvenne e gli "interessi" che gravarono sulla decisione di quella commissione fece scivolare la nomina del docente a cui si sarebbe dovuto affidare l’insegnamento del Saxofono presso il Conservatorio “S. Cecilia”. Roma, per fortuna, per molti anni ancora non istituirà la cattedra di saxofono come solo pochi altri Conservatori di Musica in Italia.

«Mi fu comunque proposto l'insegnamento presso il Conservatorio di musica di Pesaro da parte dell'allora direttore Daniele Paris il quale mi ripropose lo stesso incarico quando divenne Direttore a Frosinone; anche Bucchi, Direttore del Conservatorio di musica di Perugia mi contattò comunicandomi di aver vinto la cattedra (fra 1967 e 1969 ) in quella sede; gli impegni con l'Accademia però non mi permisero di accettare e la Cattedra fu quindi affidata ad Alfio Galigani. Più tardi, nel 1972 circa, assunsi l'insegnamento del Clarinetto e Saxofono presso la Scuola di Musica del Vaticano che ancora oggi mantengo». [1995]

L'attività concertistica avuta in Svizzera dal 1951 al 1956 (nel '54 ha registrato con l'Orchestra, per la Radio Svizzera, Tableaux de Provence di P. Maurice), quella con l'Accademia di S. Cecilia (sarà, tra l’altro, il terzo interprete italiano ad eseguire, il 22.11.1963, Serenissima di G. Malipiero con l'Orchestra Stabile dell'Accademia di S. Cecilia sotto la direzione di Ernest Ansermet), che lo ha portato nelle più importanti sale da concerto in tournée tenute in USA, in Russia, ecc.. Il Maestro tende a sottolineare un inciso, ovvero che nel 1951 guadagnava in Svizzera 500000 Lire al mese contro le 60-70000 Lire di un solista dell'Accademia di Santa Cecilia. Oltre a queste ci furono alcune rare occasioni in cui suonò negli anni '60 nel Quartetto di Saxofoni Italiano con Alberto Fusco, Ugo Fusco e Antonio Russo. Tutte quaste sono la fonte della vasta esperienza da lui accumulata.  

A rendere ancor più variegata la sua attività si ricordano anche le innumerevoli colonne sonore di film a cui prese parte. Fra i tanti film alcuni con le musiche di Rota, sotto la Direzione di Tiomkin e con Katherine Hepburn e Burt Lancaster, oppure l’attività con l'Orchestra Canfora di supporto a Mina grazie alla necessità di sostituire per tre mesi in quell’Orchestra Quarto Maltoni.

I commenti espressi da alcune illustri personalità musicali chiariranno l’apprezzabilità di questo interprete:

« [...] Ho avuto più volte occasione di ascoltare in musiche cameristiche ed altamente impegnative il Prof. Claudio Taddei, ed essendo il medesimo solista di saxofono nella orchestra sinfonica dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, ho avuto anche il piacere della sua collaborazione in vari concerti da me diretti [...]». Franco Mannino, compositore e direttore d’orchestra, 1962;

«[...] Excellent instrumentiste et musicien sensible». Louis Frèmaux, direttore d’orchestra, luglio 1962;

«[...] Claudio Taddei che di tale istrumento è perfetto conoscitore [...]». Carlo Zecchi, direttore d’orchestra, agosto 1962;

«[...] un professionista di riconosciuta fama, quale il Taddei, che ho più volte avuto occasione di ascoltare ed il piacere di dirigere». Nino Bonavolontà, direttore d’orchestra e di Conservatorio di musica, agosto 1962.

«[...] Conosco la valentia del Prof. Taddei come esecutore e i risultati brillantissimi raggiunti come didatta». Goffredo Petrassi, compositore e direttore d’orchestra, ottobre 1962;

«[...] Conosco ed apprezzo il Prof. Claudio Taddei per la sua sensibilità di artista e la sua seria preparazione strumentale e musicale [...]». Virgilio Mortari, compositore, vicepresidente dell’Accademia di Santa Cecilia, novembre 1962;

«[...] solista, didatta ed esperto conoscitore del detto istrumento». Franco Ferrara, direttore d’orchestra e compositore, novembre 1962.

Ricordiamo dunque che l'insegnamento per Taddei ebbe l’avvio con il Clarinetto presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e poi presso quello di L'Aquila. L'insegnamento del Saxofono unito a quello del Clarinetto invece lo inizierà presso la scuola di musica del Vaticano dal 1972 (ca.) e fino oltre la data della mia intervista, avvenuta nel 1995.


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