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Sinopoli Giuseppe

  1. Nato il 02/11/1946 a Venezia
  2. Morto il 20/04/2001 a Berlino (D)

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Note biografiche

Studia nei conservatori di Messina (Organo) e Venezia (Composizione) prima di laurearsi in Psichiatria nel 1972 a Padova e seguire i corsi di Stockhausen e G.Ligeti a Darmstadt e F.Donatoni all'Accademia Chigiana di Siena e contemporaneamente essersi interessato di musica elettronica e concreta e alla computer music seguendo le lezioni tenute da L.Hiller. Ha poi studiato la Direzione d'Orchestra con B.Maderna e con H.Swarowsky a Vienna
Quando nel 1975 fonda a Venezia il «B.Maderna Ensemble» per l'esecuzione della musica contemporanea, troverà in questa esperienza il determinante avvio per la carriera direttoriale iniziata nell'ambito della musica contemporanea e col tempo allargata al teatro e alla musica sinfonica.
Ha diretto le più prestigiose orchestre in tutto il mondo. La sua carriera come Direttore si snoda tra Berlino (Deutsche Oper dove debutta con ‘Macbeth’ nel 1980), Londra (dove è dal 1984 direttore principale e dal 1987 direttore musicale della Philharmonia), Roma (direttore dell’Orchestra di Santa Cecilia dal 1983 al 1987), Firenze (direttore onorario del Maggio), Bayreuth (‘Tannhäuser’ e ‘Parsifal’ nel 1984, e nel 2000, primo italiano, l’intero ‘Ring’), Dresda (dove è direttore musicale della Staatskapelle dal 1992) oltre alla Fenice di Venezia. A Milano Sinopoli sviluppa una relazione privilegiata con la Filarmonica e quindi con i Teatro alla Scala. Tra le grandi orchestre dirette da Sinopoli ricordiamo almeno i Berliner e soprattutto i Wiener Philharmoniker che diresse spesso a Vienna e in tournée. Fu anche il primo grande direttore ad accettare di dirigere l’Orchestra Sinfonica Nazionale Infantile del Venezuela. Nel 1994 restringere l’attività a quattro istituzioni: “ho deciso di lavorare solo con Bayreuth, Dresda, Wiener e Scala”.
Alla Scala Sinopoli debutta nel 1991 in un concerto straordinario della Filarmonica per raccogliere fondi a favore di Amnesty International, con un programma interamente dedicato a Richard Strauss. Due anni più tardi Schönberg e Bruckner occupano invece l’impaginato del concerto della Staatskapelle Dresden per le Serate Musicali; nello stesso 1993 torna alla Filarmonica con Wagner, Schönberg e i ‘Kindertotenlieder’ con un giovanissimo Bryn Terfel. Il debutto operistico, nel 1994, è con ‘Elektra’ di Strauss nella memorabile messinscena di Luca Ronconi. Del 1995 sono ‘La fanciulla del West’ con la regia di Jonathan Miller e il ritorno con la Filarmonica (Mahler, Zemlinsky) e con la Staatskapelle per il FAI (Schumann, Strauss). Sempre per il FAI Sinopoli torna nel 1996 alla testa dei Wiener Philharmoniker (Liszt, Schubert, Wagner), mentre nel 1997 tiene a battesimo lo splendido allestimento di ‘Wozzeck’ di Berg firmato da Jürgen Flimm oltre a dirigere la Filarmonica nella ‘Terza’ di Mahler e Schubert e Brahms per la Croce Rossa; nel 1998 tocca a Wagner, Brahms – con Schlomo Mintz - e Beethoven, nel 1999 a Haydn e alla ‘Alpensinfonie’ di Strauss. Sempre del 1999 è la memorabile ‘Die Frau ohne Schatten’ di Strauss con la regia di Jean-Pierre Ponnelle cui segue, per la Stagione Sinfonica del Teatro, un concerto in cui la Filarmonica esegue Brahms, Mahler e “A se stesso” di Roman Vlad. Nel 2000 torna con la Staatskapelle per Schubert e Strauss (ancora ‘Eine Alpensinfonie’) e con l’ultima produzione d’opera: ‘Ariadne auf Naxos’.
Tra i suoi saggi e altri scritti vanno ricordati ‘Il mio Wagner’, ‘Parsifal a Venezia’, ‘I racconti dell’Isola’, tutti per i tipi di Marsilio.
Si è spento il 20 aprile 2001, stroncato da un infarto durante la direzione del terzo atto dell'opera verdiana ‘Aida’, alla Deutsche Oper di Berlino.

 


Altre note

-- «Sinopoli ha conquistato il pubblico dei due Mondi come interprete moderno, problematico, dei musicisti classici, romantici, ma soprattutto di quelli del tardo romanticismo tedesco e austriaco (Bruckner, Mahler) e dell’espressionismo Viennese (Schönberg, Berg, Webern). Verdi e Puccini rappresentano invece il lato meridionale, mediterraneo, della sua sensibilità musicale. I due aspetti però non sono in contraddizione, ma si completano a vicenda e rispecchiano anzi la sua storia individuale di veneziano con radici siciliane. Venezia. sospesa tra Oriente e Occidente, tra Bisanzio e Vienna, da una parte, e1a Sicilia, greca, araba, normanna, sveva, spagnola, dall'altra, segnano già nella carne, per cosi dire, dell’uomo il destino della sua avventura spirituale. Di qui quel che di fisico, di irruente, di spasmodicamente vissuto ch’è sempre così in primo piano anche nella più astratta ricerca intellettuale di Sinopoli, sia essa volta a interpretare la forma di altri musicisti o a costruire la propria. Sinopoli, infatti, è prima di tutto un compositore, ma perché scrivere musica è una via per rappresentare con evidenza e con logica chiarezza le contraddizioni dell'esistenza, i meandri della mente. Così, quando interpreta la musica di altri compositori, dal1'evidenza della forma compiuta scende dentro i meandri, le contraddizioni psicologiche che hanno spinto i compositori a generare quella forma. Tra forma musicale e fermento psicologico c'è, per Sinopoli, un'equivalenza, un legame di necessità, che obbliga il musicista a comporre in un modo e non in un altro. La forma, quindi, non è mai un fatto puramente formale, ma nemmeno la psicologia di un artista è soltanto un fenomeno psicologico. C'è una deviazione, una malattia, una nevrosi, che costringe l'artista a trasformare in forma la propria sensibilità: in questo modo l‘artista non resta prigioniero della nevrosi, ma la libera e se ne libera. proiettandola fuori di sé, e così ne fa uno strumento di conoscenza. L'artista non e malato: esprime la malattia, e ne1l'esprimerla la sublima. Aristotele chiama questo processo "catarsi". Goethe ne individua 1'occasione che fa nascere ogni forma d’arte…» (Dino Villatico per la presentazione del CD ‘Sinopoli, Lou Salomè-Suites Nos.1&2, Radio Sinfonieorchester Stuttgart - DGG’ su http://heinrichvontrotta.blogspot.it/ )

 

 

 


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