autore

Renosto Paolo

  1. Nato il 10/10/1935 a Firenze
  2. Morto il 10/02/1988 a Reggio Calabria

Note biografiche

Ha compiuto gli studi umanistici e musicali nella sua città. Ebbe per maestri P. Fragapane, Luigi Dallapiccola, Roberto Lupi (col quale si diploma nel 1962) e, a Salisburgo, studiò la Direzione d'Orchestra con B. Maderna che gli svelò come affrontare le tematiche postweberniane senza dogmatismi .
Ha svolto attività di pianista, Direttore d'Orchestra e musicologo dedicandosi particolarmente all'esecuzione e alla scrittura di/sulla musica contemporanea e d'avanguardia, realizzando lavori teatrali, cameristici e sinfonici.
È stato membro dell'Associazione Nuova Consonanza, ed ebbe parte attiva anche nel gruppo d'improvvisazione della stessa associazione, assieme a musicisti quali Franco Evangelisti e Domenico Guaccero, e anche in qualità di pianista e direttore d'orchestra ha collaborato attivamente con la RAI di Roma, privilegiando decisamente il repertorio contemporaneo e d'avanguardia. Dal 1971 inizia a lavorare allo Studio di fonologia della RAI di Milano.
Iniziò l'attività didattica in qualità di docente nel 1974 e dopo aver insegnato nei Conservatorio di Musica di Pescara, Pesaro e L'Aquila, nel 1985 venne nominato commissario straordinario del Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria, città dove visse fino alla scomparsa avvenuta nel 1988.

 


Altre note

--Scritti nel periodo di personale ampliamento a nuovi orizzonti compositivi, queste opere risentono fortemente l'influenza dell'aleatorietà controllata e il convergere di molteplici esperienze in un unitario linguaggio così come dava esempio l'ispiratore J.Cage.
--Fu attratto dalla poetica del caso, come in Players (1968) dove l’influenza di Cage pare evidente; un forte sperimentalismo gestuale è presente nella musica pianistica e solistica in genere; altre composizioni fanno ricorso a una scrittura più tradizionale, evocativa e ricca di suggestioni timbriche (Reflex, 1983); da ricordare le opere teatrali La camera degli sposi (1972) e L’ombra di Banquo (1976).
Nelle prime composizioni, quelle fino al 1958, la scrittura è di stampo dodecafonico, con evidenti influenze da Berg e Dallapiccola. Con i brani degli anni Sessanta, abbandona la dodecafonia e si orienta su una concezione più materica e attenta alle peculiarità foniche.
Fitto è il catalogo della musica strumentale, ma è importante il teatro musicale, a cui Renosto si dedica con sempre più attenzione: dalla Camera degli sposi (1972) a L'Ombra di Banquo (1976), fino a Le Campanule (1981), con questo lavoro perviene ad una individuazione stilistica di forte efficacia teatrale, dove si condensano le esperienze precedenti, realizzando uno spazio/tempo musicale scarno e tagliente. (da Renzo Cresti)


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Opere

Dinamica 2 Fl T Vib Ar Cbs - 1960/61

Dissolvenza Ens+ Cl/Sx - 1964


 
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