autore

Quarello Elisa


Note biografiche

Ha iniziato gli studi musicali all’età di 8 anni: dapprima di Pianoforte e Violino, e a 17 anni di Composizione. Alcuni anni più tardi ho intrapreso anche gli studi di Musica Corale e Direzione di Coro, di cui ho conseguito il Diploma nel 2010. Ha contemporaneamente conseguito la Laurea triennale in Lettere Moderne e Contemporanee (2010) e successivamente la Laurea Magistrale in Filologia e Letteratura italiana (2014) presso l’Università "Ca’ Foscari" di Venezia.
Si è diplomata in Composizione (2014) con il massimo dei voti e Lode presso il Conservatorio di Musica "G. B. Martini" di Bologna con Francesco Carluccio (ha studiato anche con Francesco La Licata, Paolo Aralla, Francesco Giomi e Lelio Camilleri). Nel frattempo partecipava a Masterclass di composizione di Salvatore Sciarrino (Accademia Chigiana di Siena, 2013) e di Manfred Trojahn (“Nuova Consonanza”, Conservatorio di Roma “S. Cecilia”, 2013) e ad un workshop di drammaturgia di Martin Crimp (Académie Européenne de Musique, Aix-en-Provence - "Enoa" network, 2014).
Nel 2010 ha vinto la Menzione d’Onore del Premio Internazionale "Palazzo del Majno 2010 - Torquato Tasso", I edizione (Presidente di giuria: Luis de Pablo) per la composizione di un’opera sul soggetto di “Torquato Tasso” di J. W. Goethe e su riduzione a libretto di Cesare Lievi. Nel 2011, in occasione della XII edizione del Premio "Felice e Luigi Magone ", il Conservatorio di Bologna le ha conferito il Premio per la sezione Composizione. Nel 2014, ha vinto il Concorso internazionale di composizione "Neue Szenen II" della Deutsche Oper di Berlino (Presidente di giuria: Manfred Trojahn) per la composizione di una nuova opera, “O.H.I.O. – ObstHaine Im Oktober”, che ha avuto il suo debutto nel 2015, in occasione dell’evento “Neue Szenen II – Ohio” Triptychon.
Ha scritto opere liriche, singole scene liriche e progetti d’opera, composizioni per voce e ensemble, per voce e orchestra da camera, per voci e grande orchestra, composizioni per trio, per quartetto e per doppio quartetto d’archi, composizioni che sono state eseguite in concerti e festival nazionali e internazionali, tra cui “Angelica” (2011), “Suona Francese” (2011 e 2012) e “The Schoenberg Experience” (2012), presso i Teatri di Bologna, Ferrara e Reggio Emilia.
Come compositrice ha lavorato con il gruppo artistico "ZeroCrediti" di Bologna, per il quale dal 2010, collaborando a stretto contatto con Francesco La Licata e di Maurizio Pisati, ha scritto composizioni per diversi spettacoli di teatro musicale. Ha collaborato infine con l’ensemble di violoncelli "Bologna Cello Project" e con il Conservatorio di Musica "Amedeo Roldán" de l’Avana, dove, nel 2013, è stata rappresentata la premiere di “Lohengrin - Bologna, 1871”, un’opera in un atto per voci, attore, ballerina, oboe e quartetto di violoncelli, liberamente ispirata al “Lohengrin” di R. Wagner e al “Macbeth” di G. Verdi.
Personalmente realizza il libretto delle sue opere o il testo delle sue composizioni da camera come per “Il Canto di Cocito – Cantica prima”, per soprao e orchestra, e per “Malebolge – Cantica seconda”, per basso-baritono ed ensembnle, entrambi tratti da “Cantiche dell’Inferno dantesco”, opera in più quadri per voce e strumenti per cui ha tratto il soggetto dall’ “Inferno” della “Commedia” di Dante Alighieri rielaborando i testi danteschi e realizzando due nuovi testi.
Nel 2012, insieme a musicologi di fama internazionale, ho preso parte al Convegno “Intender facciamo la dolcezza di questa armonia. La vita, il pensiero e la musica di Nicola Vicentino (1511-1576)”, organizzato dalla Fondazione Cini di Venezia e dal Conservatorio di Musica “Arrigo Pedrollo” di Vicenza. Nell’occasione ho trattato e analizzato le liriche musicate da Nicola Vicentino nei “Madrigali a cinque voci Libri Primo e “Quinto”.


Altre note

--«La mia scrittura musicale nasce dall’indagine del rapporto tra parola e suono e dalla volontà di reinventare, volta per volta, una nuova vocalità. La mia scrittura converte sulla centralità della parola e sulla massima esaltazione musicale del suono contenuto in essa. Il mio stile è così fortemente drammatico, da essere molto spesso addirittura tragico. Il suo carattere peculiare è la plasticità, l’alternanza di momenti di pura distensione a momenti in cui il tempo dell’azione scenica è fortemente compresso. Potrei dire che, per questo, Giuseppe Verdi è un modello perfetto, anche se alle forme chiuse prediligo, semmai, la forma aperta, che mi avvicina così anche alla forma dell’opera wagneriana. Se il mio pensiero del tempo dell’azione ha i suoi punti di riferimento nei grandi maestri dell’Ottocento, le mie scelte armoniche e contrappuntistiche mi avvicinano ad un mondo completamente diverso, quali alla scrittura dei contemporanei Wolfgang Rihm e Luca Francesconi.»

 


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