autore

Porfiri Mauro


Note biografiche

Diplomatosi al Conservatorio “Rossini” di Pesaro alla scuola di composizione del M° Piero Giorgi e di strumentazione del M° Ottavio Faccenda, nel 1953.

Un curriculum di successi costruito su una tenacia inferiore solo alla sua smisurata passione per la musa che lo ha sempre ispirato otre ogni altro interesse. Già nel 1945 fondava e dirigeva a Corinaldo la Schola Cantorum che nel 1967 si dilatava in Gruppo Corale Polifonico intitolato al M° Piero Giorgi. Grazie al “suo” Coro dava vita ad una miriade di composizioni originali da una a quattro voci sia profane sia sacre (oltre dieci le Messe). Con il Gruppo Corale Polifonico “Piero Giorgi”, alla memoria del suo maestro ed amico, insigne musicista marchigiano, il M° Porfiri ha contribuito per 60 anni a rendere più solenni le sacre liturgie, componendo numerose musiche che ancora oggi vengono eseguite da molte corali. 
In parallelo, sempre dal 1945, restituiva vita al Corpo Bandistico della stessa città fino a dotarlo di un’ottima levatura artistica. Con esso tanti concerti, anche all’estero, fino all’indimenticabile concerto lirico-sinfonico per Soli, Coro e Banda nel Natale 2005. Esso segnava la conclusione della sua esperienza di direttore che lo aveva visto guidare per lunghi periodi formazioni corali e strumentali in tre province marchigiane: da Montecassiano a Orciano, da Mondavio a Ostra Vetere, da Ostra ad Arcevia fino alla direzione prestigiosa della banda Città di Jesi (celebri i suoi concerti di Capodanno al Teatro Pergolesi), Corinaldo.

Febbrile ed ininterrotta la sua attività di compositore con cui ha prodotto centinaia di spartiti di vario impegno e genere. Tra essi ricordiamo soltanto il poema sinfonico “Paesaggi marchigiani” in quattro quadri, raccolte di canti popolari (delle regioni italiane, stranieri, dei soldati, “Natale nel mondo”, ecc.), un Magnificat, inni, composizioni per molti testi poetici (grandiosa la Preghiera alla Vergine dal XXXIII Canto del Paradiso, toccante e sublime in “La Madre” di Ungaretti). Autore SIAE dal 1976, vi ha depositato cinquanta composizioni, mentre è presente nei cataloghi di quattro importanti case editrici musicali nazionali. Creatività inesauribile e rigore estremo hanno costantemente caratterizzato la sua figura di creativo e di esecutore fino ad ottenere risultati apprezzati da esperti che si sono imbattuti nel suo indubbio genio musicale. Profondamente credente e dal cordiale tratto umano, ha coltivato i piaceri dell’amicizia ed il calore della famiglia.

Docente di Educazione Musicale nella Scuola Media per quasi 40 anni, ha formato alla musica generazioni di allievi, molti dei quali sono diventati ottimi professionisti. 


Altre note

Se ne va un grande uomo, prima ancora che un grande musicista…

E con lui, un pezzo della mia vita, della mia infanzia e della mia adolescenza “musicale”…

Fu il primo “grande Maestro” che incontrai, quando a 12 anni entrai a suonare con la Banda di Jesi, allora una delle filarmoniche di fiati più quotate, che aveva scelto proprio il M° Porfiri come direttore, per la sua esperienza e per le sue grandi doti umane e musicali.

Non era solo un Maestro: era una persona seria, autorevole, severa che però ti faceva sentire sempre a tuo agio per la sua umanità.

Con lui, iniziai a conoscere trascrizioni del grande repertorio sinfonico e operistico, eseguite con la banda secondo le sue indicazioni musicali di alto livello, dettate da studio compiuto e continuo ma anche da una straordinaria sensibilità musicale e artistica. Fu uno dei primi direttori pluri diplomati al Conservatorio, quasi unico nelle nostre zone a quei tempi.

Ancora oggi, dopo anni di professione, mi ritrovo a ricordare le esecuzioni con il Maestro Porfiri di certe sinfonie o estratti di opere famose come Aida, Nabucco, Boheme e, francamente, spesso penso che erano molto migliori, musicalmente, le sue scelte rispetto a quelle di alcuni grandi soloni strapagati di oggi negli Enti Lirici.

Il motivo principale, forse, è che il Maestro Porfiri faceva tutto con amore e soprattutto rispetto, quasi sacro, per la Musica, coniugando la sua pur forte personalità musicale con la devozione per quello che i compositori hanno impresso nelle partiture.

Davvero un GRANDE uomo ed un GRANDE musicista.

Probabilmente, se in tanti amici allora di Jesi e della Vallesina scegliemmo poi di entrare in Conservatorio e di fare della Musica la nostra professione, molto è stato per la fortuna di aver conosciuto il M° Porfiri.

Bellissime le sue composizioni e le sue trascrizioni, le marce sinfoniche, le raccolte di canti… il sui stile inconfondibile che ancora oggi, incredibile a dirsi, mi ronza nelle orecchie in tante occasioni. Un uso dei timbri e dei colori raffinato, contrappunti a volte geniali nella loro semplicità.

Chi ha conosciuto Mauro Porfiri e chi ha suonato con lui può ritenersi davvero fortunato, perché non è facile incontrare musicisti così nella vita…

Per alcuni anni diresse anche la Fanfara dei Bersaglieri di Jesi. Sembrava quasi un sacrilegio: il grande Maestro a condurre una fanfara di soli ottoni. Credo che invece Porfiri accettò quell’incarico un po’ come una specie di “sfida” verso se stesso, per vedere come un gruppo di “ottoni casinari” poteva essere guidato verso gusti musicali più “elevati”… Il risultato furono trascrizioni e composizioni piene di energia e raffinatezza che hanno portato anche la Fanfara di Jesi ad uno dei periodi più belli della sua storia.

A me e Milena​, mia sorella, voleva un bene dell’anima. Non solo perché avevamo un po’ soggezione e allora studiavamo ben bene le parti a casa cosìcchè alle prove eravamo fra i pochi che ne venivano in qualche modo sempre fuori… Ma anche perché aveva capito che eravamo figli di persone perbene che avevano trovato con la Banda e la Musica un modo “diverso” di vivere la famiglia, più intenso ed unito, ricco di esperienze indimetiicabili quando le domeniche le passavamo insieme ai vari raduni di bande in giro per la Regione o per l’Italia.

Fu proprio Milena, quando avevamo lei 9 anni ed io 10, al termine di uno dei mega concerti di Capodanno che già allora la Banda faceva, ad andare, sfacciatissima, da lui a chiedere “Io vojo veni’ a suona’ co’ lei…” 

Io stavo dietro a Milena in quel momento, perché mi vergognavo un po’…

Di lì a poco ci iscrivemmo a Scuola di Musica ed inizio così l’avventura della Musica nella nostra vita…

Più tardi, entrati in Banda, quando fra fratelli facevamo gli “sciapi” a casa dopo le prove, io le facevo l’imitazione di Porfiri che la rimproverava perché non andava a tempo…e ridevamo felici, perché gli volevamo bene a quel Maestro severo e buono e non vedevamo l’ora di andare alla prossima prova:)))

Un uomo ed un musicista che ci mancherà per sempre…

Riposi in Pace, Maestro…

Da https://gianamax.wordpress.com


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