autore

Polito Pasqualino Alessandro


Note biografiche

Si diploma in Composizione con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo come allievo di Marco Betta,. Perfezionatosi con Salvatore Sciarrino, durante i corsi estivi a Città di Castello, consegue pure il Diploma di Studi Superiori di Perfezionamento in Composizione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Azio Corghi. Diplomato anche in Pianoforte, col massimo dei voti, e in Musica corale e Direzione di coro, ha conseguito, prima, la Laurea in Filosofia (col massimo dei voti e la lode) presso l’Università degli Studi di Palermo e poi, il Dottorato di ricerca in “Uomo e ambiente”, presso la Facoltà di Scienze della Formazione, entrambi sotto la guida di Armando Plebe.
Dopo l’incontro con Franco Mannino, Luis Bacalov e qualche esperienza nel giovane cinema italiano indipendente e nei documentari, si dedica ai rapporti tra cinema e musica e tiene regolarmente conferenze in cui analizza in dettaglio il rapporto tra immagini e colonna sonora. diventando uno specialista dei film di Visconti e Godard.
Vincitore di concorsi pianistici, si è dedicato alla musica da camera sin da giovanissimo, suonando in varie formazioni e poi collaborando per un decennio con l’orchestra da camera Gli Armonici, diretta da Umberto Bruno, sia come pianista che come arrangiatore. Si dedica sin da giovanissimo alla musica da camera, suonando in varie formazioni, e, poi, collaborando per un decennio con l’orchestra da camera Gli Armonici sia come pianista che come arrangiatore. Nel 1998 ha fondato e diretto l’E.V.E. (EnarmonicheMenti Vocal Ensemble) sino al 2002 (anno dello scioglimento), coro a cappella specializzato nell’esecuzione di musica leggera italiana e internazionale dagli anni ‘30 agli anni ’80 con suoi arrangiamenti.
Fra i concorsi, i premi e riconoscimenti principali: 2000 – Vincitore del Dottorato di Ricerca triennale in “Uomo e Ambiente” presso l’Università degli studi di Palermo; 2003 - Segnalazione della giuria del I° Concorso di Composizione “Angelo Paccagnini” di Milano per Dipinto imperfetto; 2003, 2004, 2005 e 2006 - Accademia Chigiana di Siena: borsa di studio “Emma Contestabile”; 2004 - Premio Unesco “per l’attività di musicista, compositore, musicologo, saggista e autore di libri per la pedagogia e la didattica musicale” conferito dal Club Unesco – Trapani in occasione della pubblicazione del primo volume di Herr Kompositor.
Sue composizioni sono state eseguite presso il Teatro Massimo di Palermo, l’E.A.O.S.S (Ente Autonomo Orchestra Sinfonica Siciliana), il Festival delle Nazioni di Città di Castello, l’Accademia Chigiana di Siena, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Radio Classica e Radiotre-Rai.
Collabora con prestigiose istituzioni come critico musicale (Teatro Massimo di Palermo, Maggio Musicale Fiorentino, Sagra Musicale Umbra, CIDIM di Roma) o come coadiutore a contratto dell'ufficio stampa e della direzione artistica (Accademia Chigiana di Siena) e, dal 2008, con Il Giornale della Musica e di Herr Kompositor – Comporre è un gioco da bambini! (2004), il primo corso sistematico di composizione musicale interamente a fumetti da lui stesso disegnato. È autore di Pedagogia per la nuova musica (Armando, 2003) e – per i tipi della Mnemes – del Breve corso di storia della musica in 6 ore e 30 (2003), Comporre Canoni (2008), Etologia Musicale. Animali camuffati e gesti predatori (2009) e di Herr Kompositor ® – Comporre è un gioco da bambini! (2004), il primo metodo sistematico di composizione musicale interamente a fumetti da lui stesso disegnato. Nel 2013, pubblica Herr Kompositor - Scrivi una canzone! per le Edizioni Curci, la prima graphic novel che è pure un manuale alla quale il Museo nazionale del fumetto e dell'immagine di Lucca (MUF) dedica pure una mostra. Nel 2015, pubblica il nuovo volume Herr Kompositor - Il segreto dei compositori e un gioco da tavolo.
Tutta la sua produzione è edita da Mnemes.
Tiene workshop e conferenze in tutta Italia. Per la sua attività, gli è stato conferito un premio UNESCO nel 2004. Vive tra Firenze e Lucca, collabora come critico musicale col Maggio Musicale Fiorentino.
È stato docente a contratto di Didattica della Composizione, Pratica della lettura Vocale e Pianistica e Psicologia musicale presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali "Achille Peri" di Reggio Emilia, docente incaricato di Armonia e Contrappunto presso il Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo e docente di ruolo di Filosofia presso il Liceo Artistico e Musicale "Augusto Passaglia" di Lucca. Attualmente, insegna Filosofia presso il Liceo Artistico di Porta Romana di Firenze.

 


Altre note

--«Il suono è l’eco di un gesto.
La musica è teatro invisibile.
Comporre significa scrivere un progetto che contiene una serie di gesti o azioni da eseguire simultaneamente e/o successivamente.
Per la teoria costruzionista, comporre è pure una attività di manipolazione linguistica che crea una paesaggio sonoro, un mondo sonoro.
La musica costruzionista impiega procedimenti euristici per il rinvenimento dei materiali che in seguito manipola.
L’attività di manipolazione passa in primo piano rispetto alle scelte linguistiche che - in linea di principio – sono del tutto indifferenti tranne che per lo scopo: è ovvio che con la paglia si costruisce una capanna mentre col cemento armato si innalza un grattacielo.
La tecnica musicale costruttiva riconosce un suo analogo nel particolare montaggio cinematografico della “nouvelle vague”.
La musica costruzionista è una attività compositiva di montaggio di paesaggi sonori, paragonabile all’attività di un regista-montatore.
L’analogia è tra “inquadratura” e “paesaggio sonoro” (e NON tra “inquadratura” e “battuta”).
I contorni di un paesaggio sonoro sono definiti da un insieme di elementi ritmico-motivico-timbrici caratteristici che lo distinguono macroscopicamente da ogni altro.
La pratica del montaggio costruzionista mette in risalto il conflitto tra i paesaggi sonori, esalta i cortocircuiti, disorienta l’ascolto, provoca shock violenti, ricerca la discontinuità.
La musica costruzionista ha una vocazione essenzialmente teatrale anche in assenza di personaggi-cantanti: vive di contrasti, scontri, giustapposizioni, dissolvenze incrociate.
Ogni paesaggio sonoro si presenta come un attore invisibile: una presenza acusmatica - perfettamente riconoscibile grazie ai contorni ben definiti (che possono anche subire variazioni che
vengono interpretate come “evoluzione psicologica” dei personaggi) – che avanza nello spazio-tempo dell’esecuzione.
La musica costruzionista abbandona il decoupage narrativo, in cui ogni elemento è logicamente unito ad un altro – assicurando continuità all’ascolto - e sceglie di adottare il montaggio discorsivo che costringe due realtà prive di denominatore comune ad assumere un nuovo senso. Ogni paesaggio sonoro si trasforma al contatto con altre immagini sonore, così come il verde non è lo stesso verde se posto a contatto col blu, col giallo, col rosso.
La frammentarietà rende frammentario anche l’ascolto: la serie di interruzioni ne destabilizza la sicurezza e ne demolisce l’unità ma permette pure di ribaltare il punto di vista e di abbandonare il
sentiero principale.
Le “citazioni” rendono ancora più ambiguo il montaggio: creano unità a partire da elementi presi a prestito da altre unità preesistenti. Ma non si tratta di collage. Il collage presenta una certa innaturalezza e, soprattutto, non articola gli elementi che semplicemente giustappone.
La musica costruzionista, invece, è musica di innesti. L’innesto è una pratica che deriva dalla coltivazione delle piante: associa elementi sparsi per dare un senso nuovo grazie alla loro giustapposizione ed esige che ci si abitui alla sua logica - che deve risultare il più naturale possibile. Si tratta di una coabitazione surreale.
Il montaggio che pone conflitti e nello stesso tempo li supera è un montaggio dialettico: luogo di contrasti ma anche di comprensione delle diversità presenti nel mondo.
La molteplicità dei frammenti rompe e/o scandisce il tempo dell’esecuzione in modo sensibile: il nostro corpo viene colpito dalla loro comparsa, il divenire viene trasformato in una materia più complessa. La musica costruzionista è una musica fisica. Il tempo viene da lei scolpito.
La musica costruzionista impiega la forma fisio-psicologica, una particolare strategia formale che interagisce con le attese dell’ascoltatore per creare suspense.
Con la musica costruzionista le possibili reazioni del pubblico vengono incluse nel progetto del compositore. Così, i soggetti in gioco non sono più due ma tre: la musica, il compositore, il pubblico.
La musica costruzionista è musica di relazioni e in ciò è tragica: è sul filo dell’instabilità e del mutamento che guadagna (o perde) il suo equilibrio.
Con la musica costruzionista la manipolazione delle immagini mentali occupa il primo posto nel lavoro del compositore.
Il principio su cui si regge la musica costruzionista è che il pensiero sia eminentemente visivo e pensare significhi trattare in qualche modo le immagini. L’immagine mentale non è che una configurazione di forze visive. Le immagini musicali, in particolare, sono figure quadridimensionali – create da processi geometrici, NON aritmetici - in grado di ritagliarsi il ruolo di “personaggi” che si stagliano contro uno “sfondo”, che è lo spazio mentale-acustico - in cui si suppone che si muovano fintanto che il tempo dell’esecuzione dura.
Le immagini mentali suscitate dalla messa in relazione di paesaggi sonori rinviano ad “altro”. Sono marcature quando questo “altro” è in accordo con la modalità della relazione; smarcature, invece, se risulta in contraddizione. Di qui l’impiego di “termini musicali noti” (leggi: “citazioni”) quando si vuole
facilitare il processo di marcatura/smarcatura. Le smarcature sono urti di relazioni; le marcature costituiscono nodi di relazioni.
I punti di riferimento imprescindibili della teoria musicale costruzionista sono:
- in pittura, Magritte, Rauschenberg;
- nel cinema, Truffaut, Godard, Resnais; Buñuel; Fellini, Rosi; Altman, Tarantino;
- in letteratura, Calvino, Carver;
- in filosofia, il costruttivismo di Goodman; l’euristica di Plebe; la teoria filmica di Deleuze; l’etologia musicale.
- in musica, Schumann, Verdi, Strawinsky, Webern, Berio, Corghi, Sciarrino.
Per la teoria costruzionista, scrivere musica non è attività separabile dal conoscere e manipolare la storia della musica, intesa nel duplice senso di repertorio musicale e di insieme di ciò che è stato scritto sulla musica. Viviamo nel mezzo, infatti, e possiamo dare solo nuove direzioni a linee che preesistono.
Comporre, quindi, è scrivere ciò che si è saputo ascoltare, sentire, vedere, leggere. Il nuovo è unicamente ciò che risulta come inatteso, imprevedibile. Per questo, la musica costruzionista si presenta come una cadenza d’inganno perpetua.»
(P. Alessandro Polito - La mia poetica musicale costruzionista - Firenze, Giugno 2006)


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Contrapunctus VII A Pf - 1998

Contrapunctus VIII V A Pf - 1999


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