autore

Piccioli Giuseppe


Note biografiche

Iniziati gli studi del Pianoforte all'età di 12 anni al Liceo Musicale di Bologna con L.Minguzzi, affiancò ben presto la Composizione studiando con Mattioli e F.Alfano avviandosi ad una intensa attività pianistica che lo portò in giro per l'Italia e all'estero.
Insegnò al Liceo Musicale di Bologna e poi al Conservatorio di Musica di Milano.
Si dedicò particolarmente ad una produzione didattica e di pezzi per Pianoforte senza disdegnare però alcuni lavori di diverso tipo.

 


Altre note

-- Si riporta integralmente quanto scritto su un libretto edito dall' Ufficio Concerti del ‘Pensiero Musicale’, di Bologna, nel 1926:
«GIUSEPPE PICCIOLI .... " va annoverato fra i migliori giovani pianisti del nostro tempo " così scrive un autorevole giornale italiano. E invero le doti di concertista di questo figlio di Bologna sono di quelle che si riscontrano soltanto nei temperamenti che sanno raggiungere le più eccelse vette dell'arte.
Giuseppe Piccioli fu iniziato allo studio del pianoforte all'età di 6 anni dimostrando fin da principio per questo studio e per la musica in genere particolari disposizioni e qualità fuor del comune. Pur senza applicarsi a quest'arte colla passione che più tardi doveva interamente conquistarlo egli si produsse in pubblico dopo qualche tempo venendo preconizzato pianista da cui molto si poteva e si doveva aspettare.
Si vedrà in seguito come la facile profezia doveva avere la più completa conferma. Contemporaneamente allo studio della musica il Piccioli si dedicava anche agli studi letterari. Entrato nel 1917 dodicenne nel glorioso Liceo Musicale della sua città natale venne posto sotto la guida sicura e illuminata di uno dei più coscienziosi e valenti insegnanti di pianoforte : il Maestro Giovanni Minguzzi.
Qui ha inizio per il Piccioli il periodo dello studio severo e costante nel quale l'anima d'artista del giovinetto viene grado a grado a plasmarsi e a completarsi per assumere infine i peculiari caratteri della sua individualità.
L'insegnamento del Minguzzi gli conquista altresì una tecnica sicura e agguerrita che prende a svilupparsi sempre maggiormente.
Dopo un anno dal suo ingresso al Liceo egli è già in grado di presentarsi ad un saggio di allievi di questo Istituto suonando il concerto in Re Minore di Mendelsshon per pianoforte e orchestra e nell'anno seguente la Leggenda di S. Francesco ohe cammina sulle onde di Liszt. Al terzo saggio eseguisce la seconda rapsodia di Liszt e il Concerto per pianoforte e orchestra composto dal suo maestro conseguendo nel frattempo a pieni voti il diploma di pianoforte e compiendo ancora i corsi di armonia e musicologia nonché, privatamente, quelli ginnasiali e liceali. La stampa in quell'occasione fu concorde nel riconoscere i rari pregi del giovanissimo pianista riconfermandogli la liete speranze di un sicuro e luminoso avvenire.
Conscio dei propri mezzi e perciò persuaso di poter raggiungere un grado di perfezione ancora maggiore il Piccioli non dorme sugli allori e inizia un nuovo periodo di studio tenace e si prepara ad affrontare il giudizio del pubblico in una regolare e numerosa serie di concerti.
Il suo debutto ha inizio nel 1923 suonando prima a Forlì poi a Reggio Emilia, a Bologna ecc. suscitando viva ammirazione. Nell'estate di quello stesso anno il Piccioli ha occasione di conoscere un impresario straniero che avendolo udito suonare lo invita a voler dare due concerti all'estero : uno a Vienna e l'altro a Budapest. Il successo riportato in questi due grandi centri musicali è talmente clamoroso che il Piccioli viene immediatamente scritturato per nuovi concerti da tenersi nell'anno successivo (1924). Coi nuovi concerti si ripetono le dimostrazioni entusiastiche del pubblico, di quel pubblico così severo e difficile con tutti.
Vi assiste anche S. E. l' Ambasciatore italiano a Vienna.
Ritornato in Italia suona ancora acclamato e ammirato a Lugo, Ravenna, Cesena, Milano ecc. Nel luglio 1924 viene chiamato a far parte come pianista solista nella tournée del celebre tenore Giuseppe Borgatti. Ha inizio così una nuova serie di successi trionfali : al Comunale di Bologna, al Politeama di Genova, alla Sala Gaveau di Parigi. Nel gennaio 1925 si toglie dalla tournée Borgatti e inizia un nuovo grande giro di concerti nelle città italiane e straniere.
Ne seguono altri con successi grandiosi a Bologna, Parma, Venezia ecc.Dopo quanto è stato più sopra esposto non parrà molto diversa dalla realtà l'affermazione dell'autorevole giornale italiano di cui all'inizio di queste righe e secondo il quale nel Piccioli è da vedersi : " uno fra i migliori giovani pianisti del nostro tempo ".»


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