autore

Mormile Carlo


Note biografiche

Diplomatosi in pianoforte, ha proseguito con Bruno Mazzotta i suoi studi in composizione e musica corale e direzione di coro. Successivamente ha conseguito il diploma di perfezionamento in composizione presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia in Roma, e il diploma di merito presso l’Accademia Chigiana di Siena, sotto la guida di Franco Donatoni. Presso l’Accademia Chigiana ha inoltre frequentato i corsi di Informatica Musicale con Jean-Baptiste Barriere e Musica per Film con Ennio Morricone. Nel 93 ha vinto una borsa di studio SIAE per il “Seminario Musica e Immagine” tenuto da Carlo Savina.
Autore, esecutore e saggista dai vasti orizzonti musicali, che spaziano dal teatro di prosa alla musica contemporanea, come esecutore dedica la sua principale attenzione alla musica del 900, ed alla produzione contemporanea. Nel 2002 ha istituito presso il Conservatorio di Napoli il "Laboratorio Corale San Pietro a Majella", gruppo di supporto alle esercitazioni didattiche della classe di Musica Corale e Direzione di Coro. Con questo gruppo ha diffuso la produzione dei giovani compositori napoletani dirigendo i loro brani in importanti manifestazioni quali: Ravello Festival, Festival Teatro Italia, Premio Massimo Troisi, Il Maggio dei Monumenti, I Venerdì Musicali del San Pietro a Majella.
È autore di numerosi brani eseguiti da prestigiosi esecutori quali Bruno Canino, Michele Lo Muto, Myriam Dal Don, Tiziana Scaldaletti, Daniela Del Monaco, Giorgio Magnanensi, Giuseppe Scotese, Stefania Rinaldi, Nuove Sincronie, Ensemble Octandre, I Solisti del San Carlo, Orchestra Alma Mahler Sinfonietta, I Piccoli Musicisti, Orchestra Giovanile Collegium Philarmonicum. Alcune sue composizioni sono state trasmesse da Radio Rai. Ha collaborato inoltre con importanti artisti del teatro di prosa quali Antonio Casagrande, Peppe Barra, Mariano Bauduin, Cloris Brosca, Maria Rosaria De Cicco.
All'attività musicale ha da sempre affiancato quella di saggista, scrivendo articoli per le riviste Musica Domani, il Monocordo e Konsequenz di cui è componente della direzione scientifica.
Dal 2002 presiede l'associazione Collegium Philarmonicum che produce l’omonima formazione orchestrale e il corso Vacanze Musicali in cui hanno esercitato docenza: Dejan Bogdanovic, Pierre Henri Xuereb, Stefano Pagliani, Myriam Dal Don, Mauro Tortorelli, Manuel Meo, Gabriela Drasarova, Laura Valente, Girolamo De Simone, Gennaro Cappabianca, Antonella Aloigi. Nel 2003 ha realizzato per l’associazione L’Accordeon in qualità di condirettore artistico, il "Corso di Formazione Professionale per Professori d'Orchestra". Sempre per l’associazione l’Accordeon ha curato la direzione artistica delle edizioni 2003 e 2007 della rassegna Festival al Teatro Romano di Sessa Aurunca.
Con la relazione ufficiale "Appunti di viaggio" ha partecipato al simposio internazionale "Musical cognition and behavior" tenuto dall'Università la Sapienza di Roma e i principali aspetti della sua poetica sono riportati nel saggio "Autoanalisi" inserito nell'Enciclopedia Italiana dei Compositori curata da Renzo Cresti.
Ha insegnato Teoria e Solfeggio, Armonia Complementare, Armonia Contrappunto Fuga e Composizione nei conservatori di Potenza, Matera, Como, Avellino, Napoli. Attualmente è docente del corso di Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.


Altre note

--Da http://www.renzocresti.com di cui si raccomanda la consultazione.
«Dopo essersi diplomato, Carlo Mormile s'è perfezionato all'Accademia di Roma e alla Chigiana di Siena con Donatoni. Ma alla Chigiana incontrava Prati, Barriere, Morriconi... e consolidava i suoi interessi per la musica elettronica e per quella da film (con buona pace di Umberto Eco). Del conservatorio non pensa un gran bene; in una intervista inedita mi dice: "La sua situazione negli anni '80 creò problemi a molti, ad esempio a Gabriele Montagano, ma anche a Mario Vitale, che ora fa l'informatico. Io ho resistito, ma qui non ho mai partecipato a un saggio. Cercavamo risposte che a Napoli mancavano. Gli insegnati erano Mazzotta, Ravinale, D'avalos (il quale dice che la composizione è morta nel 1950). Tomei è sulla stessa lunghezza d'onda. Poi qui c'è anche questa faccenda della scuola napoletana, di cui siamo discendenti. Anche Calbi, con tutto il bene che gli ho voluto, era in sostanza una persona essenzialmente retrò. E' stata una generazione che non ha fatto nessuno sforzo per accostarsi alle problematiche italiane ed europee".
Non è che Mormile sia più tenero con Donatoni: " Era attento ed era anche despota. Di qualsiasi frammento voleva sapere origine e collocazione, e se c'era qualcosa che non funzionava secondo una certa concatenazone tecnica o logica ne voleva spiegazione. Questo ha creato la famosa generazione dei 'donatonini', dovuta proprio al fatto che lui era così presente. 'Donatonini' di spicco furono, ad esempio, Gorli, Cardi, Gentilucci, ed altri: l'Italia ne è piena, anche se oggi scrivono in modo molto diverso. Poi è finita l'avanguardia, e con la sua morte certi atteggiamenti sono stati abbandonati. L'anno scorso gli ho chiesto come si trovasse oggi, lui che ne era stato uno dei baluardi. Mi ha risposto di aver già svoltato negli anni ottanta; oggi ha scritto anche qualcosa di diatonico. Dice di essere stato contagiato da Solbiati, all'epoca suo allievo".
Nonostante tutto, dopo il diploma, Carlo ha avuto parecchie esecuzioni radiofoniche, commissioni, pubblicazioni. Di lui m'interessa la disponibilità alla critica, la versatilità e trasversalità del lavoro, la capacità di teorizzarne gli esiti. Mormile, considerando la consacrazione della serialità integrale sia al problema delle durate che a quello delle altezze, finisce col dedicarsi soprattutto al ritmo ("se si riproduce su uno strumento a suoni indeterminati il ritmo di un brano famoso, questo sarà riconosciuto nella maggior parte dei casi sia da ascoltatori musicisti che semplici amatori"). Isolate alcune cellule ritmiche elementari ma discontinue, procede alla loro ripetizione e permutazione, escludendo con meticolosità tutte quelle che potrebbero ascriversi all'intervento dell'esecutore. L'alea, decisamente, non gli interessa, e gli esiti di rigida scansione ritmica non possono che rimandare ad analoghe preoccupazioni del suo maestro (quando vide ‘Silenzi’, la prima frase di Donatoni fu: "anch'io all'inizio usavo molte pause, perché non sapevo scrivere").
La scelta delle altezze viene invece consegnata al momento compositivo in sé, nel senso che si tende ad utilizzare serie difettive sovrapposte alla scelta delle durate, secondo l'unica discriminante dell'impatto d'ascolto. Tutto ciò, naturalmente, vale soprattutto per la produzione 'accademica' o 'di scuola', nella quale includerei senz'altro Specchi (per pianoforte, maggio, Cadenze (fl. cl. tr. md. cb., agosto '91), Three Two Time (trio d'archi, maggio '92), Sweet Blue Night (pianoforte, sax contralto e tenore, aprile '93), Abba (fl. ob. cl. cr. mb., giugno '93), Figuranti (fl. ob. cl. cr. mb.), ed altri brani per strumento solo, come Silenzi, unico definito dall'autore 'cageano' (ciò avviene per la presenza di pause ed il tentati


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