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Mauriello Romano


Note biografiche

La formazione

Nato a Palmarano (BN), un paese di forti tradizioni musicali che lo assorbono fin da bambino nella Banda locale, nel 1951 ha iniziato lo studio del Clarinetto al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma studiando fra gli altri con Gandini (I Clarinetto dell'Orchestra Sinfonica di Roma) e diplomandosi nel 1957/58 con Agostino Gabucci.

«[...] benché non convinto di questo strumento, ma appassionato maggiormente del saxofono, che fin da piccolo mi era stato affidato nella banda del paese, nel periodo degli studi dovetti mettere da parte il saxofono finché, finiti gli studi, mi arruolai [...].»

«La svolta determinante della mia vita avvenne durante un viaggio in macchina, quando la radio annunciò l'esecuzione della Rapsodia di Debussy, inimmaginabilmente per sax e orchestra, eseguita da Daniel Deffayet. Quell'ascolto sconvolse il mio pensiero musicale rispetto allo strumento, non credevo che per il saxofono esistessero concerti come questo che mi apparve fantastico ed eseguito in maniera impeccabile».

 «Decisi di cambiare definitivamente. Prendevo il clarinetto in mano, mi sentivo niente, [...] prendevo il saxofono, mi sentivo un concertista, benché non avessi nessuna conoscenza del sax».

Dopo il diploma in Clarinetto al “Santa Cecilia”, successivamente si diploma in sassofono al Conservatorio di L’Aquila sotto la guida di Alberto Fusco con il massimo dei voti e dove, da allievo, sostituì per tre mesi il proprio insegnante. [La cattedra di saxofono fu istituita a L’Aquila nel 1970 e Alberto Fusco vi fu il primo insegnante fino al 1978].

«Quando ero nella Banda dell'Aeronautica venne il maestro Alberto Fusco che insegnava al Conservatorio di L'Aquila in cerca di elementi che si iscrivessero in Conservatorio per dimostrare la validità dell'insegnamento del saxofono.» Entrato in conservatorio vi studiò 3 anni (chi aveva il diploma di Clarinetto poteva entrare al quinto anno di sax e proseguire il compimento superiore, fece quindi 5°, 6° e 7° anno conseguendo l'attestato nel 1969 del “corso straordinario”. Egli però dice che era invece un corso ausiliario del clarinetto, ma c'erano allora corsi straordinari a Pesaro, L'Aquila, Frosinone, Perugia, Bologna tenuti da Fusco, Maestri, Sallustio.

 

Attività

«L'attività concertistica era quella di ciò che si poteva. Il saxofono era visto come uno strumento assolutamente secondario rispetto al clarinetto.»     

Nel 1967/68 vince il concorso di ultimo Clarinetto dei secondi nella Banda dell’Aeronautica Militare, ma ben presto il ruolo gli fu cambiato con quello di Saxofono tenore e contralto.

«In questo periodo di circa dieci anni, fui spesso chiamato "a prestazioni" nell'Orchestra Sinfonica della RAI di Roma avendo la possibilità di suonare sotto la direzione di artisti illustri quali Pierre Boulez, Zoltan Pesko, Antonio Larosa Parodi, Marcello Panni, ecc

Intanto l'inquadramento (studi e insegnamento) nell'ambito del Conservatorio avvenne di lì a poco; «Quando ero nella Banda dell’Aeronautica venne il M° Fusco (Alberto che insegnava al Conservatorio di L'Aquila) in cerca di elementi che si iscrivessero in Conservatorio per dimostrare la validità dell'insegnamento del Saxofono».

Conseguito l'attestato di fine studi del "Corso Straordinario" nel 1969, dopo tre anni di studi (chi aveva il diploma di Clarinetto poteva abbreviare gli studi entrando al 5° anno di Saxofono, sostenere l'esame di compimento inferiore e completare lo studio frequentando il 6° e 7° anno del compimento superiore con l'esame finale), ben presto sarebbe divenuto insegnante in Conservatorio.

             

 L’insegnamento

Dopo l'abbandono della cattedra di Saxofono da parte di Baldo Maestri, all’epoca docente presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, il Direttore di quel Conservatorio, Macarini, interpellò Alberto Fusco affinché lo consigliasse su chi nominare al posto di Maestri. La scelta cadde su Mauriello «già noto per essersi distinto ai saggi del M° A. Fusco», che ricevette la nomina dal Ministero della Pubblica Istruzione per l'insegnamento al Conservatorio di Pesaro nell'anno scolastico 1973/74 («in pre-ruolo tramite graduatorie» ricorda). Dopo Pesaro, dal 1981/82, rimarrà stabilmente, fino al pensionamento avvenuto nel 1997/98, al Conservatorio di L'Aquila.

L'anzianità di servizio accumulata per il lungo insegnamento in Conservatorio di musica lo ha visto nominato nel 1989, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, Presidente della Commissione del 1° Concorso secondo esami e titoli per l'accesso in ruolo di docenti di Saxofono nei Conservatorio di Musica [in commissione anche Giancarlo Rango e Federico Mondelci subito sostituito da Ugo Fusco]. 

 

Allievi

Attivissimo docente appassionato della didattica e sensibile insegnante («Una didattica, la sua, che aveva i capisaldi nella ricerca della bellezza timbrica e dell'eleganza del fraseggio, senza mai perdere di vista l'aspetto ludico del “fare musica”.» Mario Marzi, Il saxofono, Zecchini Editore), ha preparato, negli anni di insegnamento fra Pesaro e L’Aquila, quelli che sono poi diventati la ‘crema’ del saxofonismo ‘classico’ in Italia, sia docenti nei conservatori che concertisti: Giuseppe Berardini, che dal 1991 ha preso il posto al Conservatorio di L’Aquila; Gabriele Buschi, docente presso l’”Umberto Giordano” di Rodi Garganico; Daniele Caporaso,  all’”O. Respighi” di Latina; Gaetano Di Bacco, docente a Pescara; Alberto Domizi, al Conservatorio “Rossini” di Pesaro; Enzo Filippetti, docente presso il “Santa Cecilia” di Roma; Marco Gerboni, insegnante presso il “Frescobaldi” di Ferrara; Pier Paolo Iacopini, docente a Bari; Claudio Lugo, all’"A. Vivaldi" di Alessandria; Mario Marzi, docente a Milano; Massimo Mazzoni, a Fermo; Federico Mondelci, a Pesaro; Valter Nicodemi, a Bari; Fabrizio Paoletti, ad Udine; Stefano Venturi, Pesaro ….e tanti altri.


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