autore

Mantovani Gian Claudio


Note biografiche

A sei anni entra nella classe di pianoforte del Maestro Tullio Macoggi nell’Istituto musicale pareggiato F. Morlacchi di Perugia. A dieci anni vince una borsa di studio per il Collegio di musica di S. Cecilia in Roma. Studia pianoforte con Vera Gobbi Belcredi (allieva di Alfredo Casella), Armonia principale con Vincenzo Di Donato e Contrappunto e fuga con Dante D’Ambrosi. Si diploma in pianoforte ma è costretto a sospendere lo studio della composizione per ragioni di salute. Alla fine degli studi, per mantenersi a Roma, scrive canzoni.
Svolgerà attività come solista di pianoforte per RAI 3.
Inizia ad insegnare prima nelle scuole medie statali poi nei conservatori di Campobasso e Perugia. Per tre anni dirige il coro “I cantori di Perugia” con attività in Italia e all’estero.
Scrive musiche per complessi orchestrali molto diversi: ‘Archeopterix’ per 52 strumenti a fiato tre contrabbassi e due percussionisti, ‘Nascita di una stella’ per lo stesso complesso ma con uso sperimentale di tecniche spaziali, ‘Dedicato a Joan Mirò’ per flauto solo, ecc. Scrive inoltre molta musica per teatro.
Sue musiche sono state eseguite in molte città, tra cui: Ferrara a Palazzo dei Diamanti, Città della Pieve (Festival Internazionale di Chitarra David e Maria Russell), Perugia (Sagra Musicale Umbra), Roma (Sala dei Concerti del Conservatorio Santa Cecilia, Auditorium della RAI, Festival di Nuova Consonanza), Cosenza (Libera Università della Calabria). Pubblica due libri per la didattica nei conservatori Esercitazioni musicali di insieme (Ricordi) e Tecniche e musiche per l’apprendimento della chitarra, insieme a Michele Corbu (Carisch).
Progetta giocattoli musicali, inventa una macchina fotografica che non fa uso di otturatore e diaframma meccanici, si impegna fin dalla sua creazione nel Circolo di Perugia di Libertà e Giustizia, dedicandosi in particolare all’attività di diffusione nelle scuole dei contenuti della Costituzione.


Altre note

- Mi sembra qui utile riportare un consiglio che il Maestro elargiva ad un suo giovane richiedente, sull’opportunità di eseguire o meno opere del repertorio ‘contemporaneo’:
«Caro ......., ricordo che ti dicevo dell’importanza che attribuisco alla ricerca di musiche poco suonate o sconosciute da inserire nel repertorio dei giovani pianisti. È necessario che questi brani abbiano un fascino altrimenti è meglio restino sepolti.
Il vantaggio però di avere nella propria offerta pezzi non frequentati, dà la possibilità al pubblico di allargare l’orizzonte musicale individuale e l’occasione di scuotersi un po’ dal torpore che il “sicuramente ufficialmente bello e grande” può indurre....» (dalla pagina FB in memoria del Maestro)


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