autore

Imondi Emiliano


Note biografiche

Compositore, arrangiatore e chitarrista, ha iniziato studiando chitarra classica e jazz con vari insegnanti. Dal 2005 ha studiato con il pianista jazz americano Barry Harris. Presso il Conservatorio di Musica “Licinio Refice” di Frosinone ha conseguito i diplomi di Chitarra Jazz (con U. Fiorentino e S. Micarelli), in Arrangiamento Jazz (con R. Spadoni e M. Tiso) e in Composizione col M° A. D’Antò. Nel 2014 consegue il master in “Musica e Tecnologia Applicata alle Immagini” presso la Forum Academy nei prestigiosi Forum Music Village Recording Studios di Roma fondati nel ’69 dal M° Ennio Morricone. Si perfeziona in Jazz col pianista americano Barry Harris e in Composizione con i Maestri Antonio D’Antò, Mauro Montalbetti e Luca Lombardi. 

Collabora come arrangiatore con l'Orchestra Jazz del Conservatorio di Frosinone e come compositore ed orchestratore con l'Orchestra Sinfonica dello stesso istituto.

Nel 2014 a New York vince il "Respighi Prize" con l'opera Three Variations on a Gregorian Theme per orchestra d'archi eseguita il 12 Dicembre 2015 in prima mondiale alla Carnegie Hall di New York dalla Chamber Orchestra of NY diretta da Salvatore Di Vittorio. Nello stesso anno il suo dramma musicale Odisseo e Calipso per due voci e orchestra è stato premiato con la Menzione d'Onore al “Boston Metro Opera Composers Competition".  E’ risultato finalista al “Boston Guitar Fest Composition Competition 2016” con il brano per sola chitarra Riflessi del Cielo in una Pozzanghera e al concorso “In Clausura 2014” con il brano per ensemble di violoncelli Tempus Fugit, eseguito per l’occasione da Giovanni Sollima e i 100cellos al Teatro dell’Arte alla Triennale di Milano. Il 2 Marzo 2016 la sua opera Echi tra Spazio e Tempo per due voci e pianoforte viene eseguita alla Camera dei Deputati di Roma per l’inaugurazione della mostra d’arte “Black Holes” di Michele Cossyro.  Il 13 Luglio 2018 il suo melologo Il Tao dell’Acqua per arpa e viola, con la partecipazione di Barbara Roganti alla voce narrante e Chiara Taviani alla danza, viene eseguito al Parco San Vito di Sirmione (Bs) per l’evento “Musica d’Acqua” del Comune di Sirmione. La sua attività come compositore si declina anche nella musica applicata, fra le colonne sonore e le musiche di scena hanno ottenuto riconoscimenti ufficiali: il cortometraggio Un Amore di Plastica di Corrado Ceron (vincitore alla 3° edizione del Social World Film Festival in Vico Equense), il documentario In Cerca di un Amico di Karma Gava e Alvise Morato (Miglior Documentario al Roma3FilmFestival 2014, Premio Speciale al Cervignano Film Festival 2013, Miglior Documentario all’Alta Langa Film Festival 2014, Miglior Documentario al DocumentaMy Film Festival 2014), il cortometraggio Contando le Formiche (miglior film al TSN Film Festival 2017 per RAI Cinema). Dal 2016 è assistente del compositore Marco Werba per le musiche dei film Seguimi di Claudio Sestrieri e Controtempo di Aurelio Grimaldi. 

Nel 2014 per la Fondazione Teatro Valle Bene Comune di Roma collabora alla composizione delle musiche di scena per il dramma teatrale Il Macello di Giobbe di Fausto Paravidino con Filippo Dini e Monica Samassa, rappresentato in prima assoluta al Bozar Theatre di Bruxelles.

 Le sue composizioni sono state eseguite in Italia e all’estero in prestigiose sale da concerto e teatri in occasione di vari festival ed eventi tra i quali: Carnegie Hall di New York City, Auditorium Parco della Musica di Roma per il “150° Anniversario dell’Unità d’Italia”, Camera dei Deputati Sala del Cenacolo Complesso Vicolo Valdina di Roma, Teatro dell’Arte alla Triennale di Milano, “The International Selection” al Bozar Theatre di Bruxelles, Festival Internazionale di Musica “Suona Francese” a cura dell’Ambasciata Francese e Italiana, rassegna annuale “La Settimana del Contemporaneità” del Conservatorio di Frosinone, “Musica d’Acqua” Parco San Vito di Sirmione, Festival Internazionale di Musica “NotoMusica 2013′′ nel Palazzo Ducezio a Noto, Rassegna Musicale “inChiostro” in Frosinone, “XXVII° International Chamber Music Festival” in Norcia, Théâtre de la Commune of Aubervilliers di Parigi, Théâtre Liberté in Toulon, LAC Lugano Arte e Cultura, Teatro della Tosse di Genova ecc.

 Le sue opere sono pubblicate da M.A.P. Editions per la musica contemporanea e Limited Music Trade per la musica applicata.


Altre note

Traendo spunto dalla sua Libera sonata riporto l'interessante intervista all'autore da cui traspare la sua visione dell'accezione più ampia del 'fare musica'.

Dedicata al sax di Jacopo Taddei la mia ultima composizione: “Libera Sonata per Sax Contralto e Pianoforte”

Finalmente ultimata e attualmente in fase di studio la mia ultima composizione dedicata al sassofonista Jacopo Taddei, musicista molto promettente sia sulla scena della musica classica e contemporanea che in quella del jazz. L’idea di comporre questo brano è nata proprio per portare avanti l’obiettivo, che da qualche anno ho in mente, di creare sempre delle solide collaborazioni fra compositore e interprete. Credo molto nel fatto che la musica oggia abbia bisogno di andare verso la condivisione e la molteplicità di espressione: non è forse più il tempo per i compositori e per i musicisti in genere di rimanere isolati nelle proprie “torri d’avorio” enfatizzando così il distacco fra “chi scrive e chi suona” e di conseguenza anche quello con il pubblico. La direzione migliore (per il mio modo di pensare e intendere l’arte ovviamente) credo sia quella di provare a re-instaurare un dialogomediante la reciproca condivisione, inserendola all’interno del prorpio processo creativo per esempio attivando un confronto sulle idee già prima che inizi la fase creativa. Le parole chiave saranno quindi “collaborazione e condivisione” per stimolare la creatività e consolidare il rapporto fra composizione ed esecuzione, un rapporto che dal passato ad oggi è sempre più spesso dimenticato nella musica “colta”. Infatti vi è sempre stata la tendenza alla separazione dei ruoli che ha portato, nel tempo, ad un raffreddamento delle relazioni che intercorrono fra i “personaggi in gioco” e di conseguenza ad un raffreddamento anche nel rapporto con il pubblico.

Un’idea artistica può nascere dalla collaborazione o solo dall’ispirazione?

Secondo me la musica nasce dalla vita non dalla musica stessa… Sono le esperienze di vita a far nascere e crescere l’impulso a creare qualcosa di “artistico”, e la vita non è vissuta solo internamente con noi stessi ma è anche fatta di relazioni con il mondo esterno e con tutto ciò che esse comportano. Per questo non si può pensare l’opera d’arte solamente come frutto del processo interiore dell’artista ma va vista anche come conseguenza dei nostri rapporti con ciò che ci circonda, di come noi ci relazioniamo alle cose esterne: a quello che accade e a quello che facciamo accadere, a come le persone ci fanno sentire e a come noi facciamo sentire loro ecc. Quindi si tratta solo di scegliere quanto e dove spostare l’asticella: più verso l’esterno (quindi verso i rapporti, la condivisione, le influenze che si generano interagendo con il mondo) o più verso l’interno (il rapporto con noi stessi e il nostro mondo interiore). Ma in ogni caso non è possibile escludere del tutto un aspetto a vantaggio dell’altro, saranno comunque sempre presenti entrambi e si influenzeranno a vicenda anche se noi siamo convinti del contrario. Se veramente è impossibile che la propria creatività nasca “solo da noi stessi” per me è necessario mettere in atto una presa di coscienza mettendo da parte il prorpio “ego” accettando l’idea che tutto, anche la nostra personalissima vena creativa, sia parte di uno Yin e Yang. Due poli opposti ma complementari in cui siamo sia noi con la nostra volontà e il nostro sapere a creare la possibile opera d’arte che il mondo esterno. Esso infatti, interagendo con noi e noi con lui, fa accadere qualcosa che realmente non controlliamo e che spesso nella cultura occidentale siamo portati ad escludere considerandolo un aspetto dannoso perchè non è frutto del nostro sapere e del nostro ego.

Qual’è allora la direzione da seguire?

Per me è importante tenere sempre vivo quel processo di condivisione che si crea rapportandosi apertamente e attivamente con le persone e con le situazioni. Solo così l’opera d’arte prende vita, l’idea prende forma, l’energia fra le cose e le persone si mette in movimento. Cerco di farlo nella mia vita e quindi anche nella mia musica sperando che ciò venga recepito all’esterno e che chi è intorno a me abbia voglia di entrare in questo processo. Proprio questo ho tentato di fare proponendo a Jacopo una collaborazione nel creare “un brano su di lui”, lasciando che il rapporto di amicizia artistica che stava nascendo fra noi fosse il motore generativo della scrittura musicale, dell’idea e della mia spinta creativa. In poche parole condividendo i nostri pensieri e interagendo in modo creativo fra di noi sicuramente è nata un’opera più viva e stimolante ed è cresciuto un rapporto (e non un distacco) fra musicista e compositore… e già questo per me è un grande traguardo.

Sulla Sonata…

Detto ciò arriviamo alla composizione per sax contralto e piano, attualmente in fase di studio, che si è delineata in una sorta di forma sonata libera, libera dagli stilemi, dai linguaggi e dalla forma classica della sonata. Per me il linguaggio è subordinato all’espressione quindi il molteplice è un’apertura necessaria per la mia creatività… Come al solito ci sono i due poli opposti, sempre presenti nella mia scrittura, diciamo due temi ben distinti in questo caso: il primo più meccanico e ritmico che lentamente si monta diventando sempre più complesso nel ritmo e nel fraseggio. Pian piano l’influenza jazz-fusion si fa sentire intrecciandosi con il linguaggio, fra il minimale e il bartokiano, di inizio brano (fra l’altro Jacopo, essendo anche un bravissimo jazzista e improvvisatore, ha fatto uscire la mia “sempre non molto nascosta” anima jazz). Si arriva poi ad un secondo tema molto cantabile ed evocativo dove la vena lirica e l’espressività del sax e le capacità armoniche di uno strumento come il pianoforte sono chiamate in causa. Si presenta quindi una sezione più ricercata di sviluppo tematico in cui i frammenti presenti nei precedenti due temi si mescolano e si elaborano in un divenire sempre più incalzante che trasla il linguaggio su un territorio più “contemporaneo” caratterizzato molto dalla ricerca timbrica, dalle figurazioni ritmiche frastagliate e da rapporti armonici più dissonanti. La sezione poi sfocia di nuovo sulla ripresa dei due temi principali che si presentano però in ordine invertito, terminando quindi sulle note del primo tema che chiude una forma a pseudo-palindromo come a voler rappresentare una circonferenza che inizia con il suo termine.

Sui Musicisti…

Tutto questo è nato dalle discussioni con Jacopo con cui si è venuta a creare una bellissima e sincera collaborazione che spero perduri in futuro, spero anche se ne crei una analoga anche con il pianista che eseguirà il brano (credo sarà Luigi Nicolardi che spero avrò il piacere di conoscere presto). Sulla loro bravura non credo ci sia bisogno di dire molto, parlano più che altro i fatti ed i premi che hanno vinto in Italia (come il Salieri-Zinetti fra gli altri) e all’estero… per me più di tutto è il loro suono a parlare

Un saluto e un buon ascolto… e restate sintonizzati

Dal Sito dell’Autore https://emilianoimondi.com

 


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Opere

Libera sonata A Pf - 2018

Odisseo e Calipso MSop Ten A Vc Pf - 2019


 
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