autore

Hazon Roberto

  1. Nato il 16/10/1930 a Milano
  2. Morto il 09/2006 a Sanremo IM

Note biografiche

Dimostrata fin da bambino una spiccata tendenza musicale ereditata da entrambi i nonni direttori d'orchestra. Si diploma ai Conservatorio di Musica di Milano e Parma in Composizione, Pianoforte, Direzione d'Orchestra, Polifonia Vocale e Direzione di Coro.
Mentre è ancora studente ha varie esecuzioni di sue composizioni, sinfoniche, corali e da camera, che gli valgono un vivo interesse della critica e gli fruttano le commissioni per le sue prime opere teatrali. I suoi lavori (opere, balletti, musica sinfonica) sono stati rappresentati alla Scala, alla Fenice, a Parigi, New York e in decine di teatri in tutto il mondo. L'opera buffa da camera L'amante cubista che, dato il grande successo, viene rappresentata in tutta Europa e solo in America viene replicata oltre trecento volte in un solo anno. Seguiranno l'opera in tre atti Eureka Stokade, commissionatagli per le solenni celebrazioni del secondo centenario (1988) della fondazione della nazione australiana, l'opera buffa Week-end, l'opera drammatica Requiem per Elisa, l'opera comica Agenzia matrimoniale, l'opera da camera Madame Landru, l'opera tragica in tre atti Una donna uccisa con dolcezza, l'opera per bambini La Teresina ed i balletti Enea, A happy hippy, La figlia di Iorio, Con amores


Altre note

-- Circa l’estetica del Maestro ci riferiamo ad estratti dal sito a lui dedicato http://www.robertohazon.com/.
-- Roberto Hazon occupa una posizione singolarmente isolata nel panorama della musica attuale e le parole che Giulio Confalonieri scrisse riguardo ad una delle prime composizioni di Roberto Hazon ancora oggi possono servire di presentazione alla sua opera musicale. Roberto Hazon ha ancora fiducia nella scala d'ottava e davanti ad un accordo perfetto non sente il complesso d'inferiorità. Nel suo passatismo abbiamo avvertito la presenza di molto nuovo; nel suo conformismo abbiamo visto delinearsi i segni di una personalità, di un carattere umano. L'eterna vicenda, in poche parole, per cui si trapassa dall'essere ordinario all'essere artistico. Roberto Hazon inventa la musica su quel piano ove la musica soltanto è inventabile; non su un piano generico che ammette l'invenzione, confusa e quidi inutile, di molte altre cose. A parte il suo modo di trattare l'orchestra e di conferire alla voce una plasticità niente affatto comune, il compositore riesce a trovare sempre un punto di attacco fra il proprio mondo individuale ed il mondo universale cui tutti apparteniamo. Nella musica di Hazon abbiamo incontrato uno spirito libero da preconcetti di tendenza, un alto senso poetico, uno slancio inventivo e una capacità di disegno veramente singolari. Questa musica è nel linguaggio tonale, ma così farcito di segni che lo vanificano (armonie vaganti, indugi in zone modali, ambivalenze fra maggiore e minore), da farci sentire insieme all'autore pieni di memorie e di parole che non c'entrano col futuro, forse nemmeno col presente, ma che sono pur nostre e c'entrano con noi. E' un mondo sonoro al limitare del passato e sulla soglia di qualcosa di non saputo ancora e ha una tensione verso qualcosa di diverso, di non ancora inventato, in uno degli infiniti spazi che la musica può percorrere… (Lorenzo Arruga). A proposito dell'opera Una donna uccisa con dolcezza (1967), Harry Beard sul Times di Londra scrisse: Nei giorni in cui è di moda il culto di un teatro di crudeltà, Hazon sostiene la crociata del teatro buono. Luigi Rossi su La Notte titola: L'opera 'Una donna uccisa con dolcezza', una Traviata elisabettiana.
-- Musica inconfondibile quella di Hazon, compositore milanese che ha raccolto grandi successi soprattutto all'estero (anche se l'opera più importante - il balletto in tre atti I Promessi Sposi - ha avuto l'onore del cartellone scaligero): Musica raffinata, in apparenza facile, per il gran pregio di essere facilmente capita. Grande maestro della manipolazione della voce […]. (Alfredo Mandelli). Per quanto riguarda il significato espressivo e la capacità di comunicare di questa musica, non rimane che invitare ad ascoltarla, certo che è dato con essa di vivere un'esperienza musicale fatta di autenticità e poesia. Il critico Franco Abbiati così si esprime: Fin dal suo esordio con l'opera comica L'amante cubista (1953), scritta quasi per gioco a 23 anni, e diventata titolo di successo da Milano a Berlino a Montreal, negli Stati Uniti e in Cecoslovacchia (dove viene tradotta in cecoslovacco), Hazon ha sempre sentito ben vivo il linguaggio della musica cosiddetta tradizionale, quello basato sulla tonalità e sulla sensibilità musicale conseguente, che ormai è diventato una seconda natura e un riferimento all'orecchio e all'emozione. La musica derivata dalla scuola viennese atonale e dodecafonica non era l'unica moderna e attuale. Hazon sembra aver aumentato il carico di fiducia negli elementi più immediati della tonalità (Alfredo Mandelli). Roberto Hazon in un'intervista rilasciata a Sipario, ha spiegato quali intendimenti abbia seguito nel comporre le sue opere liriche: Io credo nella possibilità del teatro dell'opera, perché credo nel tratro in musi


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Opere

Cantata spirituale Voce Org Q & O. - 1954


Pezzi per sax Sx - 1959

Requiem per Elisa O.+ Sx - 1957

Segnali per un dialogo A Perc - 2002


 
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