autore

Finzi Aldo


Note biografiche

Nasce da antica famiglia ebrea in cui l'amore per la musica è tradizione (una zia fu celebre soprano: Giuseppina Finzi Magrini). Dopo gli studi classici a Milano, si laureò in giurisprudenza all'Università di Pavia e contemporaneamente si diplomava in Composizione come privatista al Conservatorio “S. Cecilia” di Roma. 
Fra le sue composizioni figurano liriche, musica da camera, sinfonica, ma soprattutto l'opera comica "La serenata al vento", e l'opera drammatica ispiratagli dalle persecuzione antisemita "Shylock", rimasta incompiuta. A 24 anni le sue opere venivano pubblicate da Ricordi, dopo gli editori Fantuzzi e Sonzogno. 
Nel catalogo di sue composizioni "Il chiostro" per voci femminili e orchestra, i poemi sinfonici "Cirano di Bergerac" (segnalato in un concorso della cui commissione giudicatrice facevano parte Toscanini e Pizzetti), e "Inni alla notte", musica da camera, liriche, una commedia giocosa (La serenata al vento), e poi, fra le opere di maggior rilievo "L'infinito" (1933), poema sinfonico, "Interludio" (1934), concerto per piano e orchestra, "Numquam" (1937), poema sinfonico per piano e orchestra, l’opera "La serenata al vento" (1937), scritta per un concorso bandito dalla Scala (soltanto l’1 dicembre 2012 è stata eseguita per la prima volta, al Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo). Benchè la commissione giudicatrice fosse orientata verso la sua premiazione, questa non gli fu riconosciuta ed egli prese ad affermare che la decisione fosse stata bloccata soltanto da un veto governativo che significava l'imminenza di una campagna razziale anche in Italia. Fu proprio così e le leggi razziali sopraggiunsero alcuni mesi più tardi anche in Italia. Gli fu preclusa la possibilità di far eseguire le sue musiche ma nel 1939 scrive un poema sinfonico ("Come all'ultimo suo ciascun artista", titolo postumo tratto da un verso di Dante), nel 1940 "Danza", concerto per 2 pianoforti, sassofoni e orchestra, nel 1942 compone "Shylock", opera drammatica su libretto di Rossato (in cui incentra l'azione sulla denunzia che Shylock fa delle persecuzioni di cui è vittima il suo popolo, ma soltanto il primo atto venne musicato poichè successivamente scrisse lui stesso il testo ritmico di altri due atti che non riuscì però a concludere). Tra il 1944 e il 1945 compone il "Salmo per coro e orchestra" che, tutto, glorifica la bontà del Signore.
Seguirono anni in cui, per vivere, dovette accontentarsi anche di lavorare anonimamente o sotto nome di altri.
Muore il 7 febbraio 1945 ma venne sepolto sotto falso nome, la moglie infatti dovette attendere il dopoguerra e l'abrogazione delle leggi raziali prima di potere redigere un documento che le permettesse di riportare i resti nella cappella di famiglia nel Cimitero Monumentale di Milano.

 


Altre note

«La rilettura della biografia di Aldo Finzi non può che suscitare un cupo risentimento nei confronti delle follie dell’umanità, ma nel contempo infonde il senso dell’inesausta e inabbattibile forza della creatività artistica. È proprio in virtù di questa indomita speranza, che si deve guardare ad Aldo Finzi e alla sua musica.
Terminata la tragedia bellica, e gradatamente ritrovata la forza di superare le lacerazioni della storia nazionale, le sue musiche hanno ripreso infatti a vivere. In particolare, questi ultimi anni hanno segnato un deciso rilancio dell’interesse nei suoi confronti. È stato pubblicato il catalogo delle opere, corredato dalla biografia (Eleonora Cara-Bella e Raffaele Deluca, Aldo Finzi (1897 – 1945), Conservatorio “G. Verdi”, Milano, 2010) e gli sono state dedicate numerose esecuzioni.» (Paola Besutti, “La reggia” giornale della società per il palazzo ducale di Mantova, 2011)

info: Associazione Aldo Finzi Diacronia
via Cesare Mangili, 2 
20121 Milano
+39 02 29004319 
+39 02 6554160
finsegr@tin.it
http://www.aldo-finzi.com/

 

 Durante la Settimana dedicata alla memoria, per commemorare le vittime dell’olocausto, la giornalista e saggista Mirella Serri sceglie, per Rai Storia sette figure di studiosi che, a causa delle leggi razziali, sono costrette ad abbandonare il proprio lavoro e le proprie ricerche:
 

 


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