autore

Falascone Giovanni


Note biografiche

   Compositore, pianista e improvvisatore milanese, si colloca al crocevia tra la musica di scrittura, la ricerca elettroacustica e la free improvisation. Il suo percorso accademico si sviluppa alla Civica Scuola di Musica "Claudio Abbado" di Milano, dove studia composizione sotto la guida di Giovanni Verrando e Pasquale Corrado, formandosi parallelamente in pianoforte classico con Barbara Tripodi. Ha successivamente perfezionato gli studi compositivi presso il Conservatorio di Mantova con Maurizio Azzan, frequentando masterclass con alcune delle più rilevanti figure dell’avanguardia internazionale [1]. Il forte sodalizio intellettuale con Giovanni Verrando prosegue tuttora, vedendolo impegnato come suo assistente di composizione.

   La sua ricerca si concentra sulla complessa interazione tra l'atto esecutivo e la cellula compositiva, un'indagine che lo porta spesso a progettare nuovi dispositivi elettroacustici e a decostruire gli strumenti tradizionali per ampliarne i confini gestuali. Dal 2021 estende questo approccio ibrido alle arti visive, alla danza e alla poesia, realizzando performance multimediali e spettacoli interattivi. Le sue partiture sono pubblicate dalla prestigiosa casa editrice SZ Sugar (Sugarmusic).

   Come interprete e compositore, la sua attività si snoda tra i principali avamposti della musica nuova e della sperimentazione elettroacustica in Europa. Le sue opere sono regolarmente eseguite da solisti ed ensemble specializzati all’interno di festival di rilievo internazionale [2], trovando inoltre un'ampia cassa di risonanza presso emittenti radiofoniche nazionali (come Rai Radio 3) e la critica specializzata estera. Parallelamente, è una figura attiva e riconosciuta nel panorama europeo della musica improvvisata e del jazz contemporaneo; una pratica, questa, che gli è valsa nel 2023 il Diploma al Merito dell'Accademia Musicale Chigiana di Siena, conferitogli da Stefano Battaglia [3].

   I suoi impegni per la stagione corrente includono nuove commissioni per l'Ensemble Suono Giallo, per il Festival delle Nazioni di Città di Castello e una nuova opera per la violoncellista Elide Sulsenti destinata al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano.

   

[05/2026]



[1] Masterclass e Perfezionamento: Ha frequentato i corsi di Clara Iannotta, Daniela Terranova, Dmitri Kourliandsky, Jean-Luc Hervé, Alexander Schubert e Ivan Fedele.

[2] Collaborazioni Cameristiche, Festival e Media: Le sue composizioni sono state interpretate da ensemble e solisti quali NAMES, Divertimento Ensemble, Suono Giallo, Endkadenz Ensemble, Elio Marchesini e Francesca Naibo. La sua musica è stata programmata in contesti quali: Darmstädter Ferienkurse, Ars Electronica (Linz), Limina Festival (Salisburgo), Rondò di Milano, TAOI (Amburgo), PianoCity Milano e presso l'Istituto Culturale Italiano a Parigi. Tra i suoi lavori recenti si segnala CALCO (Tocco) per cetra preparata e amplificata, presentato al WeekIDEA di Milano.

[3] Attività nell'Improvvisazione e Discografia: Collabora stabilmente con collettivi nazionali e internazionali dedicati alle musiche di frontiera, tra cui: Collettivo Conserere, BlueRing Improvisers, The Community Collective DK, TAI No-Orchestra, Milano Music Collective, quartetto Ü e il quintetto HUM. Ha dialogato con improvvisatori del calibro di Camila Nebbia, Silvia Bolognesi, Vlatko Kučan, Hanne De Backer, Simone Baron, Cristiano Calcagnile e Filippo Monico. La sua produzione discografica nell'ambito della instant composition include gli album ASTRA (2023) e HUM (2024), quest'ultimo inserito da Percorsi Musicali tra i migliori dischi di improvvisazione italiani dell'anno.


Altre note

La sua estica si fonda su un'idea di liuteria estesa e porosità linguistica, rifiutando la separazione rigida tra il momento algido della scrittura e l'imprevisto della performance.

  1. La Decostruzione dello Strumento: Influenzato dalle poetiche della Musica Relativa (linea Verrando) e dalle derive del materismo sonoro europeo, egli non usa lo strumento tradizionale per le sue qualità storiche, ma come un corpo risonante da reinventare. La preparazione del pianoforte, l'uso di dispositivi elettroacustici autocostruiti o l'amplificazione estrema di strumenti rari (come in CALCO per cetra) servono a portare alla luce una dimensione tattile e quasi "viscerale" del suono.
  2. L'Improvvisazione come Composizione Istantanea: Per lui l'improvvisazione non è mero istinto jazzistico, ma un processo compositivo formale applicato al tempo reale. Il rigore appreso alla scuola di Azzan e Verrando si riflette nella gestione formale delle sue performance libere, dove il silenzio, il timbro "sporco" e la densità materica vengono controllati con un'attenzione quasi geometrica.
  3. Multimedialità Organica: Il dialogo con danzatori e artisti visivi non è concepito come un commento sonoro a un'immagine, La bensì come un'estensione del gesto. Il movimento del corpo nello spazio o il segno visivo diventano generatori di suono (e viceversa), all'interno di un'estetica della performance che mira al superamento dei confini sensoriali


Opere

Fessure Fl A Vib Cbs Pf L.el - 2025


 
Locandina evento Secondo Concorso de il Saxofono Italiano
Seminario - Mille modi di dire sax
Secondo concorso del Saxofono Classico
Il primo concorso del Saxofono Classico
 

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