Compositore e ricercatore bresciano di origini sarde (Domusnovas), Maurizio Erbi (1983) ha sviluppato un linguaggio musicale che fonde la sperimentazione contemporanea con l'indagine etnomusicologica. La sua formazione è iniziata con Mauro Montalbetti ed Elena Baronio, proseguendo poi in ambito accademico con Massimo Priori presso il Conservatorio "F.A. Bonporti" di Riva del Garda e con Antonio Giacometti all'Istituto "O. Vecchi - A. Tonelli" di Modena. Ha completato gli studi nel 2019 presso il Conservatorio "E.F. Dall’Abaco" di Verona sotto la guida di Andrea Mannucci. Il suo percorso è stato arricchito da una fitta serie di seminari e masterclass con figure di rilievo internazionale, tra cui Salvatore Sciarrino, Klaus Huber, Ivan Fedele, Alessandro Solbiati e Franco Oppo [1].
La sua attività compositiva ha ottenuto precoci riconoscimenti, come il terzo premio al concorso "Castello di Belveglio" (2004) con l'opera Unbekant Stadt e la finale al Concorso "Simone Ciani" di Siena (2010) con Cantu a cuncordu per saxofono solo. La sua ricerca si è progressivamente polarizzata sulla rielaborazione colta dei materiali sonori della Sardegna, dando vita a lavori come Attittidu (eseguito dal Webern Ensemble alla Palazzina Liberty di Milano), Tzicchirriu e il progetto Armonie Sarde, vincitore di una borsa di studio ministeriale nel 2016.
Vanta collaborazioni con importanti ensemble e solisti, tra cui il Dèdalo Ensemble (che gli ha commissionato Julo per il 150° anniversario di Debussy), il Ned Ensemble e il chitarrista Diego Campagna, che ha presentato sue opere in sedi di prestigio internazionale come la Carnegie Hall di New York. La sua produzione, che spazia dal repertorio solistico al cameristico d'avanguardia, è stata inclusa in rassegne quali "Le Dieci Giornate di Brescia", "Sulle ali del Novecento" e il "Festival di Bellagio e del Lago di Como" [2].
Attivo anche come relatore e divulgatore, ha approfondito il pensiero estetico di Franco Oppo e Giorgio Tedde in seminari presso la Domus Academy di Milano. Sue composizioni sono state incise per etichette come MAP Editions e inserite nei database della University of Toronto Libraries e dell'Associazione Italiana della Viola.
L'impegno didattico e di direzione lo ha visto ricoprire incarichi presso l’Associazione "All’Unisono" di Lumezzane (2009-2012), dove è stato coordinatore di spettacoli musicali presso il Teatro Odeon, e come docente di chitarra classica presso il C.A.M. di Collebeato. Ha inoltre coordinato progetti didattici come Musica al Presente presso il Salone Enrico Musa di Como.
[04/2026]
[1] Approfondimenti e Masterclass: Ha frequentato corsi con Alvise Vidolin, Renato De Grandis, Javier Torres Maldonado, Riccardo Vaglini e Nicola Campogrande. Ha inoltre partecipato a seminari di prassi esecutiva con Piero Rattalino e sulla direzione corale con Mario Lanaro e Dario Tabbia presso il Conservatorio di Verona.
[2] Prime esecuzioni e Interpreti: Tra gli interpreti dei suoi lavori figurano: Andrea Favalessa (che ha inciso Voci per il progetto della SIMC Poesia chiama Musica), Andrea Dieci (dedicatario di Ippaññori), Luisa Castellani (dedicataria di Mores), Dominika Zamara, Raffaello Negri e Andrea Lucchesi. Molte delle sue opere cameristiche sono state dirette da J. Landini, Luca Belloni e dall'autore stesso. Nel 2010 l'Associazione "Franco Margola" gli ha commissionato il quintetto Mutazioni, inserito in un programma dedicato a Luigi Boccherini.
Poetica
«Elemento portante del pensiero musicale del compositore Maurizio Erbi sono la natura, i suoi paesaggi e le atmosfere dei paesi di provincia vicini alla campagna della Sardegna, trasformati in atmosfere musicali che in qualche modo riconducono l’ascoltatore ad immaginare situazioni collegate alla terra. In questo senso, nella presentazione di un brano all’esecutore viene sempre suggerita una visione costante i cui elementi naturali di un tale paesaggio, a metà tra civiltà e vita nomade, fanno capolinea, ricordando la forza ed in certi casi l’elemento selvaggio della terra di cui fanno parte. Attraverso questo l’interpretazione ha due punti fermi che trovano una loro definizione stabile nell’immaginario personale dell’interprete stesso.
Dal 2007 ad oggi ho scritto sedici brani, alcuni di questi sono in forma di trascrizione, ad esempio Fantasia di un sogno del 2008 per violino e pianoforte, trascritto e arrangiato nel 2009 per quartetto d'archi con il titolo Folklore I e nuovamente nel 2010 trascritto e arrangiato per ensemble, intitolato Folklore II. L’intera trilogia si lega ad una poesia presente in Fantasia di un sogno.
L'equilibrio timbrico, impostato sulla giusta scelta degli intervalli, per ottenere un flusso musicale ben chiaro, non va confuso con la ricerca timbrica, impostata in questo caso sulla gestione della giustapposizione di situazioni musicali diverse, di un brano monodico o polifonico, composto solo da una sezione.
Diversa cosa è invece la metamorfosi timbrica che sottende invece ad una mutazione di un suono, ad esempio, prendendo il violino possiamo notare che il suono di questo strumento può cambiare notevolmente sonorità. Il risultato di un suono può cambiare infatti notevolmente spostando l'archetto dal ponticello alla tastiera. Esistono diverse combinazioni a discrezione del compositore per ottenere il flusso sonoro che intende mettere nel suo brano.
La ricerca timbrica, che è possibile confondere con la metamorfosi timbrica, è la ricerca di un suono non convenzionale, utilizzando anche la metamorfosi timbrica e lo sfruttamento delle possibilità dello strumento, che può essere anche solo l'estensione, oppure utilizzando l'accordatura non convenzionale, per cercare di ottenere timbri nuovi. Questa possibilità è molto difficile da gestire e spesso si fa ricerca timbrica senza conoscenze (che è più attinente al concetto di sperimentazione), di conseguenza il compositore si accontenta del risultato.
Questo termine è molto delicato e si potrebbe riformulare come ricerca timbrica stilistica, che assume una fisionomia ben definita e concreta. Esempi di autori che hanno fatto nel vero questa tipologia di ricerca sono sicuramente Anton Webern e la scuola di Darmstadt, in particolare Luciano Berio, Bruno Maderna, Gerard Grisey e altri.»
(sa http://www.mapeditions.com: Introduzione alla musica e alla poetica di Maurizio Erbi tra natura , ricerca ed equilibrio timbrico.)
La sua estetica si muove lungo il crinale che separa l'intuizione soggettiva dall'oggettività del materiale etnico.
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