autore

D'Eliso Filippo


Note biografiche

All'età di otto anni inizia gli studi di pianoforte (Silvano Carella e poi Irene Kirgis a Salerno) ed in seguito composizione (Franco Palazzo). Dal 1983 segue il corso di laurea in Fisica Elettronica, con particolare riferimento alla Computer Music e alla Psicoacustica. Nel 1991 si diploma in Musica Corale e Direzione di Coro (con Carmine Pagliuca) a Napoli. Partecipa nel 1996 alla Masterclass in Composizione tenuto da György Ligeti presso l'Accademia Internazionale di Musica di Novara e, nel 1998, si diploma in Composizione, a Bari, sotto la guida del maestro Francesco d'Avalos. Successivamente, ancora a Napoli, arrivano la specializzazione in Musica e Spettacolo presso l'Università Federico II nel 2003, il diploma in Musica Elettronica nel 2004 (con Roberto Doati, Francesco Galante e Agostino Di Scipio) e, nel 2006, il diploma di Laurea di II livello in Teoria e Tecniche della Composizione Musicale (con Enrico Renna) presso il Conservatorio di Musica di "San Pietro a Majella".
In quanto esperto di Musica, Sistemi Musicali Digitali, Informatica, Regia e Diffusione del Suono, per i laboratori del Conservatorio di Musica "San Pietro a Majella" di Napoli, svolge intensa attività di consulente, assistente musicale ed elaboratore di orchestrazioni, arrangiamenti, digitalizzazioni, programmazioni al computer e composizioni originali per importanti realizzazioni discografiche e cinematografiche. Rilevante è la collaborazione del 1999 nel "Ferdinando e Carolina" di Lina Wertmüller. Dal 2002 inizia la collaborazione come sound programmer con Louis Siciliano in numerosi lavori, come "Agenzia delle entrate" (2002) e "Barilla formati blu" (2003) tra gli spot televisivi, e "La febbre" di D'Alatri del 2005 (vincitore, come Migliore Colonna Sonora, del Nastro d'Argento 2006), "Il rabdomante" di Cattani del 2006 (vincitore del Tropea Film Festival 2008 come Migliore Colonna Sonora Originale), "Family game" di Arciero (2007) e "Due vite per caso", unico film italiano in concorso al festival di Berlino 2010, tra i film. Tra le numerose colonne sonore composte rilevante è quella per l'opera di Alessio Di Benedetto "I figli della Sfinge" (edita dalla Bastogi Editrice Italiana nel 2008).
Dal 1999 insegna negli Istituti Musicali, Conservatori, Istituti Artistici materie quali Laboratorio di Sistemi Musicali Digitali, Laboratorio di Regia e Diffusione del Suono, Laboratorio di gestione d'impresa audiovisiva, Laboratorio di ascolto e improvvisazione musicale, …


Altre note

--«Credo che una composizione si possa definire "Opus", solo quando in ogni sua parte non necessita di addizioni o sottrazioni (sebbene poi le stesse possano essere moltiplicate o divise).
Su queste basi, il mio interesse è sempre stato quello di affrontare la sfera musicale nella sua totalità, dalla composizione all'esecuzione, passando per la strumentazione, l'orchestrazione, l'arrangiamento e la trascrizione del materiale musicale.
Ambito particolarmente affascinante è poi quello della composizione estemporanea, durante la quale le capacità esecutive, messe in tensione e guidate dalla sensibilità musicale, diventano composizione nell'atto stesso dell'esecuzione.»


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Opere

Ant Sx - 1997

Toccata A - 2000


 
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