Compositore, teorico e storico della musica, Raffaele Cumar occupa un posto di rilievo nella cultura musicale del secondo dopoguerra, distinguendosi per un profilo intellettuale di rara profondità. Formatosi sotto la guida di Gian Francesco Malipiero e Luigi Dallapiccola, ha ereditato dai suoi maestri un linguaggio colto e un’attenzione rigorosa alla struttura musicale. Di origini triestine, Cumar è stato un punto di riferimento per la vita musicale veneziana e giuliana, operando attivamente tra gli anni '40 e '60 e mantenendo un fitto scambio intellettuale con le principali personalità dell’epoca [1].
La sua carriera didattica ha avuto come fulcro il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, dove dal 1944 è stato titolare della cattedra di Contrappunto e Fuga. Parallelamente, ha svolto un ruolo pionieristico in ambito universitario: nel 1954 è stato infatti il primo docente a ricevere l’incarico di Storia della musica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova. Per un decennio, fino al 1964, ha improntato il suo insegnamento su un approccio metodologico innovativo, capace di far dialogare l’analisi teorica della struttura sonora con una solida indagine storica, spaziando dalla polifonia veneziana del XVI secolo fino al repertorio contemporaneo.
Come studioso ha dato contributi fondamentali alla ricerca musicologica e alla teoria della percezione. I suoi lavori si sono concentrati sia sulla revisione critica di capolavori del passato, sia sull'indagine scientifica del fenomeno sonoro, esplorando ambiti quali l’isocronismo e la fenomenologia degli intervalli. Considerato un "vero maestro" da esperti del calibro di Jolando Scarpa, ha saputo trasmettere una visione della musica intesa come disciplina di pensiero e di sintesi tra storia e sperimentazione [2].
[03/2026]
[1] Documentazione e Corrispondenze: L’attività di Cumar è ampiamente documentata presso l’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, che conserva un carteggio risalente al periodo 1941-1960. Tali documenti testimoniano il suo ruolo centrale nel dibattito musicale italiano della metà del secolo scorso.
[2] Bibliografia e Produzione Editoriale: È autore e coautore di saggi di rilevanza storica e teorica, tra cui:
Da un Testo (cartaceo !) consultato diversi anni fa, mi appuntai questa considerazione sul nostro autore:
Raffaele Cumar è una figura "di confine", uno di quei rari intellettuali della musica che hanno saputo unire la sapienza artigianale della composizione (ereditata dai massimi maestri del Novecento) alla speculazione teorica e storica più raffinata.
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