autore

Coen Massimo

  1. Nato il 11/03/1933 a Roma
  2. Morto il 23/02/2017 a Roma

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Note biografiche

Ha studiato violino al Conservatorio di S.Cecilia con Riccardo Tagliacozzo, frequentando anche i corsi di musica da camera di Guido Agosti. Dopo il diploma, si è perfezionato con Andrè Gertler, collaboratore violinistico di Bela Bartok, al Mozarteum di Salisburgo dal 1958 al 1961 e al Conservatoire Royal di Bruxelles. A Roma si è anche laureato in giurisprudenza presso "La Sapienza".
Ha fondato a Roma nel 1961 il gruppo de "I Solisti di Roma" e nel 1963 il "Quartetto Nuova Musica", formazioni variabili nel corso del tempo (entrambe le sigle hanno riunito compagini differenti di musicisti), impegnate in intense stagioni concertistiche in Italia e all'estero e nella registrazione di opere sia del repertorio antico sia di nuova musica italiana.
Nel 1979 ha cominciato a comporre: al suo primo lavoro Acqua, terra, aria, fuoco per violino e nastro magnetico hanno fatto seguito decine di composizioni per vari organici, inclusa la voce. Il questo primo brano, ricco delle asprezze tipiche del linguaggio d'avanguardia degli anni '70, è il frutto di un percorso artistico del tutto ooriginale, svilppato su un doppio binario: da un lato l'esperienza, già allora ventennale, come interprete di musica classica e contemporanea (aveva fondato il gruppo di musica da camera I Solisti di Roma nel 1961 e il quartetto Nuova Musica nel 1963), dall'altro, l'attività di improvvisazione al pianoforte e al violino, che lo aveva portato a contatto, già alla fine degli anni Sessanta, con gli esponenti di punta dell'avanguardia musicale colta, soprattutto nel'ambito di Nuova Consonanza e del mitico Beat '72, dove collaborò strettamente con Franco Evangelisti, Egisto Macchi, Mauro Bortolotti, Domenico Guaccero, Salvatore Sciarrino, Franco Donatoni, Giacinto Scesi, Vittorio Gelmetti, Antonella Neri, Giancarlo Schiaffini e Francis Uittl. L'episodio-chiave che accelerò i tempi di questa nuova fase fu la scoperta, nel 1979, del brano Pièce pour Ivry di Bruno Maderna, una sorta di mosaico sonoro in cui l'nterprete diventa anche compositore, "reinventando" ogni volta l'ordine di esecuzione delle diverse porzioni della partitura.
Nella sua visione la composizione non era altro che la quadratura del cerchio, l'esito naturale di un percorso a geometria variabile. D'altronde il personaggio non ha mai nascosto la sua vocazione all'eclettismo, spaziando dalla musica barocca ai classici del Novecento, fino alle opere dei giovani compositori di oggi. Tra gli esiti più convincenti della sua poliedrica attività di compositore-esecutore figurano le collaborazioni teatrali con Carlo Quartucci e Luigi Cinque, con i jazzisti Giorgio Gaslini, Massimo Urbani, Steve Lacy, Bruno Tommaso e infine le molteplici combinazioni con la danza (ha insegnato per circa trent'anni presso l'Accademia nazionale di danza di Roma) per la messa a punto delle recenti opere multimediali.


Altre note

-- «Come interprete ho seguito con grande curiosità l'evoluzione della "nuova musica" dagli anni cinquanta fino a oggi. Negli ultimi venti anni ho vissuto quel processo che viene indicato come "crisi dell'avanguardia": una crisi del linguaggio musicale legata, a mio avviso, all'attenuarsi delle motivazioni politiche e di protesta rivoluzionaria che erano state alla radice della "nuova musica".
Parallelamente ho assistito al progressivo disinteresse del pubblico, sempre più ristretto ai soliti "addetti ai lavori". Come compositore, dal 1979 ho reagito a questa situazione, attingendo ispirazione dalla mia lunga esperienza di "musica classica", senza rinunciare ad alcuni elementi linguistici propri dell'avanguardia, anzi utilizzando con grande libertà elementi dalla dodecafonia, la quale è giustamente definita da Macculi, nel suo saggio, come tecnica compositiva, non già stile musicale.
Allo stesso tempo (e spesso con ironia e contaminazione) mi sono dedicato al recupero non solo delle mie radici ebraiche (la musica degli ebrei della diaspora, con particolare attenzione alla musica klezmer), ma anche alla ricerca delle radici musicali delle più diverse etnie: la musica popolare indiana, la musica brasiliana, la musica africana, madre di tutti i ritmi, il jazz, l'improvvisazione.
Venivano così a cadere tutti i divieti melodici e ritmici dettati dal credo avanguardista (vietato vietare) e si andava delineando qualcosa che (pur nel mio limitato orizzonte) si potrebbe definire "La musica del mondo". Voglio ricordare come maestri e compagni in questo cammino almeno quattro nomi: Antonello Neri, Luigi Cinque, Giancarlo Schiaffini e Vittorio Gelmetti, i quali hanno anticipato (anche con supporti digitali) questa tendenza ricca di futuro.
Altrettanto feconda è l'altra ricerca dell'intercodice, cioè l'incontro della musica con diversi linguaggi: danza, arti visive e poesia. Suonare una scultura, leggere in musica un quadro, vivere la simbiosi tra suono e segno, improvvisare un contrappunto tra un testo scritto (poesia e prosa) e gli strumenti (violino, pianoforte o percussione), leggere un'architettura o elementi della natura come alberi e fiori. Gli esempi si potrebbero moltiplicare, ma il concetto è chiaro: nella cultura dell'immagine (è idolon=idolo) imposta dai media alle masse, e troppo spesso inquinata da esigenze di marketing, la mia è una ricerca intesa a cogliere nel fenomeno artistico o naturale le ragioni più intime del suo farsi, spesso nel momento stesso della creazione.
Sono convinto che questo modus operandi non contraddica l'antico divieto ebraico e islamico delle immagini, anzi sia l'interpretazione più autentica del suo segreto. Certo è che lo spettatore-ascoltatore riceve oggi con grande attenzione e stupore questo messaggio rivolto a tutti (bambini compresi), uscendo così dal ghetto della musica d'avanguardia e dall'ideologia eurocentrica dell'espressione musicale». Massimo Coen in La musica del mondo, «Lettera internazionale».


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Opere

12 Tone rag Voce Batt Pf.4m Q.a Trbn Sx - 199x

Divertimento III Sx Q.a - 1996

Klezmer Cl/Sx Q.a - 1996/00

Mediterraneo Sx.ens

Mneme Sop Sx Q.a - 1997

Nascita di Afrodite V Cl A Fl - 2000

Tenores Sx Q.a - 1997


 
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