autore

Bellisario Angelo


Note biografiche

Dopo aver iniziato lo studio del Pianoforte poté solo successivamente seguire studi regolari al Conservatorio di Musica di Milano dove si diplomò in Musica Corale, Direzione di Coro e Composizione grazie alla guida di A.Maggioni. Successivamente ha seguito il corso di Paleografia Musicale presso l'Università di Pavia. Tra I corsi di Aggiornamento e perfezionamento spicca quello con Mauricio Kagel, ad Aix en Provence, nel 1980.
Ha svolto intensamente l'attività di Direttore di Coro come pure quella di critico musicale.
Prolifico autore di musica sinfonica, operistica e da camera comprendente i più vari organici, ha visto le sue opere eseguite in numerose occasioni in Italia e all'Estero e la dedica di due dischi monografici (ARISTON C1092 e C1141). Nel campo della creazione, ha al suo attivo circa 200 composizioni di vario genere (di cui quaranta sinfoniche e/o liriche) più un terzo delle quali edita da carisch, Curci, Berben, Sonzogno, Rugginenti, BMG Ariola, City Record, Iktius, Ariston, Fiumara, Zanibon, Edi-Pan, Maurere (di Bruxelles), Pizzicato. È spesso invitato come compositore in Italia ed all’estero (Trieste Prima, III Rassegna Internazionale di Musica Contemporanea, ecc.) per l’esecuzione delle sue opere.
Tra le varie iniziative dell’attività didattica, spiccano: 1) la pubblicazione del volume PRATICA DI ANALISI MUSICALE, di cui sono state stampate diverse edizioni presso RUGGINENTI Editore di Milano, adottato in quasi tutti i Conservatori di musica italiani; 2) la pubblicazione di 26 puntate su LA COMPOSIZIONE MUSICALE – Appunti sull’arte del comporre secondo lo stile tradizionale sulla Rivista MUSICA E SCUOLA. La Rivista, diffusissima nei Conservatori e nelle varie Scuole di Musica, anche straniere, con tiratura nazionale.
Dopo varie esperienze didattiche, nel 1976 gli viene affidata la cattedra di Composizione al Conservatorio Statale di Rovigo; due anni dopo viene nominato Direttore dello stesso Conservatorio (1978-1980). Rinuncia alla Direzione e dal 1° ottobre 1980 al 31 ottobre 1998 passa quale Ordinario di Composizione (corsi superiori), titolare di una delle due cattedre in organico del prestigioso Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Parecchi suoi allievi ricoprono posti importanti nelle istituzioni concertistiche e teatrali ed altri hanno vinto negli ultimi anni concorsi indetti da prestigiosi Enti Concertistici.


Altre note

Dall’attività didattica volta ad informare su tutte le correnti artistiche presenti a tutt’oggi e sulle loro tecniche, Bellisario ha maturato la convinzione di seguire due indirizzi ben distinti; così egli ha sempre composto: a) interpretando in maniera originale – soprattutto negli Oratori e nelle Opere Liriche – i portati della tradizione, rivisitandone in chiave personale alcuni parametri; b) portando avanti una propria ricerca (in molte composizioni cameristiche e sinfoniche) sulla scia delle esperienze e degli aspetti salienti delle avanguardie più rappresentative del secolo XX.
«Quanto all'uso fatto del Saxofono, posso solamente affermare che, normalmente, la mia musica deve esprimere qualcosa, quindi sia nell'IMPROVVISO, dal carattere di "racconto", sia nella SUITE, mi sono adoperato perchè la cantabilità ed i contenuti venissero fuori nella maniera più completa possibile. Anche l'episodio di MUSICA PER ORCHESTRA ha un fascino particolare perchè l'episodio è narrativo ed esprime innanzitutto il particolare timbro dello strumento. Altra cosa invece PAPILLON, dove il carattere "nuovo" dell'assunto musicale fornisce l'occasione per presentare episodi concepiti in maniera totalmente diversa; nel 3° movimento infatti, il Saxofonista deve leggere nello spartito completo che comprende anche la parte del Pf, dal momento che mancano le stanghette di divisione. Qui c'è una ricchezza timbrica di molto superiore a tutti gli altri brani, non solo, ma il Pf non si limita ad accompagnare, dovendo dialogare di continuo con il solista, oltre che esprimere concetti e contenuti di grande attualità, senza però sfociare per mia libera scelta in atteggiamenti avanguardistici. Il solista dal canto suo, si trova alle prese con un assunto che richiede una buona tecnica ed una buona apertura mentale».


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Opere


Due momenti O.+ T - 1982


Immense et rouge 2A Pf - 1993

Improvviso A Pf - 1972

La baronessa di Carini Soli & O.+ S - 2016

Never Seen Pf & O.c+ A - 2008

Papillon Op.63 T Pf - 1984


 
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