autore

Baggiani Guido

  1. Nato il 04/03/1932 a Napoli
  2. Morto il 06/09/2018 a Roma


Note biografiche

Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio "S. Cecilia" di Roma sotto la guida di Boris Porena e, successivamente, alla Rheinische Musikschule di Colonia con Karlheinz Stockhausen. Fondatore nel 1977, insieme a Walter Branchi, di Musica Verticale, per lo studio e la diffusione della musica contemporanea, dal '70 è titolare di una cattedra di Composizione in Conservatorio, prima a Pesaro, poi a Perugia e, infine, al Conservatorio S. Cecilia di Roma.
Ha esordito come compositore nel 1967, con Mimesi, diretto per Nuova Consonanza da Gilbert Amy. Nel '74 ha partecipato al Festival di Royan con l'opera per orchestra da camera e dispositivo elettroacustico Memoria. In seguito è stato invitato negli Stati Uniti come rappresentante italiano al Festival per la celebrazione di Charles Ives.
Dal Governo Francese ha ricevuto la commissione di due opere: nel 1977 Contr/Azione, to the memory of Charles Ives, per due orchestre, eseguita in prima assoluta dall'Orchestre Philarmonique de Lorraine, nel '78 per un'opera per orchestra da camera, Double, data in prima esecuzione al Collectif 2e2M di Parigi nel 1979.
Negli anni Ottanta si è dedicato all'esplorazione delle tecniche elettroacustiche e di quelle strumentali, sperimentando la possibilità di una conciliazione.
Nel 1986 ha ricevuto una commissione del L.I.M. di Madrid per la composizione di un quartetto, Danza. Nel 1989 su commissione del G.M.E.B. di Bourges, ha composto l'opera elettroacustico-digitale A più voci nell'ombra, data in prima esecuzione a Bourges nel 1990. Nello stesso anno l'Orchestra Sinfonica di Roma della RAI ha eseguito, sotto la direzione di Antonio Ballista, Gongora, per soprano, pianoforte e orchestra.
Tra le sue opere più recenti: Perso per perso, madrigale drammatico su testo di Valerio Magrelli, messo in scena al Teatro Comunale di Firenze per la regia di Giorgio Pressburger.
Ha insegnato composizione al Conservatorio Morlacchi di Perugia.


Altre note

«PENSIERO ANTIDOGMATICO E RICERCA ESPRESSIVA NELL’OPERA DI GUIDO BAGGIANI.

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Ciò che caratterizza l’opera e il pensiero di Baggiani è una posizione peculiare nei confronti delle avanguardie che lo hanno preceduto: egli non considera gli stili e le tecniche ereditati né dogmaticamente come fattori immutabili, né come elementi da ripudiare alla ricerca di nuovi linguaggi; nelle mani di Guido Baggiani gli stili e i linguaggi delle avanguardie del secondo ‘900 appaiono piuttosto come degli strumenti, manipolabili a fini comunicativi ed espressivi. In altre parole egli non rinnega il serialismo, lo strutturalismo, il minimalismo, lo spettralismo, ma raccoglie i principi fondanti di questi approcci alla composizione per realizzare una sintesi liberata da stereotipi e tabù linguistici. In Baggiani avviene un rifiuto del dogmatismo della tecnica, poiché ogni tecnica se ignora la finalità che l’ha generata rischia di divenire clichè [Baggiani 1999]. Coerentemente con queste idee, il percorso compositivo sembra dominato dalla volontà di rifuggire l’appartenenza a uno stile codificato o a una specifica scuola, per preservare la più ampia libertà d’espressione ed efficacia comunicativa.
L’approccio metodologico adottato richiede che si eviti il rischio paventato da più parti di applicare a brani atonali metodi nati per la musica tonale [Pasticci 1994]. Per il raggiungimento degli obiettivi espressi è stata dunque valutata l’opportunità di un orientamento interdisciplinare che, mettendo insieme analisi tradizionale e strumenti dell’elettroacustica, consente di studiare gli aspetti osservabili in partitura e nel contempo considerare l’esperienza percettiva.
Il presente contributo intende inserirsi nel dibattito riguardante l’analisi delle composizioni della seconda metà del ventesimo secolo, che è un campo di ricerca ancora relativamente poco esplorato, soprattutto a causa della difficoltà di reperire mezzi analitici adeguati. Infine attraverso la figura di Guido Baggiani si intende contribuire a gettare nuove luci su alcuni aspetti della complessa fase del superamento dell’esperienza delle avanguardie del secondo dopoguerra.» Enrico Bianchi: pianista, compositore, musicologo.


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