Compositore, direttore d'orchestra e clarinettista, la sua fisionomia artistica si inserisce con rilievo nella vita musicale lombarda, distinguendosi per una produzione compositiva che coniuga rigorose strutture della tradizione colta e sacra con i linguaggi della contemporaneità, a cui si affianca un'intensa attività direttoriale focalizzata sulla riscoperta del repertorio barocco e classico, nonché sulla divulgazione della nuova musica.
Compie gli studi musicali presso l’Istituto Musicale “Gaetano Donizetti” di Bergamo, dove si diploma in Clarinetto sotto la guida di Giuseppe Tassis; per l’eccellenza dei risultati conseguiti nel suo strumento d'elezione, gli viene conferito il prestigioso premio “Baronessa Maria Scotti Perego”. Presso il medesimo Istituto bergamasco prosegue gli studi accademici superiori, diplomandosi brillantemente in Composizione sotto la scuola di Vittorio Fellegara, figura di riferimento che ne influenza il rigore geometrico e la sensibilità espressiva della scrittura.
Inizia un'intensa attività concertistica in veste di clarinettista solista e in seno a diversificate formazioni da camera. Si esibisce per importanti istituzioni e storici centri musicali in Italia e all'estero, tra i quali si annoverano la Società Filarmonica di Pisa, l'Associazione Amici della Musica di Lanciano, le sedi della Gioventù Musicale d'Italia di Varese e Chioggia, l'Accademia Filarmonica di Bologna, il Teatro Filarmonico di Verona, il Teatro “Manoel” di La Valletta (Malta) e la città di Würzburg (Germania). In queste sedi si distingue come interprete attento alla letteratura contemporanea, eseguendo frequenti prime assolute di opere di compositori italiani a lui coevi.
Il suo catalogo compositivo comprende una vasta produzione di musica sinfonica, cameristica e sacra, regolarmente eseguita in rassegne e festival di rilievo internazionale, spesso con il patrocinio e all'interno dei cartelloni della S.I.M.C. (Società Italiana Musica Contemporanea). Tra le tappe internazionali della sua produzione si segnala la prima esecuzione assoluta del suo Dies Irae per orchestra, eseguito in Moldavia dall'Orchestra Nazionale Moldava, e la selezione di una sua opera eseguita nel maggio 2003 a Bucarest nell'ambito del celebre Festival Internazionale di Musica Contemporanea “SIMN 2003” (Săptămâna Internațională a Muzicii Noi). Le sue partiture e la sua estetica formale sono state oggetto di lodi e recensioni favorevoli da parte di riviste specializzate di settore [1].
Dal 2001 assume la direzione stabile dell’Orchestra e dell’Ensemble Baroque “Carlo Antonio Marino”, compagine d'archi e nucleo strumentale con cui svolge un capillare lavoro di ricerca, esecuzione e salvaguardia del patrimonio musicale barocco e classicista, ottenendo costanti consensi da parte della critica specialistica [2]. Parallelamente all'attività direttoriale e di ricerca, Arnoldi ricopre un ruolo attivo nella direzione artistica e programmazione culturale sul territorio, guidando in qualità di direttore artistico la stagione concertistica del festival primaverile “Albino Classica”.
[06/2026]
[1] Il catalogo delle sue omposizioni include, tra i titoli principali, Ave Maria (1997) per coro e orchestra d'archi, Dies Irae (1999) per orchestra, Assolo (2000) per trombone, la serie Echi d'antica danza I e II (2003) destinata a svariati organici da camera, e il Quartetto I (Tre lettere di Werther) per quartetto d'archi, la cui pubblicazione nel gennaio 2004 è stata accolta con encomio dalla rivista Suonare News. Le sue opere sono pubblicate e distribuite da storiche case editrici musicali italiane quali Bèrben, Edizioni Sinfonica, M.A.P. (Musicisti Associati Produzioni) ed Edizioni Musicali Sconfinarte. La sua produzione è inoltre legata ad arrangiamenti e composizioni realizzate per il figlio, il violinista Roberto Arnoldi, e le sue incisioni figurano nei cataloghi discografici delle etichette ECM e M.A.P.
[2] Alla guida dell'Orchestra “Carlo Antonio Marino”, Natale Arnoldi ha sviluppato collaborazioni con solisti e prime parti di fama internazionale, tra i quali Enrico Bronzi, Francesco Manara, Marco Sollini, Raffaele Trevisani, Marco Rogliano e Stefano Montanari, estendendo la propria attività sul piano internazionale come direttore ospite della Kiev String Orchestra. Sotto la sua direzione, l'Orchestra C. A. Marino ha inciso per la prestigiosa etichetta discografica TACTUS una monografia dedicata alle composizioni storiche di Carlo Antonio Marino; la registrazione, che costituisce una prima mondiale assoluta, è stata presentata nei programmi di Rai Radio 3 nel maggio dello stesso anno, ricevendo ampi elogi dalla critica per il valore filologico dell'operazione.
La sua fisionomia artistica si definisce attraverso linee estetiche chiare e coerenti: